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Statali per sempre

I tuoi soldi e la Madia: ecco a chi li regala il ministro, tutte le cifre (solo per pochi)

Marianna Madia

Al via la trattativa per il rinnovo del contratto degli statali. Dopo quasi sette anni di blocco, il governo ha stanziato 300 milioni per il rinnovo dei contratti. Una cifra ritenuta insufficiente dai sindacati e che infatti non sarà distribuita a pioggia sui 3 milioni di dipendenti pubblici perché si tradurrebbe in un aumento di una decina di euro al mese. Per evitare un micro-aumento, il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, avrebbe deciso di privilegiare i redditi più bassi. Non né ancora chiaro se nelle direttive all’Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione, sarà indicata direttamente una soglia di reddito al di sotto della quale concedere l'aumento o se questo aspetto sarà lasciato alla contrattazione con i sindacati.

Un secondo punto della direttiva del ministero all’Aran riguarda l’attuazione delle regole sulla retribuzione legata alla produttività inserite nella riforma Brunetta, finora rimaste sulla carta. La riforma prevede che il 50 per cento dei premi vada al 25 per cento dei dipendenti pubblici più capaci, il restante 50 per cento vada distribuito alla metà dei lavoratori e al 25 per cento degli statali risultato meno produttivo non vada corrisposto nessun incentivo.

Rimane da chiarire quando effettivamente partirà il tavolo di confronto, che non può essere convocato prima che la riduzione dei comparti del pubblico impiego da undici a quattro (Sanità, Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca) sia passata per le verifiche del ministero dell’Economia, poi in Consiglio dei ministri e infine abbia ottenuto un parere positivo anche dalla Corte dei Conti.

L’ultimo punto incerto riguarda l’accoglienza dei sindacati che da tempo chiedono che nel rinnovo dei contratti entri anche la quota di arretrati relativi al 2015, l’anno della sentenza della Corte Costituzionale che ha sbloccato il rinnovo. Il governo, invece, vuole erogare gli aumenti, destinati solo ai redditi bassi, soltanto a partire dall'anno in corso.

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Commenti all'articolo

  • pasquino del3mi

    17 Maggio 2016 - 08:08

    il rimedio per l'economia italiana è mandare a spasso tutti i nullafacenti delle caste, i loro benefici, per non fare un cazzo dalla mattina alla sera, alle spalle di chi lavora, poi gli diamo pure le pensioni a questa sanguisughe, io so che gli darei........

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  • Garrotato

    16 Maggio 2016 - 20:08

    Io comincerei a risparmiare sullo stipendio della Madia. Ci sia o non ci sia, la Marianna, non cambia nulla, credete a me. A fare le papocchiate sono capacissimi anche i tanti funzionari del ministero, senza le direttive della Marianna. (Be', se è per quello, riflettendo un po', si potrebbe fare il discorso per parecchi ministeri, e fors'anche per qualcun altro). Ahahah.

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  • maxdemax

    maxdemax

    16 Maggio 2016 - 17:05

    Viva il libero mercato. Tutti liberi. Liberi di chiedere di più e liberi di essere licenziati. Esiste una persona che è disposta a fare lo stesso alvoro di un vigile urbano per meno. ALLOR FUORI UNO DENTRO L'ALTRO - e vediamo se riusciamo ad abassare i costi della pubblica aministrazione. Io scometto di si, e non di poco. Libera trattazione, Vali tanto -sei neccessario ti pago tanto altrimenti..

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    • makingo

      19 Maggio 2016 - 15:03

      finchè il rumeno/albanese di turno di fotte il lavoro per la metà di quello che prendi tu e poi vediamo se parli ancora così

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    • burago426

      17 Maggio 2016 - 00:12

      quello che dicevo anch'io.

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  • silvano45

    16 Maggio 2016 - 14:02

    Ma quale produttività quali premi di produzione metà vanno al lavoro e non sappiamo quello che fanno altra metà non ci va mai si fa timbrare il cartellino da un collega in questo paese la metà dei dipendenti pubblici sono in eccedenza in alcuni regioni poi è un vero scandalo altro che aumenti

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