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Il malore di papà

Dopo la sfuriata, la mossa clamorosa. La voce: "Cosa farà adesso Marina"

Marina Berlusconi

In Forza Italia, in attesa dell'intervento al cuore di martedì, resta altissima la preoccupazione per le condizioni di salute di Silvio Berlusconi. E per forza di cose il partito, ancora una volta, si trova a dover fare i conti con l'ipotesi-successione. Il Cavaliere, infatti, potrebbe decidere di lasciare la politica per evitare ulteriore stress. Alcuni nomi sono già noti: si è parlato di Mara Carfagna e anche di Stefano Parisi, il candidato che sta facendo rinascere il centrodestra a Milano.

Ma nelle ultime ore, tra le "sacre stanze" azzurre, si è tornati a parlare anche di una vecchia ipotesi, ad oggi sempre smentita, ma che potrebbe tornare d'attualità: la figlia Marina. Dopo la sfuriata contro il cerchio magico, accusato di aver quasi fatto morire il padre, c'è chi ipotizza una sua mossa. O meglio, una sua discesa in campo. Il quotidiano Il Mattino cita dei parlamentari forzisti che, anonimamente, affermano: "A questo punto potrebbe ritornare l'ipotesi di una discesa in campo di Marina, questa volta potrebbe davvero prendere lei le redini e riassestare il destino politico del partito".

E a dare ulteriore linfa a questa suggestiva ipotesi concorrono altri fattori. Già, perché ora il patrimonio di famiglia, con la cessione di Mediaset a Vivendi, è più al sicuro. Inoltre, a breve, si potrebbe chiudere anche per la questione del Milan cinese, così come si fa sempre più probabile l'acquisizione di Telecom. Gli stessi parlamentari, infatti, fanno notare: "La successione dinastica se prima era sconsigliabile per ragioni economiche, oggi non lo è più".

Se Marina scendesse davvero in campo, va da sé, le gerarchie nel partito verrebbero sconvolte: il cerchio magico, e su tutti Maria Rosaria Rossi, verrebbero drasticamente ridimensionati. Inoltre, si sussurra, Marina potrebbe riprendere un vecchio progetto di papà Silvio, ovvero la creazione di una fondazione che possa coinvolgere nell'agone politico manager, giovani e "uomini del fare".

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