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L'editoriale

La verità di Vittorio Feltri su Libero: da che parte stiamo e perché

La verità di Vittorio Feltri su Libero: da che parte stiamo e perché

Noi di Libero siamo sempre stati contro la sinistra perché ha rovinato l' Italia dal tempo che fu, creandovi un clima ostile a chi produce, considerandolo sfruttatore dei lavoratori, evasore fiscale, pescecane da combattere e distruggere perché nemico della classe operaia, padrone dalle belle brache bianche. Non solo, prima i comunisti e poi i progressisti (parenti stretti, le stesse persone, per meglio dire), hanno alimentato una mentalità talmente contraria al libero mercato per cui non è importante che un Paese si procuri le risorse per diffondere il benessere, ma sappia come distribuirle. L' esatto contrario di quanto suggerito dalla logica. Infatti per distribuire la ricchezza è necessario possederla. E chi può procurarsela se non gli imprenditori?
La sinistra insiste: per risolvere i problemi nazionali bisogna avere più posti di lavoro. Ovvio. Dato che i posti di lavoro nascono dallo sviluppo delle attività produttive, per averne a disposizione in numero maggiore rispetto a oggi occorrerebbe agevolare l' iniziativa privata che, viceversa, viene osteggiata da un fisco esoso e da una burocrazia pesantissima nonché da una giustizia lenta e farraginosa. La contraddizione è evidente. Il Pci e ora quelli del Pd, avendo ereditato dai sindacati un sentimento di inimicizia verso gli attori principali dell' economia, non riescono a capire che per spingere la crescita serve aiutare e non mortificare gli industriali, i commercianti, gli artigiani e i professionisti. Risultato, permane la stagnazione ossia la crisi, le aziende chiudono o vengono vendute ai cinesi oppure delocalizzate in nazioni più ospitali della nostra.
La lunga premessa era indispensabile per ribadire in modo convincente che noi non siamo e non diventeremo mai progressisti, consapevoli che il progresso non è di sinistra ma dalla parte opposta.


Chi dice che siamo diventati renziani mente sapendo di mentire. Lo dice per farci apparire quali voltagabbana, ignorando, o fingendo di ignorare, che il salto della quaglia è stato fatto da coloro i quali, dopo aver approvato in Parlamento le riforme costituzionali, all' improvviso hanno innestato la retromarcia e adesso le bocciano, annunciando di votare no al referendum ponendosi sulla stessa linea di Cuperlo, cioè dei comunisti. Ecco, noi comunisti non lo saremo mai, a differenza di tanti signorini ex di destra che per fare un dispetto alla moglie si tagliano i testicoli. La moglie è la riforma costituzionale, e i testicoli sono loro, meglio definiti come coglioni. 


Il concetto è chiaro e chi non lo comprende è in malafede. Libero non appartiene per tradizione a nessuna parrocchia, sta coerentemente dalla parte di chi non obbedisce agli ordini del palazzo, né quello di Renzi né quello di Berlusconi. Pensiamo con la nostra testa. Che non è granché ma è sempre meglio di quella dei famigli al servizio dei potenti di turno. Per essere più precisi. Continuiamo ad essere di centrodestra benché si sia ridotto ai minimi termini in quanto ha perso consensi e al proprio interno non faccia che litigare per questioni di poltrone, pertanto gli elettori lo abbiano in larga misura abbandonato. Tra una settimana si vota per le amministrative a Roma, Milano, Napoli e Torino.


A questa tornata elettorale si dà una importanza eccessiva. I sindaci che vinceranno, di qualsiasi colore essi saranno, non combineranno nulla di buono. Motivo, non hanno in cassa un euro. Berlusconi per la Capitale ha candidato Bertolaso, poi si è pentito e ha proposto Marchini, infine ha dichiarato che è pronto ad appoggiare la Meloni. Non mi pare che il Cavaliere abbia le idee chiare. Guida il partito con la stessa incertezza con cui amministra il Milan. A Napoli e a Torino i candidati di Forza Italia sono deboli e perderanno, mentre a Milano, per fortuna, Parisi è messo bene, perché più bravo tecnicamente del democratico Sala. In ogni caso la prossima consultazione interessa una quota modesta di italiani. Bresciani, palermitani e la stragrande maggioranza dei compatrioti sono disinteressati all' esito delle urne.


E allora? La verità è che la politica si è attorcigliata su se stessa e non ci sono campioni in grado di rivitalizzarla.
Imperano la disillusione, la noia e la sfiducia. I governi degli ultimi venti o trenta anni si sono distinti solo per insipienza. Non hanno combinato che disastri nonostante le buone intenzioni. Poi ci stupiamo che poca gente si rechi al seggio. La speranza è che si organizzi un nuovo centrodestra (con uomini e donne dal volto nuovo, energici, basta raccomandati e cortigiane) in maniera che possa contrastare Renzi che oggi non ha avversari alla sua altezza, non per merito proprio bensì per demerito della zuppa rancida che punta esclusivamente a farsi mantenere al calduccio da Arcore. Per non fallire conviene reagire con una truppa agguerrita e preferibilmente onesta oltre che efficiente e capace.
Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • GAlbert

    18 Giugno 2016 - 14:02

    Dott.Feltri,nel Suo EDITORIALE fa giustamente riferimento ad alcuni personaggi politici che non hanno una stategia politica chiara ma incerta.Condivido,ma da democratico preferisco una persona che vive nell'incertezza ad una che ogni giorno pur di non dare questa impressione negatiava ne spara una piu' piu' del Diavolo.

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  • seve

    07 Giugno 2016 - 10:10

    Ci vogliono troppe cose che non ci sono.

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  • RatioSemper

    05 Giugno 2016 - 08:08

    "Libero sta dalla parte di chi non obbedisce agli ordini del palazzo ..." E allora? Chi più di Renzi rappresenta oggi il palazzo e le forze oscure dell'europa posticcia? Abbandonando gli oppositori di Renzi su temi cruciali come il NO al referendum, Lei si è messo automaticamente al servizio del governo della Leopolda e dei voltagabbana vari di FI.

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  • psicologio

    03 Giugno 2016 - 21:09

    Feltri, appoggiando il si al referendum fai il gioco della sinistra. Ripensaci. Lo ha fatto anche Benigni, in senso inverso...

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