Cerca

Strani movimenti

Forza Italia, la coltellata al Cavaliere. Lo strappo: chi vuole il "sì" al referendum

Silvio Berlusconi

«Noi per quindici anni abbiamo spiegato che bisognava rinnovare la macchina statale, superare il bicameralismo, basta potere ai piccoli. Era Berlusconi a dirci di portare questi messaggi, mica io. Era il pensiero del Presidente». Si capisce che Marco Bellaviti, 51 anni, nato e tuttora residente a Pavia, è un berlusconiano da come dice e ripete «presidente». La tesi è semplice: noi abbiamo sempre proposto queste riforme della Costituzione. Ora il governo Renzi le fa, come possiamo bocciarle? Per questo lui, iscritto a Forza Italia, già coordinatore provinciale del partito, sindaco azzurro in un piccolo comune del pavese, consigliere provinciale sempre per Fi e, infine, assessore all’Urbanistica del comune di Pavia, ha deciso, il 14 maggio scorso, di fondare - apriti cielo - un comitato per il Sì. Per il sì alla riforma costituzionale firmata da Boschi e Renzi. E non importa se Renato Brunetta, ferocemente contro la riforma, ha tuonato che no, non si può. E che se insistono saranno espulsi.

Referendum costituzionale, se si votasse oggi...
Vota il sondaggio di Liberoquotidiano.it

Bellaviti non sembra preoccuparsi. «Vedremo. In Forza Italia non si sono mai viste espulsioni, ma comunque noi abbiamo posto un problema politico». I vertici locali, a dir il vero, non si sono stracciati le vesti. E così loro vanno avanti. Sì, perché oltre a lui c’è anche l’ex sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, sempre di Fi, altri ex amministratori del partito e Giovanni Cordini, direttore del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia e ordinario di Diritto pubblico comparato. A sentire Bellaviti molti iscritti al partito hanno apprezzato: «Ci stanno arrivando tante telefonate di persone che sono d’accordo con noi, che sono interessate a impegnarsi». Il pioniere azzurro per il sì al referendum spiega a Libero che il comitato vuole, in realtà, «approfondire e valutare le ragioni del sì». Non che vada tutto bene: «Noi critichiamo Renzi per la personalizzazione che ha fatto del referendum e pensiamo che la riforma possa essere migliorata. Poniamo, però, un problema di coerenza: per 15 anni abbiamo portato nei territori un certo messaggio, come facciamo adesso a dire il contrario?».

Fatto sta che l’atto di ribellione del gruppetto di Pavia ha scatenato una polemica non da poco. In città non si parla di altro. I quotidiani locali hanno fatto titoloni sugli azzurri che stanno con Renzi. Ma le scosse sono arrivate fino a Roma. «Capisci che qualcosa non va», ha scritto su Facebook Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato e originario di Pavia, «quando vedi queste cose: alla Camera e al Senato Forza Italia inaugura, insieme a Lega e Fdi, il Comitato per dire no al referendum. Contemporaneamente a Pavia Fi presenta il comitato del Sì. Siamo su scherzi a parte?». L’attacco dell’esponente del Carroccio porta all’altra parte del ragionamento che fa Bellaviti. Perché il problema, spiega, non è solo il referendum. «Il punto è che noi nel centrodestra così come è non vediamo un grande futuro. Quando ci saranno le elezioni, come facciamo a stare con la Lega? Come facciamo ad allearci con un partito che ha certe posizioni rispetto all’Europa?». La «disobbedienza» sulla linea referendaria, allora, è per porre un problema più grande. «La dico così: vogliamo dire no a Renzi per mettere Salvini? Se è così, a me non va bene. E penso di non essere l’unico tra gli elettori di Fi». Vuole andarsene dal partito? «No. Spero però che Berlusconi, magari dopo le Amministrative, ci ripensi».

L’esperimento di Pavia sta facendo parlare non solo gli azzurri. Tra i renziani si guarda con interesse a quello che sta succedendo sopra il Po, nella speranza che altri seguano l’esempio. Del resto Renzi lo ha detto proprio qualche giorno fa: gli elettori di molti partiti che hanno dato l’indicazione per il no, voteranno sì.

di Elisa Calessi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • leonefrancesco86

    30 Maggio 2016 - 17:05

    nulla di strano... visto che in prima lettura la riforma aveva i voti di forza Italia... quindi...

    Report

    Rispondi

  • RatioSemper

    30 Maggio 2016 - 15:03

    Ritento: anche Berlusconi ha aperto gli occhi sul progetto riformistico del parolaio; perciò dispiace che nel suo partito, purtroppo composto notoriamente da molti parlamentari già traditori, ci siano ancora gente, come questo Bellaviti, che occhieggia alla collaborazione con padron Renzi. E' questa gente che ha contribuito alla perdita di tantissimi consensi del suo partito, egregio Cavaliere.

    Report

    Rispondi

  • brontolo1

    30 Maggio 2016 - 11:11

    i comunisti e derivati sono sempre alla ricerca di utili idioti!

    Report

    Rispondi

    • bruno osti

      30 Maggio 2016 - 16:04

      che abbiano imparato da Burlesque? ch eabbiano imparato da Burlesque? lui, addirittura li comprava!

      Report

      Rispondi

  • iltrota

    29 Maggio 2016 - 21:09

    Contraddizioni più che normali nel Partito di Plastica del Puttaniere !!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog