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Parola del direttore

Silvio ko? Segnatevi questo nome. Vittorio Feltri: "Chi salverà il centrodestra"

Vittorio Feltri

Il presente di Berlusconi non è sereno ed è noto. Silvio giace in un letto d’ospedale in attesa di essere operato al cuore. Ha quasi ottanta anni e negli ultimi dieci - ingiustamente o no, ciascuno la pensa come vuole - ha attraversato l’inferno giudiziario e alcuni paradisi erotici che forse lo hanno danneggiato più delle fiamme. Rassicuro i lettori. Non sto scrivendo in anticipo un coccodrillo. Dico semplicemente che quest’uomo enigmatico non sarà più lo stesso che sconvolse il mondo della comunicazione televisiva e la politica italiana. Motivi di salute e anagrafici lo obbligheranno a stare ai margini delle attività che finora ha svolto. Non ci vuole molto a capirlo, basta ragionare. Chi pensa di poterlo sfruttare ancora per ottenere dei vantaggi economici o di carriera si metta il cuore in pace, cambi strategia e obiettivi.

Il Cavaliere è un ex in ogni senso. Di sicuro non ci dimenticheremo di lui, perché di lui si continuerà a parlare nel bene e soprattutto nel male. Egli ha inciso maggiormente sui destini del costume politico che su quelli del Paese, rimasto identico - affannato e corrotto - a venti o trent’anni fa. Non so quanti se ne rendano conto. Sorvolo sulle capacità imprenditoriali del Cavaliere (declassato cinicamente a ex), troppo complesse per essere sintetizzate in un articolo: intrecci economici e partitici, alleanze sospette, collaboratori non sempre trasparenti. Conviene rimanere in ambiti meno intricati.

Con Forza Italia, all’inizio degli anni Novanta, Silvio compì un miracolo. In due o tre mesi ricompose una sorta di Democrazia cristiana in grado di vincere contro i comunisti risparmiati da Mani pulite, l’inchiesta giudiziaria più famosa e sgangherata del secolo scorso. Sembrava una nuvola passeggera e, invece, il temporale è durato oltre venti anni, durante i quali non si è discusso che di Berlusconi, divenuto bersaglio di attacchi feroci, personalizzati, ai quali hanno partecipato tutti, avversari della prima e dell’ultima ora. A lui sono stati attribuiti tutti i mali italiani. In realtà, Silvio ha fatto poco o nulla di decisivo: non ha realizzato neanche un quinto dei suoi programmi velleitari, incompatibili con il nostro ingessato sistema istituzionale e con la situazione sociale.

Non avendo gli strumenti per rivoluzionare il Paese, egli si è trasformato da presidente del Consiglio in una specie di welfare privato, di cui hanno usufruito amici, clienti, manutengoli vari, tra cui una schiera di ragazzotte arrampicatrici che gli hanno rovinato la reputazione, come risulta da numerose intercettazioni telefoniche. Quale è stato l’errore che lo ha super danneggiato? Quello di non aver compreso che un premier è tale a tempo pieno e non soltanto fino alle ore 22, quando casa sua si riempiva di fanciulle non solo disponibili, ma anche di lingua lunga, cioè ciarliere, inclini ad alimentare il gossip pecoreccio. L’uomo pubblico dovrebbe essere consapevole di esserlo anche nelle proprie stanze, di notte quanto di giorno.

Dato però che la carne è debole, e in alcuni casi arrendevole, Silvio ha ceduto regolarmente alle tentazioni e ha diviso i cittadini in due schiere: quelli che gli invidiavano le performance orizzontali e quelli che, viceversa, deploravano la sua fragilità. Individuato il punto delicato del Cavaliere, i suoi detrattori lo hanno colpito fino a distruggerlo. Ciò non ha impedito a parecchia gente di seguitare ad attingere al welfare di Arcore. Di qui la débâcle.

Oggi che il Cavaliere è ricoverato in Ospedale e ha altro per la testa, le persone da lui nutrite per anni sono disperate: temono di guadagnarsi il pane andando a lavorare. Una sciagura mai ipotizzata. La tetta che sembrava inesauribile è sul punto di esaurirsi o si è già esaurita. Per quanto riguarda i militanti di Forza Italia, il discorso non è molto diverso: trattasi per lo più di personaggetti sbiaditi che, privati del protettore o, meglio, benefattore, sono prede dell’angoscia, smarriti, ma anche impegnati a sopravvivere magari inventandosi un sistema per non mollare l’osso. Alcuni, forti o semplicemente presuntuosi, mirano a impadronirsi del partito orfano del capo allo scopo di non perdere la posizione e i relativi benefici. Umanamente vanno compresi.

Ma occorre anche dire che il gregge azzurro, allorché si è spezzettato in seguito a liti interne e scissioni, non ha dimostrato di sapersi gestire in modo autonomo. Cosicché non prevediamo che Forza Italia sia all’altezza di resistere all’indisponibilità del fondatore. A meno che l’ultima genialata di Berlusconi non si riveli efficace. Mi riferisco alla scelta di Stefano Parisi quale sindaco di Milano. Costui, sconosciuto alla massa fino a un paio di mesi orsono, è stato talmente bravo da arrivare pressoché alla pari con Sala nella corsa a Palazzo Marino, facendo supporre di avere le carte in regola per conquistarsi la leadership forzista.

Presto per affermare che egli sia la soluzione migliore, ma attualmente una più praticabile non c’è. Vale la pena ricordare che gli elettori sono pronti a rivotare centrodestra a una condizione: che il centrodestra resusciti. Siamo nelle mani di Parisi. Oddio in che mani siamo.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • leolucalabozzet

    13 Giugno 2016 - 16:04

    Le riforme bocciate dal sinistro referendum del 2006 di chi erano? Ed ora si accettano quelle peggiori? la Riforma pubblica amministrazione, aumento pensioni minime,bonus bebè, detrazioni fiscali triplicate per figli disabili, social card, defiscalizzazione utili impresa reinvestiti, contrasto immigrazione selvaggia , abolizione IMU e tassa successione chi le ha introdotte?Il Diavolo!

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  • mauambrodue

    13 Giugno 2016 - 00:12

    La traversata del deserto che l'antagonista del PD dovrà fare sarà lunga, dolorosa e imprevedibile. E ancora non è nato il bambinello che si prenderà sulle spalle il popolo dell'antagonista del PD (PD = Renzi).

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  • salvatore.naldi

    12 Giugno 2016 - 19:07

    ormai la nostra Italia e' diventata un colabrodo ,grazie all'operato inetto del ministro Alfano, e non solo. Le nostre navi militari sono diventate dei taxi.Questa ondata di masse provenienti dall'Africa sono esattamente simili alle tentate conquiste barbariche. Questo e' l'intento di un Islam che tende allargarsi con la complicita di scafisti che si arricchiscono e finanziano le loro guerre.

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