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Urne roventi

Giorgia Meloni, la proposta spacca voto (e i siluri contro Berlusconi e Raggi)

Giorgia Meloni, la proposta spacca voto (e i siluri contro Berlusconi e Raggi)

"Cinquemila case popolari in cinque anni". Intervistata dall'HuffingtonPost.it, Giorgia Meloni cala l'asso spacca-elezioni. A meno di 7 giorni dalle Comunali di Roma, la candidata sindaco di Fratelli d'Italia, sostenuta anche dalla Lega di Matteo Salvini, ha affrontato il tema della riorganizzazione della macchina pubblica della Capitale e dell'emergenza abitativa: "Vorrei che in ogni stabile ci fosse una casa popolare", ha spiegato riferendosi alle nuove abitazioni costruite, mentre nel giorno dello sciopero degli spazzini dell'Ama propone la creazione di una "holding unica per tutte le partecipazioni"

"Basita dalla Raggi" - Sulla favorita alla vittoria finale, la grillina Virginia Raggi, la leader di FdI è durissima: "Sono basita da questa questione degli assessori a tempo (l'ultima proposta della candidata del Movimento 5 Stelle, ndr), sia nel metodo che nel merito: questa idea di un sindaco che non ha potere per decidere è evidente. La Raggi pronta a dimettersi se Grillo glielo chiedesse, e questo vuol dire non avere rispetto per gli elettori, e poi ha firmato un documento in cui si impegna vedere tutti i provvedimenti della sua amministrazione, di fatto, a Davide Casaleggio". Anche alla luce di questo, in mancato arrivo al ballottaggio, la Meloni non darà "alcuna preferenza per la Raggi" al contrario di quanto suggerito fino a qualche settimana fa.

"Renzi male dei mali" - La polemica maggiore però è riservata a Silvio Berlusconi: "Oggi sarebbe difficile - ammette - andare a votare nello stesso schieramento con lui". A pesare, forse, è stata la scelta del Cavaliere di sostenere Alfio Marchini: "Così ha fatto un favore a Renzi", assicura la Meloni. Un Renzi che, conclude senza mezzi termini, "oggi è il male dei mali".

Mafia Capitale e corruzione - Ultimo capitolo: Mafia Capitale. "Parlare con Buzzi era come parlare con il Pd", accusa la Meloni che non risparmia critiche nemmeno a un suo ex compagno di partito, l'ex sindaco Gianni Alemanno che come lei è nato e cresciuto nel mondo della destra romana:  "Non è stato abbastanza coraggioso, non ha rotto un potere consolidato che c'era". Sul tema della lotta alla corruzione, la candidata di FdI e Lega lancia due proposte concrete: "Un albo da cui l'amministrazione attinge", con i dirigenti di quelle società che hanno avuto il coraggio di denunciare un funzionario corrotto, e un responsabile anti-corruzione che verrà scelto "insieme a Raffaele Cantone", il commissario nazionale scelto da Renzi.

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    31 Maggio 2016 - 15:03

    Meloni...ha sbagliato strategia...... la regina tentenna.....doveva rimanere fuori dalla competizione.

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