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Intervista

Io, Silvio e Meloni: la Santanchè si confessa a Libero

Io, Silvio e Meloni: la Santanchè si confessa a Libero

Inutile stuzzicarla sul gossip, per quanto i pettegolezzi sulle sue relazioni sentimentali riempiano il web: «Il gossip lo faccio su Novella 2000 di cui sono editore, e basta quello».

Daniela Santanchè adesso vuol parlare di politica, futuro della destra e alleanze. «A Roma sto assolutamente con la Meloni. Perché non voglio tradire gli elettori. So quale deve essere il campo di gioco», dice.

Per la Santa, la strada è una sola, un centrodestra unito che veda Forza Italia al fianco di Fratelli d' Italia e Lega, schierato su posizioni identarie. «Abbiamo sempre governato con la Lega, anche quella di Bossi che era secessionista», ripete. «A maggior ragione dobbiamo farlo ora che Matteo Salvini l' ha portata su posizioni nazionaliste». Del resto, la Santanchè chiude il suo libro (Sono una donna sono la Santa, Mondadori) con una «sfida sull' identità» rivolta a Silvio Berlusconi: «Escluderemo tutto ciò che non siamo noi, che non è la nostra identità per costruire un nuovo destino». Ed è su questo destino che alcuni si scervellano. C' è chi immagina Daniela fuori da Forza Italia, al fianco di Salvini. E c' è chi la ritiene già fuori di fatto, in virtù proprio delle sue posizioni «identitarie».

«A Roma sto con la Meloni perché non voglio tradire gli elettori», dice.

Che cos' ha Alfio Marchini che non va?
«Non è una questione di Marchini o non Marchini.
Non ho niente da dire su Marchini come persona. Ho molto da dire invece sulle alleanze.
Quello che mi interessa, da un punto di vista politico, è parlare dello schema di gioco. Uno schema che è sempre stato lo stesso: Forza Italia, Lega, Fratelli d' Italia. Dove governiamo, lo facciamo con questo schema e questa squadra. Intendiamoci, non assolvo Giorgia Meloni e Matteo Salvini per il loro comportamento sul candidato sindaco a Roma...».

Dove hanno sbagliato?
«Beh, prima hanno detto che Bertolaso andava bene e si è trovato un accordo comune.
Poi Bertolaso ci ha messo del suo e non andava più bene. Errori ne hanno commessi, dicevo, però sbagliare è umano. È il perseverare a risultare diabolico».

Hanno sbagliato più Salvini e la Meloni o Berlusconi?
«Silvio è stato il più grande federatore nella storia della Repubblica, ha saputo tenere insieme elementi anche diversissimi. Dunque mi sarei aspettata - considerando anche le nuove regole imposte da Renzi con la legge elettorale - che l' alleanza non si spaccasse. Detto questo, io lavorerò perché la vicenda di Roma sia una parentesi tonda, che si apre e si chiude, dopodiché si torna al nostro schema».

Berlusconi avrebbe dovuto convergere sulla Meloni?
«Assolutamente».

Dunque, secondo lei, Forza Italia non ha altra scelta che stare con Lega e Fratelli d' Italia?
«Non c' è altra scelta. E non ci deve essere. Perché il nostro elettorato ci vuole assieme. Guardi, è giunto il momento di fare chiarezza. E mi auguro che dopo le Amministrative ci sia un punto e a capo, e si organizzi una conferenza programmatica per capire su che programma unirsi. Per definire la posizione sull' Europa e sull' euro, per esempio».

Forza Italia contro l' Ue?
«L' altro giorno Berlusconi ha detto che possiamo pensare a una doppia moneta. E ha anche parlato di avere meno Europa, oltre che meno tasse. Anche qui: mi sembra che la flat tax sia un elemento condiviso pure da Salvini. Le ripeto: auspico che dopo le Amministrative ci sia conferenza programmatica e si faccia un programma condiviso. Invece di parlare sempre di persone, dovremmo parlare di più di programmi».

E chi deve farla questa conferenza, Forza Italia?
«Dobbiamo farla tutti e tre assieme, Lega, Forza Italia e Fratelli d' Italia».

Se questo progetto di riunion le riesce, la chiameranno la «Santa alleanza», in suo onore... Però sembra proprio che Salvini e la Meloni abbiano tutta l' intenzione di far fuori Berlusconi...
«È sbagliato voler far fuori Berlusconi. Io a questo non mi presterò mai».

L' era del Cavaliere non è ancora finita?
«Cambia. Non è finita. Berlusconi può dare molto alla politica e molto a questo Paese, insieme con una squadra».

Candidato premier della squadra? Salvini?
«Mi auguro che ci siano dei criteri democratici per la scelta. È finita l' epoca in cui tutto cade dall' alto, è finita. Ci vogliono criteri democratici che dovranno essere stabiliti, ma le nomine e le scelte non possono cadere dall' alto. Quell' epoca è finita. Il futuro non è questo».

Silvio è mal consigliato?
«Non credo che Berlusconi sia ben o mal consigliato. Io mi auguro che lui faccia sempre Berlusconi. È troppo facile per una come me prendersela con chi gli sta intorno. Se ho qualcosa da dire me la prendo con Silvio, parlo con lui. Non cado in questa mancanza di coraggio. Se c' è qualcosa da criticare, bisogna dirlo a lui. E non trovare capri espiatori».

Del candidato a Milano, Stefano Parisi, che pensa?
«Penso che le Amministrative a Milano siano un po' come il pranzo di Natale. Una volta all' anno, ci si trova anche con i parenti che non ci vanno proprio a genio o che non sopportiamo. Ma, appunto, una volta all' anno. E nel caso di Milano, si fa il pranzo di Natale giusto perché bisogna mandare a casa questo governo cittadino (Pisapia e Sala che ne è la prosecuzione) che ha favorito più i centri sociali dei pensionati. Ma questo non è il futuro del centrodestra. Il futuro non è una melassa, non è l' inclusione di tutti dettata dal panico. Lo ripeto: ci vuole chiarezza. Non possiamo combattere Renzi a Roma e poi allearci a Milano con chi fa da stampella al governo. Il futuro non può essere assieme a chi ha partecipato in prima linea alla cacciata di Berlusconi dal Parlamento e al governo Monti. Io sono per l' esclusione».

Tradotto: fuori Ncd.
«Ncd tiene in vita il governo... Passera ha contribuito a cacciare Berlusconi dal Senato nel peggiore dei modi. Non siamo tutti uguali. E non siamo uguali per i nostri elettori. Io sono per una politica delle differenze. Mi preoccupa il pensiero unico».

E il famoso elettorato moderato che fine fa?
«Ma li ha visti gli elettori di oggi? Moderati? Io non vedo tanta gente moderata, vedo gente incazzata. Pensionati, imprenditori, lavoratori... Sono incazzati. Sul percepito della sicurezza, sull' invasione, sulla guerra con l' islam: la gente non è moderata. Del resto, basta guardare nel resto del mondo che cosa succede. Chi è oggi a scuotere le coscienze?
Trump, la Le Pen, Boris Johnson... Di sicuro non Angela Merkel».

Sembrano le parole di Salvini. Quindi non resta che seguire lui.
«Anche il migliore non vince da solo. Io ricordo quando tempo fa si parlava del salva-Lega: Salvini ha scalato l' Everest, ha rimesso al centro il suo movimento, che è passato da essere secessionista a nazionalista. Ma, per quanto bravo, da solo dove può andare? Prende il 14%, il 15, forse il 18, poi però lo mette nel congelatore. Qui il problema è vincere e governare il Paese. Anche Salvini è ben consapevole che bisogna allargare. Io mi auguro veramente che ci si possa parlare e che nasca un nuovo contenitore che tenga dentro Lega, Fratelli d' Italia e Forza Italia. Mi auguro che queste tre forze siano trasformate in qualcosa di più grande e possano mandare a casa Renzi».

Un partito della nazione...
«Lo chiameremo in un altro modo, ovviamente. Il nome non lo so. So che siamo obbligati a stare insieme. A me dispiace che queste Amministrative non siano state usate per provare un nuovo soggetto politico che ci vedesse tutti assieme. Pur nelle nostre differenze, perché i movimenti politici grandi devono saper tenere assieme sensibilità politiche diverse. Mi dispiace per le Amministrative, ormai andiamo avanti così. Però avremmo dovuto aprirci al futuro».

Prima ha parlato di «pranzo di Natale». Ma se Salvini e la Meloni continuano a pranzare a un tavolo diverso rispetto a Forza Italia, lei dove si siede? Con loro?
«Ma quello di cui parla lei è un pranzo diverso. Non è il pranzo di Natale "one shot". Io farò di tutto perché ci sia un desco che ci veda tutti assieme e perché ci sia un patto fondativo serio per dare risposte agli italiani».

Ripeto la domanda fuor di metafora: uscirà da Forza Italia?
«No. Io voglio essere l' avanguardia di Forza Italia e lavorerò perché tutto ciò che le ho detto si realizzi. Io non tradirò Berlusconi. Ma non voglio tradire nemmeno gli elettori, che non capiscono perché siamo separati».

Alla prima della Scala lei indossava un abito che ha fatto discutere: verde Lega...
«Guardi, piuttosto vado da sola, ma io non tradisco Berlusconi. Non lo tradisco ma poi mi esprimo in assoluta libertà, come Berlusconi ci ha insegnato. Per esempio, io sono favorevole al referendum sulla Cirinnà, perché trovo che sia uno strumento di grande partecipazione democratica».

Ci sarà pure il referendum sulle riforme.
«È una occasione straordinaria. Renzi ha detto: se perdo vado a casa. Qui parlo come la Pitonessa, che non è la moglie del pitone ma una sacerdotessa che prevede il futuro: se Renzi vince il referendum andiamo a votare nel 2017, se perde nel 2018».
Insomma, uniti contro Renzi. Ma quel che si sente sempre dire è che un Renzi, a destra, non c' è.
«Il nostro peccato originario è stato di aver accettato di appoggiare Monti e poi Letta. Renzi è il frutto di quella roba lì: è al governo per degli errori. Renzi è un errore della democrazia».

Quali altri errori ha fatto il centrodestra?
«Oltre a Monti e Letta, io non posso perdonare la seconda elezione di Napolitano, che guarda caso è il più grande alleato di Renzi. Questo errore è il mio tormento».

Le dico un nome e lei mi dice che ne pensa. Gianfranco Fini.
«Il più grande traditore nella storia della destra italiana».

Angelino Alfano.
«Cosa vuole, Alfano... Io vorrei tenere lo sguardo alto».

Giorgia Meloni.
«Una politica moderna».

Matteo Salvini.
«Un ottimo comunicatore. Un perfetto frontman.

Frontman suona come candidato premier o leader del centrodestra.
«Salvini è uno che concorrerà alla candidatura da premier, mi auguro che ci siano dei meccanismi democratici per decidere il risultato finale».

Ultimo nome: Daniela Santanchè.
«Una che crede nelle cose che fa».

Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • kufu

    19 Maggio 2016 - 09:09

    La neo Principessa sul Pisello, sta sempre dalla parte del vincitore. Prima o poi non mi stupirebbe appoggiasse Renzi se questo le offre un "trono"

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  • COUNSELOR

    18 Maggio 2016 - 22:10

    Donna capace e intelligente, merita il comando di Forza Italia.

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  • ernesto1943

    18 Maggio 2016 - 14:02

    sono convinto che la discordia nel centro destra si annida nel letto di Berlusconi.

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  • irucangy

    18 Maggio 2016 - 10:10

    Santanche', scendi dal pero. Il Berlusca non appoggia la meloni perche' e' arrivato l'ordine dall'europa. Lo cacciano dal PPE se appoggia la Meloni. In piu' deve fare un favore a Renzi che gli tutela le aziende per far vincere il candidato Piddino. Sbaglio o i voti del tuo partito stanno al governo con alfano e Verdini?

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