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L'editoriale

Feltri, uno scenario devastante: che cosa cambia dopo il voto

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri

Oggi si vota in varie città per eleggere i sindaci. Chissenefrega, immagino che questo sia il commento del 50 per cento dei lettori e degli elettori. Le amministrative non hanno mai eccitato nessuno, eccetto i candidati. Da qualche tempo poi, la politica è interessante quanto il comportamento sessuale degli scarafaggi: zero. La gente si è resa conto che non sono finite soltanto le ideologie, ma anche le idee. Chiunque vinca, l' è istess. Non cambia nulla se non in peggio per effetto della crisi che ha impoverito le tasche dei cittadini e le casse dei comuni. È già tanto che si trovino i soldi per sostituire le lampadine fulminate dell' illuminazione stradale. Tutta questa enfasi nel descrivere la giornata elettorale e le attese del responso delle urne (funerarie) è sprecata. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: chiunque vincerà le elezioni sarà poi sconfitto dalla realtà. Chi volete che risolva i problemi di Roma capoccia ridotta a colabrodo da un passivo che raggiunge 17 miliardi di euro, un buco simile a quello della Grecia?
La politica sembra il calcio: si guarda all' esito dell' ultima partita per illudersi di capire a chi andrà lo scudetto. La situazione è disastrosa. La sinistra non c' è più e non ce ne rammarichiamo. La sua scomparsa ci ha liberato da un incubo. Rimane Renzi che è democristiano e se ne fotte delle amministrative: gli sta più a cuore il referendum di ottobre sulle riforme costituzionali. Berlusconi invece attende con ansia i risultati della consultazione per verificare se Forza Italia e il centrodestra siano ancora vivi o debbano chiamare il becchino. Facciamo a Silvio tanti auguri, pur consapevoli che il suo partito non gode di buona salute. Esattamente come tutti gli altri partiti, compreso il Cinque stelle orfano di Casaleggio, lo stratega e socio del padrone, Grillo.
Non crediamo che questo marginale giro elettorale sia decisivo per le sorti del governo e neppure del Paese, afflitto da ben altri problemi: dall' immigrazione incontrollata affidata ai preti e al coniglio Alfano, alla disoccupazione, al debito pubblico e via cantando. Il mondo è mutato velocemente, ma l' Italia è ancora qui a litigare sulla Costituzione come se un feticcio settantenne fosse una cosa importante. Chi la vuole correggere è considerato un pazzo e chi la vuole difendere a ogni costo è giudicato un conservatore anche se dice di essere un progressista. La polemica su questo tema sprofonda nel ridicolo. E i polemisti si attaccano alle amministrative per dimostrare che le loro opinioni sono valide. Una scemenza.
La sconfitta è garantita a tutti. Lunedì saremo già stanchi di discutere sui sindaci. E quindici giorni dopo si replicherà col ballottaggio tra la noia generale e la generale insensatezza.
Nel frattempo le città si rassegnino al loro destino baro: servizi lacunosi, trasporti sgangherati, tasse elevate, sporcizia e simili delizie. Con questa politica stracciona, non c' è salvezza se non per Milano che si è sempre arrangiata da sé e continuerà a farlo. Con buona pace dei tribuni del popolazzo.
riproduzione riservata.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    07 Giugno 2016 - 12:12

    sono d'accordo con Feltri. Le cose sono identiche. Spero in Renzi-giovane- che si accorga che il sistema socio-economico che regge da due secoli e più è il vero malato L'impenditore è scomparso; i grani lavori infrastrutturali non occorrono .Occorre equità e giustizia nella ripartizione economica del pianeta e dell'Italia. .Al mondo 1% raccoglie il 99% della ricchezza.

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  • exfuoridalcoro

    07 Giugno 2016 - 08:08

    Feltri insiste sulla questione referendum. Del resto proprio per questo e' stato richiamato alla guida di "libero". Poiché afferma con evidente ironia che chi vuole correggere la costituzione e' considerato un pazzo lo invito a leggessi l'articolo 70 della costituzione e lo stesso articolo (s)corretto dalla figlia dell'ex dirigente della banca Etruria e, siccome qui si sta parlando di quella che dovrebbe essere la legge fondamentale dello Stato, sarebbe interessante sapere se Feltri, pur di cambiare, considera questa schifezza meglio che niente.

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    • imahfu

      07 Giugno 2016 - 12:12

      Se muovi una virgola, la Legge torna al Senato; che nuove una virgola e torna alla Camera...Norma che ha fatto il suo tempo. In uno Stato di Diritto tutto avviene pere legge, cioè in un tempo di mesi... Andava cambiato e lo voleva il cdx. Renzi lo ha fatto. La Costituzione nei principi fondamentali è quasi immutabile. Negli altri art. NO

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  • raffaelepisani

    05 Giugno 2016 - 22:10

    ... possiamo cambiare gli uomini al potere ma non cambieremo mai la sete di potere degli uomini! Raffaele Pisani - raffaelepisani41@yahoo.it

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  • francescoconforti27

    05 Giugno 2016 - 21:09

    bon c'è solo l'inchino alla moglòie di Totò Reina, anche quello più autarevole di Mattarella ai lampedusani promossi a porta aperta all'Europa. in quanto alla libidine degli italiani a proprsi come sindaci percè lo fanno, sono dei pirla o comunque vada si guadagna di più che lavorareP?

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