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Il piano di Verdini

La proposta indecente di Denis al Cav. "E così Renzi non potrà dire di no"

La proposta indecente di Denis al Cav.

Chi finora è stato convinto della fine del Patto del Nazareno con l'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, dovrà profondamente ricredersi. Il retroscena sul Giornale firmato da un esperto del genere come il senatore Augusto Minzolini regala uno scenario suggestivo per gli amanti del racconto psico-politico, con protagonista indiscusso Denis Verdini alle prese con una sorta di fase due di quel latente accordo sulle riforme tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Secondo l'ex direttore del Tg1, Verdini in questi giorni sta ostentando grande ottimismo sull'esito del referendum di ottobre, quello sulla riforma costituzionale che manderebbe in pensione il Senato come lo conosciamo oggi e al quale Renzi avrebbe legato il futuro del suo mandato. Secondo Verdini, il governo vincerà 70-30 anche grazie a uno slogan chiaro e sintentico, di chiara scuola berlusconiana: "Mandiamo a casa i senatori".

L'aiuto - Ma le mire di Verdini non si fermerebbero alla mera sopravvivenza del proprio gruppo a Palazzo Madama fino alla fine della legislatura. L'obiettivo ben più ambizioso riguarderebbe una riforma della giustizia che troverebbe il gradimento anche del Cav, se solo si convincesse a dargli una mano. E il senatore toscano avrebbe anche una posta allettante come contraltrare da offrire al presidente di Forza Italia: l'abolizione della legge Severino, proprio quella che ha costretto Berlusconi a lasciare il suo posto al Senato e a non potersi più candidare.

Il piano - Quando dal Pd, gli sherpa come Zanda cercano sostegni per il voto in aula fuori dal proprio recinto: "tratta direttamente con gli scontenti - avrebbe detto Verdini - per evitare che qualcun altro venga nel mio gruppo. Mi basterebbero 20 senatori in più per fare a Renzi una proposta sulla giustizia impensabile, ma che non potrebbe rifiutare. Una sola, ma vera". Un progetto che al Cav risolverebbe due problemi in un solo colpo. Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che da destra sono sempre più decisi ad assaltare la leadership del centrodestra, a Berlusconi non resterebbe che rivolgersi a tutti quelli che negli ultimi mesi lo hanno mollato, chi per andare da solo in cerca di fortuna, chi per strappare uno strapuntino al caldo del governo: "L'unico che può rimettere insieme l'area centrale, il pulviscolo di sigle dello 0,5%, dell'1% è Berlusconi - avrebbe aggiunto Verdini - Un'area che potrebbe guardare a un centrodestra non egemonizzato dalla Meloni e da Salvini. O a Renzi. L'unico che può farlo, appunto, è il Cav". Così da Verdini sarebbe partita una proposta che ha tutto il sapore del corteggiamento sfacciato: "Mi piacerebbe organizzare una due giorni chiamando Forza Italia, Ncd, quelli di Fitto e noi su questi temi". A quel punto gli equilibri sarebbero tutti da verificare nel centrodestra, anche se un passo così grande prima delle amministrative sembra ancora molto improbabile.

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Commenti all'articolo

  • GiulianaBaudone

    03 Maggio 2016 - 20:08

    Berlusconi che schifo che fine ......contesto Casini, Fini e quel ......di Verdini.

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  • perseveranza

    26 Aprile 2016 - 10:10

    Casini e UDC, moderatini cattolici, sono stati il freno a mano tirato già nel passato governo Berlusconi, se ora Forza Italia vuole completare il suicidio (già in atto) prego si accomodi.

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  • Mas59

    24 Aprile 2016 - 13:01

    Ormai é palese che si sta andando verso il partito della Nazione. Avremo il partito della Nazione al centro ( ex F.I. Renzi ani NCD ccd ALA) , a sx partito composto da ex SEL amici di Civato Cuperlo Bersani D alema , a dx lega e Meloni. Ovvero , si torna alla prima repubblica ma con men partitoi. Garamiti alternanza e stabilità. Tutto il resto, chiacchiere.

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  • andymaga

    24 Aprile 2016 - 12:12

    Povero Verdini, si sente crollare il terreno sotto i piedi, lontano dal suo fantoccio Berlusconi. Ma con i suoi 6 rinvii a giudizio, chissà se riuscirà a superare le amministrative di giugno. Vede svanire la possibilità di essere candidato dalla Volpe Renzi, e si rende conto che non riuscirà a prendere voti sufficienti per essere eletto, così la galera sarà la sua casa futura. Berlusconi ritirati.

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