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La Meg Ryan del centrodestra

Perna e quella soffiata sulla Lorenzin: "Ecco chi ama e soprattutto chi odia"

Beatrice Lorenzin

Potrebbero chiamarla la neo mamma, poiché da poco ha avuto dei gemelli. Oppure ministro della Salute, che tale è da tre anni. O semplicemente col suo nome, Beatrice Lorenzin. Invece, è per tutti “La renziana”. Non usano altro termine quando si parla di lei nel suo partito, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Ormai è la convertita al renzismo per antonomasia della destra. Destra? Destra un accidente.

Il vocabolo la disturba e lo eliminerebbe all’istante dalla sigla Ncd. Quello della leggiadra Beatrice, è insomma un caso di così profonda trasformazione psichica da essere paragonabile, al livello corporeo, a un cambiamento di sesso. Sono passati poco più di due anni da quando ha piantato il Berlusca e solo a sentirne il nome ora le viene l’orticaria. Una distanza siderea che merita un passo indietro per misurarla.

A metà degli anni ’90, quando ne aveva 26, -oggi ne ha 44- Beatrice cadde folgorata dal Cavaliere, come Saulo dal cavallo andando a Damasco. Era una vivace figlietta un po’ borgatara, come si definisce anche oggi con orgoglio, cresciuta dalle parti di Ostia, tuttora suo feudo elettorale. Glielo cura Lorenzo, un fratello più giovane (39 anni), inserito da lei nelle alte sfere di Ncd, oggi addirittura in Direzione.

Questo fratellone, già da qualche tempo nel panorama della politica romana minore, è un curioso personaggio. Si atteggia ad agit prop della sorella per la quale si batte, alla lettera, con focosa veemenza.

Stando alle cronache dei giorni scorsi, si sarebbe quasi picchiato con Alessandro Onorato, fiduciario di Alfio Marchini, l’indipendente candidato sindaco appoggiato sia dal Berlusca che da Ncd. Ragione dell’alterco la spartizione di circoscrizioni romane fra varie anime, si fa per dire, del centrodestra. Una distribuzione del tutto teorica, subordinata a una vittoria incerta.
La rissa, se c’è stata, non ha sparso sangue. Tuttavia, Onorato ha rischiato grosso poiché Lorenzin fratello è poliziotto di professione. Dunque, sia pure in aspettativa, un uomo militarmente palestrato, che poteva in quattro e quattr’otto cambiargli i connotati in Ronoato od Ontorao. Vi ho descritto il tipo.

Torniamo ai primi passi di Bea in Fi. Appena l’apparato intravide le sue buone qualità, fu affidata per lo svezzamento ad Antonio Tajani reggente Fi del Lazio e a Paolo Bonaiuti portavoce del Cav. Quali erano le buone qualità della giovinetta? Una grazia naturale, inizialmente offuscata da un vistoso apparecchio raddrizza denti e da capelli irti e rossi tipo elettrochoc. Pecche presto superate al contatto con le tante bellone di Fi del cui insegnamento Bea ha fatto tesoro. Acconciata la chioma con più chic, assunse uno stile acqua e sapone e fu ribattezzata la Meg Ryan del Pdl. Anche dal punto di vista culturale non sfigurava: diploma di liceo classico e un pugno di esami di Legge. È vero che la mancanza di laurea generò qualche mugugno quando fu nominata ministro.

Tuttavia, a parte che non era l’unica del Gabinetto con la lacuna, la polemica cessò di fronte all’ardore con cui affrontava l’incarico. Caratteristica di Lorenzin è, infatti, lo studio accanito dei dossier. Qualità molto apprezzata dal Cav che, in questo, è della stessa pasta: se pure la sera prima di una decisione ignora un argomento, per l’indomani lo ha sviscerato.
La scintilla tra i due scattò a Ballarò quando Bea suggerì qualcosa all’orecchio del Berlusca che se ne avvalse da par suo nella successiva risposta.

Questa fase giovanile nella carriera dell’ex Cenerentola ostiense, fu coronata dal primo ingresso a Montecitorio nel 2008. All’epoca, strabordava di gratitudine per il Cav e su di lui, sentito con le mie orecchie, si esprimeva così: «Grande uomo di Stato. Energia incredibile. Geniale. Ha intuizioni che precedono i tempi. Sempre primo in tutto. Abile..».

Oggi, nulla è come allora. Tuttavia, mentre altri di Ncd - da Alfano, a Lupi, a Schifani- non escludono futuri avvicinamenti e alleanze tattiche, Lorenzin con il Berlusca ha chiuso. Gli ha voltato le spalle con l’ira erinnica dell’amante delusa dalla troppe promesse mancate. È l’esito dei grandi amori traditi. Nel partito forse solo Fabrizio Cicchitto ha altrettanto distacco. Ma Bea ha un di più: è passata dalla passione per il Cav a una cotta per Renzi. Ha sempre il premier sulle labbra: “Matteo qua”, “Matteo là”, “Matteo, Matteo”. Sincera e passionale, pare adesso un’eroina del teatro greco che invoca Apollo per propiziare il futuro. Teme per la sorte del suo pupillo e vede agguati ovunque. Quando Maurizio Lupi, si dimise del tutto innocente da ministro dei Lavori Pubblici per uno scandalo giudiziario, anziché dolersi per il compagno di partito, Bea si stracciò le vesti per Matteo. «È a lui che puntano -diceva aggirandosi nelle stanze del Palazzo con le mani tra i capelli-. Lo vogliono morto proprio ora che sta risollevando il Paese. O Iddio. O Giove».

Non è un mistero che Lorenzin farebbe volentieri il salto della quaglia, candidandosi con Matteo nel 2018. L’impresa non è facile perché i posti buoni sono contati e le gelosie inevitabili. Nell’attesa, coltiva le amicizie. Ne ha con diverse deputate del Pd con cui cicaleccia a ripetizione. La più nota è quella con Marianna Madia, dalla quale, nati i gemelli, ha ricevuto le dritte per conciliare governo e maternità, esperienza già fatta dall’altra.

Bea è una patita del Partito della Nazione, massima teorizzazione del renzismo. Lo invoca e lo idolatra come unica salvezza del Paese. Nelle conventicole, ripete che destra e sinistra vanno messe in naftalina «almeno fino al 2023» e che è d’uopo allinearsi col Toscano della Provvidenza per fare prevalere il «buon senso contro lo sfascio». Insomma, un’autentica quinta colonna del giglio mediceo.

Chiaro che, con queste premesse, la poltrona governativa di Lorenzin è saldissima. Zitta, zitta si avvia a essere tra i più longevi ministri della Sanità (Salute) della storia repubblicana, avendo già superato il terzo anno. Finora, meglio di lei solo Luigi Mariotti negli anni ’60; Rosy Bindi nei ’90; Gerolamo Sirchia col Berlusca, dal 2001 al 2005. A Bea, fare il ministro piace un sacco. Più scarso, invece, l’entusiasmo tra chi subisce le sue decisioni.

La verità, povera figlia, è che Pier Carlo Padoan le impone di tagliare le spese sanitarie e questo fa inviperire tanti. Le Regioni le hanno fatto sapere che se continua così sono pronte a restituire la gestione della Sanità allo Stato. Ovviamente a chiacchiere perché in ballo c’è una tale massa di soldi che col piffero se ne liberano. Sta di fatto però, che tra un po’ sarà abolita la Guardia medica mentre la medicina preventiva è andata a farsi friggere.

Le analisi ravvicinate sono giudicate uno spreco e si è deciso di distanziarle di anni col rischio di scoprire la malattia quando è tardi. Già l’Istat ha drizzato le orecchie rivelando che nell’ultimo anno la speranza di vita degli italiani si è ridotta, per la prima volta da decenni, forse proprio per i diminuiti sensori diagnostici.

E qui, Bea, devi davvero andarci cauta. Scusa il tu, ma se il calo si conferma, rischi di passare per un ministro della Salute che diffonde la morte come un untore manzoniano. Frena, benedetta ragazza. Se non per noi, fallo per il tuo Matteo che ne sarebbe travolto. E tu con lui. Riflettici, Bea.

di Giancarlo Perna

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Commenti all'articolo

  • filder

    16 Maggio 2016 - 18:06

    Non vorrei sapere quanti malati la hanno maledetta e certamente il suo nome non sarà presto dimenticato nella sanità, riguardo la cotta per Matteo questo non potrebbe che essere un sintomo di speranza perché tutto fila fino a che la barca và dopo di che le cose potrebbero cambiare d nuovo per chi è in cerca di poltrona: Potrebbe entrare nel club dei voltagabana .

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    • cane sciolto

      22 Giugno 2016 - 18:06

      Come non essere d'accordo con filder.

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  • giacomolovecch1

    16 Maggio 2016 - 14:02

    Be....attrice.....è solo una mercenaria.....occupa una poltrona....non avendo nemmeno un diploma da infermiera !

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  • giacomolovecch1

    16 Maggio 2016 - 14:02

    Be....attrice.....è solo una mercenaria.....occupa una poltrona....non avendo nemmeno un diploma da infermiera !

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  • encol

    16 Maggio 2016 - 07:07

    E' solo una OCA STARNAZZANTE non vale un fico secco.

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