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Renzi-De Bortoli: rissa in studio a "Porta a Porta" su banche, referendum e nomine

Renzi-De Bortoli: rissa in studio a "Porta a Porta" su banche, referendum e nomine

Scontro doveva essere e scontro è stato. Su tutto o quasi. A "Porta a porta" da Bruno Vespa, è andato in onda il match tra il premier Matteo Renzi e l'ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. Che dagli editoriali del Corriere, al presidente del Consiglio non le ha mai mandate a dire. E così è stato stasera.

Renzi l'ha buttata sui poteri forti, accusando De Bortoli e il Corriere di far parte di quei salotti buoni che sempre hanno taciuto le più scomode vicende italiche, se a loro o ai loro azionisti faceva comodo. Così, ha incalzato l'ex direttore sulle banche: "Perchè quando era direttore del Corriere o del Sole non ha scritto sulla Popolare di Vicenza?". "Beh, su quella di Lodi lo abbiamo fatto" è stata la replica. E ancora, Renzi: "La verità è che sulle banche il gruppo dirigente di questo Paese ha sempre taciuto e ora fa credere che il problema siano quelle quattro banchette", facendo riferimento a Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche.

Lite anche sul referendum istituzionale di ottobre: "Lei è il primo a personalizzarlo. Lei dice 'apres moi le deluge'", affonda De Bortoli citando il re di Francia Luigi XV. "Figuriamoci: l'ultima volta lei mi ha dato del caudillo, se già andiamo su un imperatore francese...", gli ribatte il premier. "Se però perdo, mi dimetto il giorno dopo. Sulle elezioni decide il presidente della repubblica". "Si ricandida?", chiede Vespa. "No, certo che smetto".

De Bortoli: "Comunque, sono stupito che lei legga i miei editoriali". Renzi: Io sono un lettore - risponde Renzi - il fatto che lei non sia elettore non fa di me un non lettore...". Sulle nomine: "Gli amici di infanzia a Palazzo Chigi..." accusa De Bortoli. E il premier: "È riduttivo considerare un amico di infanzia uno che ha creato una roba sui big data per cui guadagna una milionata di euro l'anno, che non guadagnerà più se viene a lavorare con me. Potrei citarle Descalzi, Starace, De Vincenti: persone che ho conosciuto poco prima di sceglierle...".

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Commenti all'articolo

  • cosimo.sgura

    13 Maggio 2016 - 14:02

    Votiamo tutti no al referendum. I cattolici che hanno da dire sulla legge appena approvata da Renzi? Lupi, Alfano dovrebbero per coerenza dimettersi. Sono orgoglioso di me stesso, cattolico ma non integralista, coerente con le mie idee a differenza di quelli che stanno al governo. Dimettetevi pagliacci!

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  • iuchi

    13 Maggio 2016 - 10:10

    Questo bugiardo PUPAZZO forse non ricorda quanti giuramenti ha fatto in vita sua ma forse finge di non ricordarsi quando portata i pantaloncini corti in chiesa e fece anche la Cresima e in quel caso giurò di essere fedele alla chiesa e non al codice civile o penale dell'Italia. Oggi gl iserve dire ben altro dato che sostiene di avere giurato sulla costituzione e non sul vangelo. BUFFONE DI CORTE!!

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  • ego1

    13 Maggio 2016 - 09:09

    Ha ragione Renzi, il Corsera, specie quello di De Bortoli, è sempre stato molto soft con gli esponenti del salotto buono e abbastanza sbilanciato a sinistra. Piero Ostellino docet.

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  • maxdemax

    maxdemax

    13 Maggio 2016 - 07:07

    Parlano tanto, hanno le soluzioni per tutto ma poi vedo sempre una manina che scivola nella mia tasca. Sono uscito questa mattina ed ero ricco, arrivo al bar e quasi non riesco a pagarmi il capuccino e la briosce, poi vicino a me vedo un POLITICO/STATALESE/CGL&CO che non fa niente e che offre il capuccio e briosce a extracomunitari ed amici, e non fa un czz tutto il giorno - mi girano i cohones

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