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La scelta del Quirinale

La soffiata: Mattarella ha già deciso. Renzi si dimette? Chi farà il premier

Sergio Mattarella

La fine del suo governo potrebbe averla scritta lo stesso Matteo Renzi, con grande anticipo. Il premier, infatti, non ha mai nascosto che in caso di vittoria del "no" al referendum costituzionale di ottobre, e dunque di sua sconfitta, sloggerebbe da Palazzo Chigi. Anzi ha aggiunto che si ritirerebbe dalla politica (ma su questo punto i dubbi restano, così come restano dubbi sul fatto che possa lasciare la segreteria del Pd). Le vere scelte di Renzi le scopriremo soltanto dopo il voto. Ma per certo, il "no" potrebbe vincere: lo dicono i sondaggi e i più autorevoli osservatori. Ne segue che la politica si debba organizzare con altrettanto anticipo. Chi al governo dopo Renzi, nel caso? Oppure elezioni anticipate? Ad oggi, lo scenario più potabile pare il primo, con un governissimo destinato a traghettare il Paese fino alla naturale scadenza della legislatura, nel 2018, o quasi.

A far propendere per una soluzione che non ricorra al voto c'è il fatto che, nel caso di bocciatura del referendum costituzionale, il Parlamento dovrebbe essere rieletto con due leggi elettorale totalmente diverse: una maggioritaria, l'Italicum per la Camera, e l'altra proporzionale, il Consultellum per il Senato. Ergo, si riproporrebbero, amplificati, i cronici problemi di governabilità che assillano il Paese. È ovvio, la situazione è assai delicata. E dunque potrebbe essere necessario far ricorso a un governicchio che, dopo le eventuali dimissioni di Renzi, legiferi per evitare lo stallo e per offrire allo Stivale un sistema elettorale valido. Ovvero, una nuova legge ad hoc per il Senato.

Ma chi potrebbe guidare questo governo d'emergenza? Sul tavolo, secondo La Stampa, ci sarebbero poche ipotesi. Per la precisione, due ipotesi. La più ovvia e gettonata è quella di "prassi", ovvero l'ascesa a Palazzo Chigi del presidente del Senato, Pietro Grasso. Ma a sfavore della terza carica dello Stato propendono le tempistiche: nei giorni dell'ipotetico avvicendamento, infatti, a Palazzo Madama si terrà una complessa sessione di bilancio. E dunque, considerate le priorità economiche, sul tavolo figura anche il nome di Pier Carlo Padoan, il ministro dell'Economia. Certo, i due nomi configurano scenari e profili differenti. La polemica, in caso di vittoria del "no", è assicurata. L'orizzonte appare oggi già parecchio confuso. E dunque non è un caso che al Colle, Sergio Mattarella, abbia già cominciato a lavorare attivamente a una possibile soluzione. O meglio, a due soluzioni.

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Commenti all'articolo

  • saritaboni

    27 Giugno 2016 - 15:03

    Da noi si dice che: ' Chi la slónga la scâpa (chi la rimanda, la scampa)

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  • er sola

    23 Giugno 2016 - 11:11

    Vogliamo decidere noi CAZZO! Basta con questa gente che decide per noi.

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  • Max938

    Max938

    22 Giugno 2016 - 13:01

    NO !!!! BASTA RICONOSCERE L'INCOSTITUZIONALITA' DI PARLAMENTO &Co . ELEGGERE CON PROPORZIONALE ASSEMBLEA COSTITUENTE AZZERANDO "TUTTE" LE CARICHE ATTUALI IVI COMPRESO IL PRESIDENTE ! Max938

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  • capitanuncino

    22 Giugno 2016 - 03:03

    Ma ci dobbiamo tenere ancora a lungo Lady Disgrazia alla camera?Sciolga le camere ed indica nuove elezioni che ci pensiamo noi a cambiare l'italia,non Frottolo.

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