Cerca

Ping...

La botta di Vittorio Feltri. Berlusconi è schizofrenico: che cosa non dovrebbe fare

Vittorio Feltri

Un dato è certo. I referendum non appassionano più l'opinione pubblica, hanno stancato a prescindere dal loro contenuto, e gli elettori non se ne occupano né, tantomeno, si precipitano a votarli. Siamo quindi consapevoli di essere in procinto di trattare una materia che suscita noia o addirittura ripugnanza. Tuttavia, chi avrà la pazienza, e lo stomaco per arrivare in fondo al presente articolo si renderà conto che esistono delle sfumature - chiamiamole così - meritevoli di essere prese in considerazione. Se non altro per avere la prova che la politica nazionale è sbronza, inaffidabile, forse peggio.

Il prossimo autunno i cittadini saranno chiamati a esprimere un giudizio sulle riforme costituzionali approvate dal Parlamento: la ristrutturazione del Senato, che comporta lo sfoltimento dei senatori, la modifica del titolo V (relativo allo strapotere delle Regioni, una sciagura) e trascuriamo la legge elettorale che è ordinaria. I quesiti che saranno stampati sulle schede avranno quale caratteristica principale l'ermetismo. Nessuno capirà una sola parola. Cosicché i pochi volenterosi che si spingeranno fino al seggio, animati da un ottimismo contrastante col realismo, non comprenderanno un accidente: il loro suffragio sarà frutto di una elaborazione del "sentito dire" televisivo.

Fin qui niente di sensazionale. Il prossimo plebiscito sarà confermativo e non richiederà il raggiungimento del quorum. Se voteranno in dieci fessi, sarà comunque valido. Una follia? Vedete voi, cari amici. Ciò che getta un'ombra sinistra su tutto l'ambaradan è ben altro. Si dà il caso che la citata riforma sia stata approvata alle Camere anche dal centrodestra berlusconiano. Erano i tempi in cui vigeva il Patto del Nazareno ossia l'intesa strategica tra Renzi e il Cavaliere. È evidente che le rettifiche costituzionali cui abbiamo accennato, avendo ottenuto consensi in entrambi gli schieramenti maggiori (destra e sinistra), piacessero non soltanto al premier, ma anche al suo socio del momento, Silvio, il quale, non fosse stato così, si sarebbe guardato dal fornire a Palazzo Chigi il proprio via libera. Ci sembra che il ragionamento sia corretto alla luce della logica cartesiana.

Trascorre una manciata di mesi, e Renzi e Berlusconi rompono il loro idillio, e il secondo si rimangia la parola e il voto favorevole ai cambiamenti della Carta. Perché? Perché sì. Forse per ripicca. Cosicché Forza Italia, pur avendo già detto sì alle stramenzionate riforme, attualmente dice no. E per il no fa propaganda nella speranza che il "pacchetto delle variazioni costituzionali" sia bocciato e con esso il governo, che si troverebbe presumibilmente obbligato a dimettersi.

L'inversione a U compiuta dal leader di Forza Italia ha proprio questa finalità: mandare a casa l'intero esecutivo a magari indurre Mattarella a indire elezioni anticipate. In politica tutto è buono, anche gli sgambetti e gli sputi in faccia, ma c'è un limite imposto dalla decenza. Come si fa a stoppare le riforme appena approvate entusiasticamente? La risposta è una sola. Siamo di fronte a un episodio di schizofrenia politica, forse provocata da frustrazione o da disperazione.

Il praticamente disciolto centrodestra è nel marasma, povero di consensi nonché privo di un leader in grado di gestirsi, salta di qua e di là dal fosso e non valuta le conseguenze cui va incontro. Come può fidarsi l'elettorato di partiti che mutano linea ogni qual volta il capo è di cattivo umore? La gente rimane basita. Ecco perché il movimento fondato genialmente dal Cavaliere 23 anni orsono è caduto dal tetto del 38 per cento nella cantina misera del 10 che si registra nei sondaggi in questo momento. E non c'è verso che si rialzi finché è dominato dall'insipienza e accecato dalla presunzione di meritare un miracolo, quello di risorgere. Qui non basta un trascinatore, serve un santo.

di Vittorio Feltri

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • raffaelepisani

    05 Giugno 2016 - 23:11

    Peccato! S.B. poteva cambiare la storia e lasciare il suo nome nella nuova storia d'Italia. Il suo delirio di onnipotenza gli ha fatto perdere tutti " i treni" che sono passati! Peccato!!! Raffaele Pisani

    Report

    Rispondi

  • lucatramil

    17 Maggio 2016 - 13:01

    Io sono di Destra ma è da parecchio che SB non dovrebbe essere il punto di riferimento dell'area, quantomeno da quando ha perso decine di Comuni, Provincie e regioni a causa dei suoi comportamenti sconclusionati. Farebbe bene poi a non contestare le riforme di Renzi, dato che lui con una maggioranza più ampia e votata non ha saputo combinare nulla.

    Report

    Rispondi

  • katia78

    14 Maggio 2016 - 19:07

    Sono sempre d'accordo con Feltri.....vorrei cmq precisare, non il centrodestra di qua e di la'dal fosso,bensì forza italia.

    Report

    Rispondi

  • iltrota

    14 Maggio 2016 - 18:06

    E bravo Feltri....ce ne è voluto di tempo per capire tutto ciò, ma è chiaro che Silvio ha sempre e solo cercato il proprio tornaconto personale, economico e giudiziario: da sempre, non solo da quando c'è Renzi. Spero che lei vada a votare a favore dei referendum e faccia ammenda di aver sostenuto il Pregiudicato!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog