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Il doloroso ritratto

"L'ultima provocazione di Buonanno": il commovente ricordo di chi lo conosceva bene

"L'ultima provocazione di Buonanno": il commovente ricordo di chi lo conosceva bene

Pensavamo non potesse lasciarci senza parole, Gianluca Buonanno da Borgosesia, sindaco ed europarlamentare della Lega, famoso per provocazioni e battutacce ma amatissimo nella sua Valsesia, Vercelli, e non solo. Eppure, ieri, ci ha spiazzato. Nel tardo pomeriggio. Quando è morto a 50 anni in un incidente stradale sulla Pedemontana lombarda all’altezza di Gorla Maggiore, Varese. È andato a sbattere contro un’auto, ferma per un guasto. Lascia due figli piccoli. La moglie, che era con lui, è ricoverata in ospedale a Busto Arsizio in codice rosso. Altre tre persone sono rimaste ferite. Di solito, sentivi il nome Buonanno e immaginavi subito qualche sceneggiata, una dichiarazione scorretta, uno dei tanti show che l’avevano fatto diventare un personaggio. Sapeva indignare, a turno, tutto l’arco costituzionale. Ma dietro le quinte, anche molti dei suoi critici lo trovavano simpatico. A Roma, Laura Boldrini aveva cercato inutilmente di contenerlo. A Bruxelles, Martin Schulz aveva intimato al personale di marcarlo stretto dopo che aveva indossato una maschera di Angela Merkel e aveva esibito rotoli di carta igienica. Per dribblare i divieti, il leghista si era presentato vestito e truccato da Hitler, con tanto di capelli impomatati e baffetti: era il suo modo di provocare i fan della Cancelliera. «Mica possono obbligarmi a non pettinarmi…» ridacchiò. Schulz decise di multarlo. Poi varò una norma, ribattezzata anti-Buonanno, per impedire cartelli e magliette in Aula.

Insuperabile - Perfino nel Carroccio molti non reggevano le sue trovate. Anche perché riusciva ad alzare sempre l’asticella. Alla Camera, portò un enorme forcone (finto) per pungolare la maggioranza. Cosa poteva fare di più? Be’, utilizzò le bolle di sapone soffiandole nell’emiciclo. Eccolo con le manette, sventolate per criticare lo svuota-carceri. Una volta, spuntò improvvisamente davanti allo scranno della presidente Boldrini. Cacciando un urlo. Lei trasalì. Lui rise di gusto. Quindi si superò sventolando un pesce, per l’esattezza una spigola, che la terza carica gli fece sequestrare dai commessi. «Dove è finita la mia spigola?» domandò il giorno dopo. Si era perfino dipinto la faccia di nero, per denunciare il governo «che discrimina gli italiani».
Davanti alle telecamere, Buonanno realizzò un video in cui si spogliava, boxer esclusi: «Renzi ci lascia in mutande!» urlava dandosi manate sulle chiappe. Poi, in un’intervista su Sky, mostrò una pistola per parlare di legittima difesa. Matteo Salvini, in privato, gli chiese di smorzare i toni. Lui rilanciò: bonus di 200 euro per chi vuole una rivoltella per difendersi.

La carriera politica da amministratore ruspante, Buonanno la comincia nella destra. Figlio di padre artigiano e nonno pugliese che faceva l’attore girovago (era spalla di Ettore Petrolini), l’effervescente Gianluca prende la tessera dell’Msi a 16 anni, per poi passare ad An che rappresenta anche nel consiglio provinciale di Vercelli. Fa il sindaco di Serravalle Sesia per due mandati, al timone di una lista civica, e quando scatta l’inelleggibilità scende in campo alle Politiche del 2001 con una formazione che porta il suo nome. Incassa più del 22%. Un successone. Poco dopo, passa alla Lega. Nel 2002 viene eletto sindaco di Varallo. Un drago: riconfermato nel 2007.

La fama - Si guadagna la ribalta nazionale: decide di battezzare alcune rotonde e strade a personaggi famosi ancora in vita e trasmissioni tv, ma soprattutto piazza delle sagome di cartone con la divisa da vigile (e la sua foto al posto della faccia) sul ciglio della strada. Obiettivo: far rallentare le macchine, senza tartassarle con gli autovelox. All’imbocco della sua Valsesia, fa piazzare cartelli con scritte anche in arabo per vietare veli e burqa vari, oltre ai vu cumprà. Quindi annuncia di voler distribuire profilattici agli extracomunitari, per aiutarli a «non fare figli che poi non riescono a mantenere». Promette premi ai concittadini sovrappeso che dimagriscono, pensa di regalare galline ai residenti in difficoltà, ipotizza di recintare con filo spinato il suo Comune, sostiene che il grana padano «è la prova che la Padania esiste». Per incrementare la produttività dei dipendenti del municipio, fa spostare la macchinetta del caffè dal corridoio al suo ufficio. Tra il 2008 e il 2014 fa il deputato. Record di presenze. Nel 2010 diventa consigliere in Piemonte. Nel 2014, eccolo sindaco di Borgosesia. Uno dei suoi fiori all’occhiello è il festival dell’Alpàa di Varallo: grazie ad alcuni sponsor, richiama artisti di fama per concerti gratuiti. In piazza. Nell’elenco di chi fa capolino nella sua roccaforte, negli anni, spuntano pure Fedez e J-Ax. Buonanno punta Bruxelles nel 2014: becca quasi 27mila voti, tra i leghisti fa meglio solo Salvini.

A Bruxelles non cambia registro. Esempi. Per «dare la sveglia» suona la tromba alla fine di un intervento in Aula. Poi, si presenta in divisa militare. E col burqa. Diventa un protagonista di alcune trasmissioni, a partire dalla Zanzara di Radio 24. Ne dice di cotte e di crude. Il conduttore, Giuseppe Cruciani, sghignazza. L’altro giornalista, David Parenzo, impersonificazione del politicamente corretto, s’indigna. Memorabili corpo a corpo. Parenzo: «Vai al circo!!». Buonanno: «Pidocchio!! Comunista!!».
Pure sui gay, Buonanno non si tira indietro. A un dibattito mostra un finocchio. E quando un omosessuale lo incrocia e gli dice di smetterla, lui va a Radio 24 per cospargersi il capo di cenere: «Scusami, non lo faccio più-più-più» detta con vocina esageratamente effemminata (sì, certo, voleva sfottere).

Il dolore - Propone chip per controllare i profughi, suggerisce di espropriarli dei cellulari, dopo gli attentati a Bruxelles acquista paginate di giornali belgi per arrivare a Molenbeek: «Lotterò per difendere i valori cristiani». Quando scoppiano le bombe nell’aeroporto di Zaventem, lui le schiva per un improvviso impegno in Municipio. Spiega l’episodio a Canale 5 e si commuove. Proprio in tv, su La7, attacca i rom e li definisce «feccia della società». Buonanno ha dato dei piangina ai napoletani e accusato Garibaldi «di aver unito l’Italia ma diviso l’Africa». Ha fatto inferocire chiunque. Da Gad Lerner, a cui ha dato del tirchio, fino alla comunità ebraica per non parlare di Cécile Kyenge e Sel, il partito di Vendola ribattezzato «Sodomia e libertà». Ha accusato gli islamici di essere «bestie» per le morti durante il pellegrinaggio alla Mecca: «Dai, non si può morire così».
In piazza, godeva nell’andare in bocca ai contestatori. L’aveva fatto anche a Bologna, pochi mesi fa, beccandosi gli urlacci di qualche leghista. Ieri, sui social, è esondata la fogna di chi festeggia per la sua morte. Ma da Renzi a Fi fino al Pd, al M5S e ad Alfano, sono piovute le condoglianze. Anche della Boldrini, della Kyenge, di Fassina, di Schulz, della Le Pen, della Meloni, di Maroni e Zaia. Un elenco sterminato. Scioccato Salvini: «Buon viaggio a una persona leale, coraggiosa, onesta». Addolorati, tra gli altri, Barbara d’Urso e Parenzo. Disperato Cota, che da leader della Lega piemontese l’aveva lanciato. Buonanno chiamava spesso Libero: «Hai visto cos’ho fatto?». E ridacchiava. Gianluca, non avremmo mai pensato di avere tue notizie e restare senza parole. Ci sbagliavamo.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • mauriziog167

    07 Giugno 2016 - 14:02

    quando dici la verita' dai sempre fastidio ancora di piu' quando mostri di avere le palle quello ke orami hanno perso sopratutto i politici rubasoldi ke delle persone in difficolta' oramai non interessa piu' a nex

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  • attualità

    07 Giugno 2016 - 06:06

    Un Grande Italiano ci ha lasciato !! Rimarrai sempre nella nostra mente e nei nostri Cuori ! Onore a Gianluca Buonanno per il bene che ha voluto all'Italia e agli Italiani !

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  • biemme

    07 Giugno 2016 - 01:01

    un grande personaggio!

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  • biemme

    07 Giugno 2016 - 01:01

    uno dei rari personaggi del panorama politico italiano onesto e simpatico che scompare. Ma il destino non poteva scegliere un altro tra i tanti soggetti inutili e dannosi che affollano il nostro governo ed i partiti tutti?

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