Cerca

Altro che 40%

La notte horror di Renzi: "È furioso". Dopo il flop, il diktat spietato ai suoi

La notte horror di Renzi: "È furioso". Dopo il flop, il diktat spietato ai suoi

"Matteo Renzi stasera era furibondo. I candidati hanno tutti deluso, a cominciare da Sala". In diretta su La7 alla maratona elettorale di Mentana, il vicedirettore di Libero Franco Bechis conferma la sensazione che aleggia nell'area fin dalle prime ore di exit poll e proiezioni. Al Nazareno è una notte difficile. Fuori dal ballottaggio a Napoli, dove Valeria Valente è stata la candidata imposta da Renzi. Malino a Roma, dove il "suo" Roberto Giachetti sgomita con la Meloni per arrivare al ballottaggio. Male anche nella rossa Bologna dove Virginio Merola (indigesto al fiorentino) non supera quota 40% e sorprendentemente in difficoltà a Milano, dove Mister Expo Beppe Sala nuovo simbolo del renzismo nordico battaglia con Parisi.

Il pelo nell'uovo - Facce scure e nervosismo al quartier generale romano, Giachetti fugge verso le 4, braccato dai giornalisti. Poco entusiasmo anche a Milano (dove Sala non si presenta e rinvia l'appuntamento con i giornalisti addirittura alle 15 di lunedì). I vertici del partito preferiscono trovare il pelo nell'uovo nel successo grillino: "I primi dati ci portano a pensare di esprimere al primo turno sindaci in realtà come Caserta, Salerno, Rimini. I 5 Stelle invece non sono in partita. E i ballottaggi saranno decisivi", spiega il vicesegretario Lorenzo Guerini. La sua collega Debora Serracchiani rincara la dose: "Vorrei ricordare che il Movimento 5 Stelle si è presentato solo in 251 comuni e a parte Roma e Torino nelle grandi città sono ridotti ai minimi termini. Il risultato di Giachetti si consolida e arrivare al ballottaggio è un miracolo. Con la Raggi ci vediamo tra quindici giorni".

Il diktat: "Tutti zitti" - Da qualunque punto la si guardi, però per i dem sono rospi da ingoiare. Anche per questo dal premier-segretario, che se n'è andato dal Nazareno alle 3, è partito il diktat ai suoi candidati: "Non parlate, non commentate i dati parziali". Risultato: bocche cucite fino a lunedì mattina (almeno), l'unico a trasgredire è Piero Fassino, il sindaco uscente di Torino che supera il 40% ma deve incassare l'ottimo risultato della grillina Appendino. Fassino ha le spalle larghe e sufficiente autonomia per fregarsene degli ordini impartiti da Roma e puntare il dito contro "il clima difficile" che ha convinto gli italiani a voltare le spalle al Pd. Campanello d'allarme che tra 2 settimane, ai ballottaggi, può diventare una sirena.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • arwen

    06 Giugno 2016 - 10:10

    Il Re della chiacchiera. Mentre tutti i giornali raccontano lo scandalo degli 80 euro, fatto confermato anche dall'Agenzia delle Entrate, Monsignor della favella riesce ad andare in TV e con una faccia di palta inossidabile, roba da far arrossire di invidia il cav, dichiara che quelle sono tutte menzogne. Ecco in mano a chi siamo. Un venditore di materassi e pentole da fiera!

    Report

    Rispondi

  • Napolionesta

    06 Giugno 2016 - 09:09

    sta arrivando la tua fine......

    Report

    Rispondi

  • nordest

    06 Giugno 2016 - 09:09

    Questo risultato il PD ha fatto di tutto per ottenerlo : fra truffe icapacita ladrocini cialtroni emigranti a gogo zingari senza freno magistrati coerenti solo col PD dove volete andare in queste condizioni ?

    Report

    Rispondi

  • Happy1937

    06 Giugno 2016 - 08:08

    Morale: in Italia manca una leadership, come del resto in tutto il mondo occidentale. Pensate alla Francia costretta a scegliere fra nullita' come Sarkosi e Hollande, all'Inghilterra fra disgraziati comeCameron ed il suo terribile antagonista laburista, agli USA ridotti a Tramp e la Clinton! Anche gli egoisti tedeschi non hanno da idere.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog