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Elezioni amministrative

Sconfitta del Pd a Napoli. Ecco chi sono i colpevoli...

Sconfitta del Pd a Napoli. Ecco chi sono i colpevoli...

Le ultime elezioni amministrative hanno messo in evidenza una crisi di governo o quantomeno di chi governa. Infatti in nessuna delle grandi capitali, poste proprio in tale occasione sotto la lente di ingrandimento, c'è stato un sindaco del Pd, vincente al primo turno ed addirittura in alcune città neanche sono arrivati al ballottaggio; previsto per il giorno 19 corrente mese. A Napoli ad esempio la candidata renziana, Valeria Valente, per la cui campagna si sono alternati in visita nella capitale campana tutta una serie di ministri ed esponenti di gran rilievo della politica italiana, non è riuscita ad imporsi su i due grandi concorrenti Luigi De Magistris, sindaco in carica e Gianni Lettieri, per il momento eterno secondo. Neanche le ingenti somme di denaro promesse per Bagnoli hanno salvato la Valente, da quello che è stato a tutti gli effetti un disastro per il Pd; che con un suo candidato a sindaco avrebbe messo a segno un triplete facile da gestire con governo e presidente della regione. Cosa è accaduto ed in cosa hanno sbagliato, ha provato a spiegarlo Mariagrazia Vitelli, riconfermata come consigliera alla 5a municipalità di Napoli.

"I risultati parlano chiaro -afferma la Vitelli- ma il gap della Valente contro Lettieri è colpa di Antonio Bassolino che comportandosi da autonomo ha sfasciato il partito". La consigliera non nasconde da subito che il Pd campano e nazionale, ha molti problemi da risolvere, ma ritiene che se si fosse fatto davvero gioco di squadra per queste elezioni molto probabilmente avrebbero potuto almeno arrivare al testa a testa con De Magistris. Invece pagano il caos delle primarie, il gran polverone alzato da Antonio Bassolino che all'indomani della sua sconfitta, puntò il dito contro la Valente gridando allo scandalo e chiedendo diversi ricorsi, creando sfiducia negli elettori. Ma non si possono attribuire tutte le colpe a lui, nel quale la Vitelli riconosce un grande uomo politico e del quale dice, è stato il miglior sindaco della città nel suo primo mandato. A questo punto, la domanda che forse si sia puntato sul cavallo sbagliato, dovrebbe sorgere spontanea, ma non per la Vitelli, che conosce la Valente dai tempi della scuola e che riconosce in lei una grande attivista (già con i movimenti studenteschi) ed una donna forte divenuta già durante la campagna elettorale il sindaco di cui avrebbe avuto bisogno Napoli.

Il Pd ed il M5S - Mariagrazia Vitelli poi aggiunge qualcosa anche sulla crisi del Pd nazionale. "Grava sulla sconfitta del Pd un po' in tutte le grandi capitali, il peso degli errori di governo, errori non tanto nella sostanza quanto di metodica. Dopo 20 anni di completo immobilismo, dopo anni che non si affrontavano certe problematiche il governo Renzi è riuscito a fare molto ma forse, nel modo sbagliato, tanto che gli italiani sono comunque scontenti e spesso non gli riconoscono i meriti. Ad esempio si è tanto celebrato il sindaco De Magistris per la sua sensibilità nel promuovere il Gay Pride, dimenticando che è stato il Pd a far passare la legge sulle unioni civili. Ecco che si arriva così, al grande successo del Movimento 5 Stelle, che a mio parere tutt'oggi rappresenta un voto di protesta, mosso da un sentimento di antipolitica che si fa sempre più grande. Ma non penso siano pronti a governare ed infatti a Napoli non hanno riscosso molti consensi in quanto hanno scelto la via più facile, velando il loro ritiro schierando un candidato(Brambilla) che difficilmente poteva imporsi".

Rivoluzione e municipalità - Da dove bisogna ripartire dopo tale sconfitta? Per la Vitelli non esistono mezzi termini, si necessita di una rivoluzione interna che porti all'abolizione delle scelte calate dall'alto e che premi chi indipendentemente dallo scopo, lavori per la città. La consigliera riconosce negli elettori persone intelligenti che sanno riconoscere il buon lavoro svolto dai singoli. Lei stessa infatti nonostante schierata nella lista del Pd, è stata la prima degli eletti nel quartiere Vomero, territorio di De Magistris. "E' il lavoro svolto sui territori - afferma la Vitelli- a contatto con la gente quotidianamente, che fa grande un partito e soprattutto la città. Bisognerebbe per questo rivedere il ruolo delle municipalità rendendole autonome e redistribuendo in base alle esigenze reali delle singole, il denaro pubblico. Le municipalità hanno molto da insegnare alla città, anzi alla politica, al loro interno poco importa da quale partito arrivi, in quanto il comune benessere del territorio, sebbene sia più piccolo e meno problematico, è maggiormente sentito anche da forze politiche diverse".

di Mirko Mazzola

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