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Le previsioni degli esperti

La parola a quattro big dei sondaggi Elezioni partito per partito: chi vince

Grillo, Salvini, Renzi, Berlusconi

Parlano i sondaggisti. Esprimono il loro parere sulle amministrative di Roma e sui possibili vincitori. Non danno numeri, ma esprimono opinioni. Il quotidiano Il Tempo ha intervistato Klaus  Davi, Nicola Piepoli, Roberto Weber e Luigi Crespi.  Klaus Davi non ha dubbi:  Berlusconi è mal consigliato “qualcuno dovrebbe intervenire perché chi gli sta intorno lo sta rovinando”.  Davi si riferisce alla scelta di Bertolaso che “è una persona per bene ma non ha appeal”. Inoltre sostiene che Giorgia Meloni attirerebbe consensi anche a sinistra.  Dice inoltre che adesso Virginia Raggi è al massimo dei suoi consensi e che Giachetti “è sottostimato perché sta lavorando meglio rispetto a quanto pensassi”.  Piepoli ha un’opinione diversa:   per lui la scelta migliore sarebbe Marchini più Meloni. Quest’ultima però, spiega al quotidiano romano, da sola “non arriva al ballottaggio, deve appoggiarsi a qualcun altro.  Piepoli è molto scettico sulle prospettive di Bertolaso mentre per quanto riguarda gli altri candidati dice che “Virginia Raggi sicuramente conquisterà il ballottaggio. La vera partita è per il secondo posto. Roberto Giachetti è molto tonico in questo momento, sta facendo delle belle liste, con figure che la città sente vicine”.

Occhio a Giachetti - Il terzo sondaggista intervistato da Il Tempo è Roberto Weber che fa un’analisi molto diversa. Secondo lui Bertolaso che non fa presa sulla gente non “è imputabile a lui. Bisogna tener conto che Forza Italia sul territorio non funziona”. Molto più convinto sulla figura della Meloni che tuttavia, “con quattro candidati del centrodestra al ballottaggio passa sicuramente Giachetti”.  E ancora: se Berlusconi dovesse scegliere tra Marchini e Meloni “si verificherebbe un paradosso: al primo turno avrebbe più spinta Meloni mentre al ballottaggio sarebbe più competitivo Marchini perché trasversale”.  Molto interessante l’analisi di Crespi secondo cui “insistere su Bertolaso rilancia il ruolo di Berlusconi come decisore nel centrodestra, la scelta della Meloni su se stessa è invece perdente.  “La mia impressione – argomenta – è che lei (Meloni, ndr) voglia soltanto arrivare prima tra i quattro del centrodestra e Berlusconi avrebbe un solo modo per rovinarle l’obiettivo: appoggiare Marchini”.  Spiega che in passato Berlusconi lo avrebbe fatto. Poi, per quanto riguarda le singole campagne elettorale dice che dalla Meloni si sarebbe aspettato di più, che Bertolaso si sta “dimostrando indaguato. Marchini è come un ghepardo che aspetta di agguantare la preda al momento giusto. Quanto a Raggi, a parte qualche sbavatura, non sta facendo nulla di sbagliato. Giachetti  è l’uomo da tenere d’occhio. Partito male, sta dimostrando grinta e personalità”.

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Commenti all'articolo

  • filadelfo

    24 Aprile 2016 - 10:10

    Davì chi? Quel molestatore di professione che appare in un programma domenicale al solo scopo di inter-rompere gli interventi altrui, senza far capire che cosa gli altri vogliano dire? Ah, la buona educazione!...

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  • luigin54

    24 Aprile 2016 - 10:10

    caro TOTO' noi polentoni volevamo dividerci ma siete stati voi Terroni a non volerlo xchè i ns soldi vi fanno comodo basta vedere le vs Regioni come sono messe. detto questo anchio non amo il paese Italia preferirei sempre STATO DEL NORD italia

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  • miraldo

    24 Aprile 2016 - 08:08

    Bertolaso Raggi Giachetti Marchini tutta roba da macero, personaggi di poco spessore e malati di protagonismo......... incapaci di governare anche un paesino di 1000 abitanti............

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  • garfanhotto

    24 Aprile 2016 - 03:03

    Insomma ognuno da la sua opinione, ed è inutile fare sondaggi, anche perchè (e non solo io non credo a quasti ultimi) la situazione attuale è fluida e basta un fatto per rovesciare tutte le previsioni. Per me i sondaggisti sono bravi solo negli exit-pol. Senza considerare che oltre ad essere diviso il centrodestra ha un outsier Francesco Storace di cui tutti ignorano, ma può portare via non poch

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