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L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino consuma la vendetta: "Drammatico Pd, e Renzi..."

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino consuma la vendetta: "Drammatico Pd, e Renzi..."

Ignazio Marino, ex sindaco commissariato del Pd, si vendica contro il suo partito che l'aveva crocifisso. Marino scrive sul suo sito un commento dei risultati del primo turno delle elezioni del sindaco di Roma che porteranno la trionfatrice Virginia Raggi (Cinquestelle) contro Roberto Giachetti: "Il risultato del primo turno a Roma propone con forza il problema di un Partito Democratico che ha rotto il proprio rapporto con la città", scrive, "dati alla mano, il calo del consenso verso il Partito Democratico romano è drammatico e sarebbe un grave errore sottovalutarlo o fingere di ignorarne le cause. La sofferta conquista del ballottaggio da parte di Roberto Giachetti, favorita in modo determinante e forse voluto da Forza Italia, rende onore agli sforzi di un candidato che paga la sua eccessiva vicinanza a Renzi, ma che ha lavorato duramente sul territorio. Ma il volto di Giachetti, non può da solo coprire la gestione fallimentare di un partito che dopo gli arresti di Mafia Capitale ha perso l’occasione di rinnovarsi e che si è anzi chiuso in un disperato tentativo di auto-conservare il proprio potere, in ossequio non ai cittadini-elettori, ma solo al verbo renziano".

"Da quando fu commissariato, nel 2014, e interamente affidato per ordine di Matteo Renzi a Matteo Orfini, il Partito Democratico romano ha mancato i risultati sperati e necessari", prosegue l'ex sindaco di Roma, "non si sono visti né l’auspicato ricambio di classe dirigente, né la necessaria pulizia. I poteri assoluti a Orfini sono diventati uno strumento per soffocare qualsiasi dibattito interno e sono stati utilizzati per eliminare con una manovra, antidemocratica nei fatti, il sindaco eletto da 670.000 romani appena due anni prima".

"Tutto questo è stato ieri sonoramente e inevitabilmente bocciato dagli elettori", attacca Marino, "nel 2013, al primo turno la coalizione di centrosinistra ottenne il 42.6% dei voti, pari a 512.720 elettori. Oggi Giachetti, con la sua intera coalizione, ottiene il 24,85%, pari ad appena 319.305 elettori. Se consideriamo solo gli elettori del Partito Democratico nel 2013 furono 267.605 mentre oggi sono poco più di 200.000, con un calo di circa 70.000 votanti. In percentuale, a Roma, il Partito Democratico è passato dal 26,26% del 2013 a circa il 17% di oggi".

Conclude il vendicativo ex sindaco: "E’ giusto adesso attendere che si svolga il ballottaggio del 19 giugno. Ma è urgente agire al più presto per prendere concretamente le distanze da una strategia che si è rivelata suicida e dare un forte segno di discontinuità. Servono persone nuove nel Partito Democratico, meno supponenti e più rispettose dei sentimenti e dei giudizi degli elettori. Perché gli elettori capiscono che se non si cambia davvero il Pd, il Pd non sarà mai in grado di cambiare Roma".

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    07 Giugno 2016 - 09:09

    Invece di parlare farebbe meglio ad andare a bersi un'altra bottiglietta di quelle buone insieme alla sua Signora. Dimenticavo: ormai dovrebbe pagarla di tasca sua, non con la carta di credito del Comune.

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  • biemme

    07 Giugno 2016 - 01:01

    Marino, un altro caratteristico personaggio che rappresenta l'Italia di oggi, terra di conquista senza futuro.

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  • me nono

    06 Giugno 2016 - 18:06

    Se c'è da vuotare la vasca imhoff (La vasca Imhoff o fossa Imhoff o pozzo Imhoff, dal nome dell'ideatore, l'ingegnere tedesco Karl Imhoff 1876–1965, è un dispositivo utilizzato per il trattamento dei liquami) è sempre meglio farlo fare agli altri, tanto più a Roma dove c'è la Cloaca Maxima.

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