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Niente scissione (ma resta un ma)

"Non mollo il Cav, ma ciò che ha fatto...". Sentite Paolo Romani: che siluro su Silvio

Paolo Romani

Nella Forza Italia dilaniata dal caso-Roma si continua a parlare di una possibile scissione. Una scissione romana, appunto. Ma i diretti interessati smentiscono seccamente. Lo ha fatto Giovanni Toti, che con Roma non ha granché da spartire ma il quale caldeggia l'asse con Matteo Salvini, frantumatosi nella Capitale. E lo fa anche Paolo Romani, in un'intervista al Corriere della Sera, in cui premette che "persone come me, Toti, Gelmini, Gasparri, Tajani, possono discutere anche animatamente e rivendicare le proprie posizioni. Ma mai concluderanno la loro esperienza politica al di fuori di Forza Italia".

Dopo le premesse concilianti, però, ecco le cannonate. Parlando delle candidature a Roma, spiega che "da una parte c'era l'esigenza di salvaguardare la coalizione per un discorso di più ampio respiro, rivolto ai prossimi appuntamenti ai quali dovremo arrivare con un centrodestra unito. Dall'altra c'era un problema romano: il leader del centrodestra non può accettare lo sfregio da parte di alleati che, dopo averlo approvato, hanno bocciato il candidato indicato". Quando gli chiedono perché Berlusconi non è stato convinto a sostenere la Meloni, comunque Romani aggiunge: "Alla fine di una giornata difficile e sofferta si è arrivati alla scelta finale, che attiene come è noto alla sfera della responsabilità di Berlusconi". Insomma, il messaggio è chiaro: la scelta è del Cav, e nel caso di tracollo alle urne la responsabilità sarà sua.

E ancora, sulle mosse del Cav aggiunge: "Berlusconi tra le due ipotesi che creavano comunque un problema di coalizione - restare su Bertolaso o appoggiare Marchini - ha scelto la meno dolorosa. Magari alla fine si rivelerà la mossa giusta. Io resto della mio opinione per cui sarebbe stato meglio privilegiare l'unità del centrodestra. E lo dico pur essendo stato fra i contrari alla presenza di Berlusconi sul palco di Bologna". Niente scissione, dunque, almeno per ora. Ma le critiche alla leadership di Berlusconi continuano a scuotere gli azzurri.

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Commenti all'articolo

  • wilegio

    wilegio

    29 Aprile 2016 - 12:12

    Dovete mollarlo anche voi! Tanto ormai la sua scelta per una riedizione del Nazareno è chiarissima e inqequivocabile. Lui sta con chi gli può garantire un salvacondotto giudiziario, per sè e per le sue aziende. Tutto il resto è solo fumo negli occhi.

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  • Maddalenamaria

    28 Aprile 2016 - 15:03

    Berlusconi e con la coda tra le gambe perché la Pascale lo guida come un burattino e luinon da più reagire e un povero vecchietto senza capacità di ribattere si fa comandare ds tutti ma sopratutto lapascsle ha preso il sopravvento se non cacciate la napoletana arrivista il poveretto ha perso ogni dignità. Forza Giorgia e che tutta Roma sia con te.

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    • cane sciolto

      28 Aprile 2016 - 23:11

      Condivido pienamente, anche io sono per la Meloni, Berlusconi sta rifacendo un altro patto con il PD, stavolta meglio che vada in pensione che e meglio.

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  • ernesto1943

    27 Aprile 2016 - 15:03

    gli ultimi moicani resistono stoicamente al fianco del grande vecchio.sperano che si ravveda,ma la battaglia è persa chi decide sono le sgallettate.

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  • melamatura

    27 Aprile 2016 - 09:09

    Forza Berlusconi, ci vuole coraggio.

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    • wilegio

      wilegio

      29 Aprile 2016 - 12:12

      sì, cene vuole tanto per tradire completamente il proprio elettorato, appoggiando monti e la fornero mentre massacravano gli Italiani, appoggiando letta mentre terminava l'opera e firmando il patto del Nazareno, salvo poi pentirsene (a parole) quando ormai era troppo tardi per arrestare le sciagurate riforme. Ma c'è anche chi non lo chiama "coraggio".

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