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La confessione

Davigo ora lo ammette. "I magistrati sono cornuti": ecco chi ci ha tradito

Davigo ora lo ammette.

Non sono bastati 25 anni per renedere più quieto l'animo di Piercamillo Davigo, oggi presidente dell'Associazione nazionale magistrati che però deve la sua popolarità alla stagione delle inchieste del Tribunale di Milano con il pool di Mani pulite assieme ad Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo. L'intervista rilasciata dal magistrato al Fatto quotidiano pochi giorni fa ha sollevato non pochi polveroni, soprattutto per frasi poco rassicuranti come: "Non esistono innocenti, esitono solo colpevoli non ancora scoperti". Così Davigo ha cercato di riparare sul Corriere della sera, provando a chiarire che quelle parole vanno inserite: "in un contesto preciso. Ma mi citano fuori dal contesto per farmi passare per matto". E il contesto sarebbero appalti, politica e imprese, quindi possiamo stare tutti più sereni.

Oggi - In un quarto di secolo, secondo Davigo la politica italiana non sembra essere migliorata, anzi: "È peggio di allora - ha detto - È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo", dove un prefetto chiede in un paese infestato dalle mosche perché non abbiano combattutto per cacciarle e il podestà gli risponde che hanno vinto le mosche. I politici di oggi: "non hanno smesso di rubare, hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che priuma facevano di nascosto".

L'ammissione - Rispetto alla classe politica della Seconda Repubblica, Davigo riconosce oggi qualche pregio a quella della prima: "La Rochefoucauld diceva che l' ipocrisia è l' omaggio che il vizio rende alla virtù. Nella Prima Repubblica se non altro si riconosceva la superiorità della virtù. Quando Tanassi fu arrestato e parlò di "delitto politico", io non capivo cosa dicesse. Poi ho realizzato che forse intendeva dire: "È un delitto politico perché vado in galera solo io". Noi magistrati siamo come i cornuti: siamo gli ultimi a sapere le cose; perché quando le sappiamo partono i processi". È rimasto però nei libri di storia come da quella stagione di arresti, inchieste e tantissime assoluzioni (dopo anni) ne siano rimasti totalmente indenni gli eredi del partito Comunista. A questo punto Davigo perde la pazienza: "Non è vero! Questa è una leggenda diffusa ad arte per screditarci! Io stesso condussi una perquisizione a Botteghe Oscure!". Se Achille Occhetto e Massimo Dalema non sono stati neanche sfiorati da un avviso di garanzia, secondo Davigo è perché: "Non trovammo le prove. Il PCi era finanziato dalle coop in modo dichiarato e quindi legittimo. Ma a Milano, dove partecipavano alla spartizione delle tangenti, abbiamo mandato sotto processo diversi dirigenti comunisti".

Traditi - Con la sinistra di oggi al governo i rapporti con i magistrati non sembrano essere migliorati e difficilmente lo faranno, visto che Davigo considera le politiche del governo di Matteo Renzi in linea con quelle dei governi precedenti di Silvio Berlusconi: "Aumenta le soglie di rilevanza penale - rimbrotta il magistrato - Aumenta la circolazione dei contanti con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito; ma lei ha mai visto un pensionato che gira con tremila euro in tasca?".

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Commenti all'articolo

  • francesco assumma

    22 Aprile 2016 - 22:10

    Finalmente i nodi vengono al pettine e qualcuno incomincia a confermare la verità anche se bisogna capire qual'è l'obbiettivo. A Legnini dico che la verità fa sempre male e che hanno fatto sia la politica che la giustizia per sanare il male galloppante? A Russo, invece, dico che ca.... stai a fare con questa gente che ruba e.......... Si chama complicità. Giustizia e politica convivono con........

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  • angelux1945

    22 Aprile 2016 - 18:06

    Davigo, poi ha scoperto che fine ha fatto il "miliardo di lire" che Greganti portava nella valigetta in Via delle Botteghe Oscure????

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  • rossini1904

    22 Aprile 2016 - 17:05

    Il pool di Mani Pulite? Han fatto tutti carriera. Borrelli fu nominato capo dell'ufficio indagini FIGC. Di Pietro è divenuto quel che è divenuto. Gherardo Colombo è stato nominato componente del CDA della Rai su indicazione del PD. Dulcis in fundo Gerardo d'Ambrosio, il vice di Borrelli, nel 2006, con conferma nel 2008 fu nominato senatore dal PD. Tutti hanno riscosso il premio per i servigi resi.

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  • chiodi

    22 Aprile 2016 - 16:04

    Caro Davigo, Ti hanno riesumato !!! certo che rubano più di prima, la tua storia non è servita a nulla.

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