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I sondaggisti: così i candidati di Renzi nelle città verranno sconfitti

I sondaggisti: così i candidati di Renzi nelle città verranno sconfitti

Le simulazioni sono in corso. E per il Pd lo scenario che emerge, in vista dei ballottaggi di domenica 19 giugno, è da allarme rosso. Il rischio che tra due settimane a Milano, Roma e Torino si saldi un fronte anti-Renzi che porti gli elettori di M5s e centrodestra a convergere sul candidato in lotta con l' aspirante sindaco dem, è sempre più concreto. Ieri Matteo Salvini, leader della Lega, ha ufficializzato il sostegno ai pentastellati: «A Roma voterei per Virginia Raggi, a Torino per Chiara Appendino».

Il partito di Matteo Renzi, secondo le prime analisi dei sondaggisti, al momento sente la vittoria in tasca solo nella "rossa" Bologna. Nella lista nera si è aggiunta anche Trieste, dove l' ex sindaco Roberto Dipiazza, dopo aver ricompattato il centrodestra, si presenta ai nastri di partenza del secondo turno con oltre undici punti di vantaggio su Roberto Consolini, sindaco uscente di centrosinistra.

Antonio Noto, direttore dell' istituto demoscopico Ipr Marketing, ha studiato i flussi elettorali avvenuti tra le Europee del 2014 e il primo turno delle Comunali. E su Milano è giunto, con la doverosa premessa che «al ballottaggio tradizionalmente il tasso di affluenza scende sotto il 50%», a una conclusione: «Se al secondo turno si ripeterà quanto accaduto domenica scorsa, quando rispetto a due anni fa una parte dei grillini - il 20% - ha votato per Stefano Parisi, il candidato del centrodestra potrebbe trarne vantaggio». Tra Giuseppe Sala, candidato del Pd, e Parisi, lo scarto è stato di 4.938 voti. Adesso sul mercato ci sono soprattutto i 54mila consensi di Gianluca Corrado, candidato del M5s. Noto azzarda una previsione: «La maggior parte dei grillini si asterrà, ma su tre che andranno alle urne, due sceglieranno Parisi e uno solo Sala».

A Torino, nonostante il vantaggio di Piero Fassino sulla concorrente Chiara Appendino (41.750 voti), per i democratici lo scenario è addirittura più preoccupante. «Potrebbe andare in scena un tutti contro Fassino», ipotizza Noto. In ballo, stavolta, ci sono in primis i 52.452 consensi conquistati dai candidati di Lega e Forza Italia, Alberto Morano e Osvaldo Napoli. «Molti ex elettori di FI già votano M5s, e lo stesso si può dire per i leghisti», ricorda il sondaggista. «Non voterò Fassino», ha annunciato a caldo Morano. Se a questo si aggiunge che Giorgio Airaudo, il candidato di sinistra che ha incassato poco più di 14mila voti, ha già fatto trapelare la sua preferenza per Appendino, per Fassino il quadro si complica. Anche perché a Torino, osserva uno studio dell' Istituto Cattaneo, «mentre esiste un flusso di voti in uscita dal Pd verso la candidata del M5s, non esiste un flusso che procede nella direzione opposta». Un guaio per il sindaco uscente, che rischia di restare con il serbatoio a secco.

Stesso copione a Roma, dove oltre 400mila elettori che al primo turno hanno scelto il centrodestra potrebbero essere tentati dal «voto anti-Renzi». A poco, servono, spiega Noto, gli appelli alla scheda bianca di Silvio Berlusconi o l' eventuale invito al non voto di Alfio Marchini: «Indicazioni ininfluenti, l' elettore di centrodestra voterebbe per Virginia Raggi anche se dal vertice arrivasse un appoggio a Roberto Giachetti».

A Napoli il centrodestra un suo candidato in corsa per la vittoria ce l' ha: Gianni Lettieri. Al primo turno, tuttavia, a farla da padrone è stato il sindaco uscente, Luigi De Magistris, capace di sfondare il tetto del 40% con i suoi 172mila voti. A guardare, in questo caso, ci saranno soprattutto quegli 85mila voti che domenica scorsa hanno votato per Valeria Valente, candidata del Pd.
Il peso del M5s, nel capoluogo campano, è decisamente minore che altrove: 9,6%, frutto di poco meno di 39mila voti. «L' elettorato del M5s ha optato per De Magistris in misura più consistente di quanto non abbia fatto per il candidato grillino», Matteo Brambilla, sentenzia l' istituto Cattaneo. L' ex pm ha beneficiato di una «notevole trasversalità»: su di lui sono andati non solo i grillini, «ma anche gli elettori che nel 2013 avevano scelto i partiti di sinistra». E così sarà al ballottaggio, prevede Noto, con De Magistris pronto a cannibalizzare i consensi di Brambilla e parte di quelli di Valente. «Un' altra fetta degli elettori della candidata renziana, invece, potrebbe convergere su Lettieri».

di Tommaso Montesano

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Commenti all'articolo

  • leolucalabozzet

    09 Giugno 2016 - 20:08

    Alcune reti Mediaset stanno facendo di tutto per aiutare Renzi!

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  • ROGIX

    09 Giugno 2016 - 12:12

    Mandate a casa questi arroganti che credono di essere i migliori.....il debito aumenta e noi stiamo sempre peggio...... i DC che non rimpiango erano più umili di questi.

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  • capitanuncino

    09 Giugno 2016 - 12:12

    A proposito,che me ne dimenticavo.....Fradiavolo ha già detto che anche se perde non se ne va.Ricordatevene quando andrete ai seggi.

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  • capitanuncino

    09 Giugno 2016 - 12:12

    A milano basterebbe solamente pensare alla marocchina che se vince sala se la ritroveranno in comune....a fare volare Parisi nella corsa alla poltrona di sindaco.Ma 5 anni di comunismo alla SEL non sono bastati ai milanesi?

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