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L'addio di Casini (nel nome di Renzi): il fondatore viene "cacciato" dall'Udc

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Casini Alfano

Dopo Alfano, Casini. La schiera renziana si arricchisce di un nuovo elemento fuoriuscito dal suo partito per sostenere il "Sì" al referendum. Pier Ferdinando Casini ha abbandonato la sua creatura, l’Udc, rifiutando di prenderne la tessera di fondatore. Lo strappo è avvenuto in concomitanza con la decisione, presa all’unanimità da ciò che resta della direzione dell’Udc (Cesa, D’Alia, De Poli, Adornato, Buttiglione, Binetti, De Mita jr), che “la proposta di Angelino Alfano di un nuovo soggetto politico a ottobre, dopo il referendum costituzionale, è fuori dal tempo” e che non si aderirà ai comitati per il "Sì".

Due cose si possono desumere dai fatti di ieri: il partito sta virando a destra, ma senza il suo leader storico che, al contrario, sembra assestarsi su posizioni più pro-Renzi. Il divorzio definitivo, tuttavia, non si consumerà prima della Amministrative. Solo dopo il voto, un’apposita Assemblea, aperta al contributo di esterni, deciderà se completare la virata e dire "No" alle riforme, oppure tornare nelle retrovie governative con un tiepido "Sì". Casini, intervistato da Il Giornale, pare aver confermato tutti i suoi dubbi sulla linea politica attuale dell’Udc, pur non avendo voluto solennizzare il disconoscimento.

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Commenti all'articolo

  • biemme

    02 Giugno 2016 - 11:11

    solo nel nostro paese gente del genere potevano fare una vita da nababbi senza lavorare. Questa è l'Italia!

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  • Paolo1946

    02 Giugno 2016 - 08:08

    Casini è come la c........ sta sempre a galla.

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  • milibe

    01 Giugno 2016 - 17:05

    sarà la volta buona?......mah....

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