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Piepoli incenerisce Renzi: "Le unioni civili non spostano un voto"

Matteo Renzi

Le Unioni Civili sono legge. Matteo Renzi esulta: “È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi”. Ma a guastargli la festa ci pensa Nicola Piepoli, presidente e fondatore dell’Istituto Piepoli, leader nel campo delle ricerche di marketing e di opinione, che in un intervista a ItaliaOggi, ha fatto il punto sugli effetti del ddl Cirinnà: “L’approvazione della legge sulle unioni civili non fa guadagnare consensi a Renzi perché gli italiani decidono chi votare soltanto sulla base della situazione economica”.

Una doccia fredda per il leader del Pd che, nella rilevazione effettuata lunedì, resta fermo al 31,5%, esattamente come la settimana precedente. Dati che Piepoli spiega con il fatto che sono pochi gli italiani a cui interessa davvero la legge approvata ieri dalla Camera: “Chi è regolarmente sposato non è interessato alle unioni civili, e in Italia ci sono 24-25 milioni di famiglie. Mentre gli omosessuali sono l’un per cento della popolazione, 600mila persone tra maschi e femmine, una percentuale marginale”. Contando anche gli eterosessuali, in Italia ci sono alcuni milioni di coppie che convivono. “Presto o tardi però le convivenze si trasformano in matrimoni, quantomeno civili, perché capiscono che ci sono dei diritti a partire dall’eredità. Quest’ultima in Italia è molto importante perché come italiani investiamo nel mattone. Per non parlare degli altri diritti legati alla formazione di una famiglia – ha spiegato Piepoli, che è convinto che saranno molto pochi a stipulare un’unione civile.

C’è un altro dato rilevato dall’Istituto Piepoli che il Pd non dovrebbe sottovalutare. “Martedì Alfio Marchini ha dichiarato che come futuro sindaco di Roma non presiederà personalmente alla celebrazione di unioni gay, ma delegherà questo compito ai suoi collaboratori – ha riferito Piepoli -. Il risultato di questa affermazione è stato che Marchini ha guadagnato il due per cento alle comunali di Roma. Questo è il tipo di sentimento che circola in Italia: siamo un Paese fondamentalmente cattolico. Non a caso l’ex sindaco Ignazio Marino ha fatto qualche dichiarazione anticlericale, celebrando le unioni civili al municipio, ed è stato “licenziato””.

Un motivo per festeggiare, però, sembra che ci sia per Renzi. “A ottobre due italiani su tre voteranno sì al referendum costituzionale: le ultime rilevazioni danno i sì al 65 per cento e i no al 35 per cento - ha detto Piepoli, che continua – In questo momento il Pd è al 31,5 per cento, M5S al 26,5 per cento, la Lega Nord al 13,5 per cento, Forza Italia al 12 per cento, i Fratelli d’Italia al cinque per cento, Sinistra Italiana al 3,5 per cento e Ncd/Udc al 2,5 per cento. L’unico partito a guadagnare consensi rispetto alla settimana precedente è la Lega (+0,5 per cento), mentre tutti gli altri rimangono invariati”.

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Commenti all'articolo

  • francusg

    14 Maggio 2016 - 18:06

    Dire che la percentuale omosessuale sia l'1% della popolazione è una str..ta pazzesca. Lo dice l'Istat, ma anche l'OMS che la popolazione omosessuale, a prescindere da razza, cultura, età, censo è intorno al 8- 10 %

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  • gregio52

    14 Maggio 2016 - 14:02

    A ottobre due italiani su tre voteranno sì al referendum costituzionale. Mi auguro che Piepoli si sbagli alla grande. In ogni caso di statistiche e previsioni ne abbiamo le "balle" piene. C'è solo una verità: RENZI HA STANCATO TUTTI ( naturalmente escludiamo la sua mandria )

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  • biemme

    14 Maggio 2016 - 12:12

    Renzi sperava di incrementare il consenso elettorale, ma ci vuole altro. Nessuno lo ha votato quindi prima si leva di torno è meglio. Di danni ne ha fatto abbastanza.

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  • Elio De Bon

    14 Maggio 2016 - 04:04

    Gli unici sondaggisti affidabili e intelligenti sono Riccardo Cecchini e Roberto Perin!!

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