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Parla l'autore di Gomorra

Arresti nel Pd, Saviano demolisce Renzi. "In emergenza, ma ha un'arma segreta"

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Tra lo scrittore Roberto Saviano e il Partito democratico di Matteo Renzi non c'è mai stato un buon feeling. Ai dirigenti di stretta osservanza toscana non è mai andato giù che il simbolo della lotta alla Camorra si esprimesse sullo scandalo della Banca Etruria e sul caso politico che ha coinvolto il ministro Maria Elena Boschi. Sull'Unità sono arrivati a chiamarlo mafiosetto e lui sul Fatto quotidiano si difende: "L'epiteto usato sottintende che io avessi insinuato qualcosa. Invece io ho detto chiaramente cosa pensavo della vicenda Boschi-Banca Etruria. Qual era il messaggio? Se tu attacchi questo governo, favorisci chi è contro il governo. E chi è contro il governo? I criminali. È la stessa logica - ha aggiunto -del discorso del ministro Boschi su Casapound e il referendum costituzionale. Ma possiamo dire che siccome il Duce adorava la cioccolata fondente, chi la mangia è un dittatore o come un dittatore?".

Il Pd - Ospite al Salone del libro di Torino, Saviano non risparmia la maggioranza di governo, che rimprovera di non voler crescere: "Sul sud, il tema che mi sta più a cuore, mi piacerebbe che non ci si limitasse a dire 'va tutto bene', ' le cose stanno cambiando'. NOn è vero". La vera arma segreta di Renzi secondo Saviano: "È Filippo Sensi, il portavoce del premier. La sua capacità di orientare la comunicazione, senza far sembrare che sia una velina. È stato bravo a far passare questo messaggio: ciò che fa il governo è ciò che fa bene alla Nazione. E quindi chi lo critica fa il male del Paese. Ma è molto pericoloso ridurre tutto a questo".

La questione morale - La tanto decantata superiorità morale della sinistra secondo Saviano è ormai un timido ricordo, anzi secondo lui oggi esiste una vera e propria "emergenza morale" nel Pd e c'è un solo modo per fronteggiarla: "selezionando la classe dirigente in maniera diversa. Costa fatica e non porta immediati risultati. Voglio dire: la corruzione la fermi quando diventa sconveniente rubare. In questo momento in Italia non lo è: la corruzione serve a velocizzare i lavori, le risposte. La politica non riesce a ritrovare autorevolezza. Prova a dire a una ragazzo 'assessore', lui ti risponderà 'ladro'. L'analisi di Davigo fa male ai politici perché sanno che la percezione delle persone è quella".

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