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L'analisi politica

Voto, il bollettino leader per leader: chi rischia di più e perché

Voto, il bollettino leader per leader:  chi rischia di più e perché

Le elezioni di domenica possono essere considerate più o meno importanti se si rivolge lo sguardo al referendum di ottobre. Certo è che tutti i leader si giocano qualcosa e il risultato che uscirà dalle urne inevitabilmente cambierà gli equilibri politici. Candidato per candidato, il Corriere della Sera, spiega qual è la posta in gioco e le aspettative.

Per Matteo Renzi, ad esempio, la partita-chiave è sicuramente quella che si gioca a Roma e a Milano. Per quanto riguarda la Capitale, infatti, se il suo candidato Giachetti smentendo tutti i sondaggi dovesse battersela alla pari o vincere addirittura sulla Raggi, sarebbe un segnale vincente nel luogo più a rischio. Ma se perdesse il candidato Sala a Milano nel secondo turno, sponsorizzato allora sarebbero guai seri. Anche l’eventuale esclusione al ballottaggio a Napoli e a Torino sarebbe drammatico per lui. Ma è a Roma che si gioca la posta più alta. E a godere se dovesse andare male sarebbe soprattutto la sinistra Pd.

Sinistra dem - Quest’ultima si contrappone al modello di Renzi e punta su due candidati Stefano Fassina a Roma e a e Torino con Giorgio Airaudo. Una sfida che vale come un test per quest’area politica che si sente schiacciata tra un Pd in cui si riconosce sempre meno e un Movimento 5 Stelle che ha cannibalizzato quasi in toto il voto di protesta che un tempo si esprimeva nei partiti della sinistra radicale.  

Movimento Cinque Stelle  - Beppe Grillo si gioca tutto a Roma. Ha scelto Virginia Raggi per imporre il suo partito. Se dovesse andare male sarebbe una mazzata molto più pesante di quella rimediata alle Europee quando, si disse convinto di vincere e, invece, fu stracciato dal successo di Renzi. 

Lega - Matteo Salvini si gioca una partita importantissima non tanto sui Milano quanto su Roma. Se Marchini dovesse prevalere sulla Meloni sarebbe una sconfitta sonora per il suo progetto di una Lega sganciata dal Nord. Ovviamente nello scenario opposto, se per Berlusconi dovesse essere un flop colossale, Salvini potrebbe giocarsi a pieno titolo la lotta per la sua leadership nello schieramento contro Renzi.

Forza Italia - Berlusconi invece, con il cambio di candidato, puntando su Marchini ha l’obiettivo di prendere un solo voto in più rispetto a Fratelli d’Italia. Il suo voto è uno spartiacque tra la sconfitta totale e la rinascita. “Se a Milano dovesse spuntarla Stefano Parisi  - scrive il Corriere  -  trionferebbe l' idea di un centrodestra a guida moderata e non trainata da Salvini, e così con una eventuale (che sarebbe strepitosa) vittoria di Marchini. E così anche a Napoli il destino del candidato Lettieri che dovesse superare la candidata del Pd in funzione anti de Magistris”. In caso contrario sarà l’incoronazione di Salvini.

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Commenti all'articolo

  • 12ZAMPE

    03 Giugno 2016 - 14:02

    Io li avrei voluti vedere in tandem, mi riferisco a Berlusconi e Salvini. La lungimiranza del primo e l'imperto del secondo. Servono entrambe le cose,ma basta Alfano,Casini,Verdini,Lorenzin e compagnia poltronisti associati. Loro fuori o esco io.Consapevolmente è più facile che esca io con sti inciuci Comunque si stava meglio prima,quando tutti dicevano che si stava peggio,adesso è un casino vero.

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