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La battaglia

Paragone smaschera Napolitano: quella tela che continua a tessere

Paragone smaschera Napolitano: quella tela che continua a tessere

«Se si affossa anche questo sforzo di revisione costituzionale, allora è finita: l' Italia apparirà come una democrazia incapace di riformare il proprio ordinamento e mettersi al passo con i tempi».  Con queste parole l' ex capo dello Stato Giorgio Napolitano si schiera a favore della riforma costituzionale. Era normale che lo facesse per diversi motivi. 

1 - Il governo Renzi, esattamente come i governi Monti e Letta, è una sua creatura. Certo, è stata la creatura che più ha fatto fatica a digerire (quanto gli piacevano gli altri due…) ma l' uomo, da vecchio comunista migliorista qual è, ha uno spiccato senso pratico pertanto ha sacrificato l' amato Enrico per il giovane Matteo. Monti e Letta erano già educati alle logiche di palazzo, Renzi no; era il rottamatore, era un pierino da resettare e riprogrammare. Prima dal Quirinale poi dal Senato dove «Re Giorgio» conserva lo scranno di senatore a vita, la rieducazione è stata portata a termine. Passando per Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme appunto.

2 - Napolitano si schiera apertamente per il Sì per continuare a dire che egli c' è. Non una testimonianza di visibilità politica, sia chiaro; Napolitano non ha bisogno della visibilità parolaia e mediatica. No, anzi è proprio il contrario. Napolitano parla solo quando serve. È una rassicurazione che sta facendo a quegli ambienti agitati per il «movimentismo» di Renzi, per il suo stare in perenne campagna elettorale magari strattonando l' Europa (e su questo torneremo oltre). Il presidente emerito sta dicendo loro: garantisco io, il ragazzo si agita ma alla fine si adegua; fidatevi. La parafrasi è assai larga ma aderente alla realtà delle cose. In fin dei conti, Napolitano ha preteso di essere sempre aggiornato sui passaggi della riforma e nell' intervista lo si capisce benissimo laddove ne difende alcuni punti chiave, su tutti quello della rimodulazione (sancirne la scomparsa è pura fantasia propagandistica) del Senato.

3 - La riforma costituzionale è una riforma che senza rafforzare palesemente il premier garantisce al governo una centralità assoluta a scapito delle regioni, non a caso raccontate negli ultimi anni come centro di spesa fuori controllo: il che è pur vero ma bastava irrobustire il controllo delle uscite dei gruppi consigliari senza per questo minare il trasferimento delle competenze.
Non mi risulta che nelle banche i dirigenti incapaci e malfattori abbiano sancito la scomparsa delle stesse… All' ex presidente Napolitano né il federalismo né il regionalismo sono mai piaciuti. La recente campagna referendaria sulle trivelle è stato un altro puntello per mettere in discussione la legislazione concorrente, criticando l' eccessivo potere delle Regioni in materia energetica. A tal proposito non è male ricordare che il democratico Napolitano aveva sostenuto l' astensionismo.

4 - Lascio per ultimo l' argomento più delicato della mia critica a Napolitano. E riparto dalle sue parole: «Se si affossa anche questo sforzo di revisione costituzionale, allora è finita: l' Italia apparirà come una democrazia incapace di riformare il proprio ordinamento e mettersi al passo con i tempi».

Mettiamo un po' in ordine le cose: la nostra Costituzione, al di là di qualche intervento di modifica costituzionale compiuto dal Parlamento su input del governo, è stata riscritta per non dire stravolta da istituzioni elitarie, non elette dal popolo, e con metodo che con la democrazia ha poco a che vedere. I vari trattati europei, su tutti quello che ha imposto il fiscal compact, sono entrati nel testo della Carta come il diavolo che si impossessa del corpo degli umani. Il pareggio di bilancio rende sterili i grandi principi enunciati, quelli per cui le tre ideologie del Novecento faticosamente trovarono un punto di equilibrio. Il fiscal compact e, conseguentemente, le politiche di austerità hanno minato i diritti garantiti costituzionalmente, dal lavoro alla salute.
L' Europa ha riscritto la Costituzione senza… scriverla. L' hanno riformata in spregio alla democrazia, perché è ormai chiaro a tutti che quell' imposizione è stata dettata da logiche finanziarie distruttive del tessuto economico sano. Quelle logiche che nessuna maggioranza avrebbe mai fatto passare (infatti ci è sempre stato impedito di votare un referendum sull' Europa al contrario di altri Paesi) sono state trapiantate antidemocraticamente nella nostra Costituzione. Su questo ovviamente Napolitano non dice una sola parola, essendo egli un sostenitore di questa eurocrazia illiberale contro cui pezzi importanti di cittadinanza stanno dicendo apertamente di no e altri ne chiedono la revisione sostanziale. Durante il suo mandato presidenziale Napolitano forzò il suo ruolo obbligando il Paese alla cura di Mario Monti, il cui governo si è prestato da notaio di Bruxelles. Certe cose non accaddero per caso.
riproduzione riservata.

di Gianluigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    07 Giugno 2016 - 13:01

    Napolitano ha ragione ma tu non capisci nulla... signor Confronto non paragone.

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  • capitanuncino

    11 Maggio 2016 - 09:09

    Più che ritirarsi a vita privata è meglio che crepi.Di danni ne ha gia' fatti troppi.

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  • SelviLuciano

    10 Maggio 2016 - 08:08

    l'ex presidente se ci fa un piacere di ritiri dalla politica perché non si sopporta più delle sue prediche, e una vita che noi contribuenti si mantiene ora ci siamo stancati, dato che parla tanto ci dice quanti beni ha .Io credo che sia un benestante di grandi ricchezze ,quando ci sono tanti cittadini che non sanno come mettere il pranzo con la cena . Meno male che è un comunista duro e puro

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  • SelviLuciano

    10 Maggio 2016 - 08:08

    Quello che ha fatto L'ex presidente della repubblica , se lo avesse fatto Cossiga sarebbe marcito in galera, io me lo ricordo gli attacchi volgari contro di Lui ,ma lui ha qualche santo che le vuole bene.Quando i Magistrati, mettevano in galera gli avversari del PC erano dei santi ora che li mettono in galera quelli del PD sono cattivi e non devono fare politica io sto con i Magistrati

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