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Lo scandalo

La villa extralusso che inguaia Giachetti. Il sospetto: "Così frega pure il fisco"

La villa extralusso che inguaia Giachetti. Il sospetto: "Così frega pure il fisco"

«La campagna del Movimento 5 Stelle è disperata, scappano dai confronti e seminano bufale». Roberto Giachetti lascia intendere di voler mettere da parte materiale per i legali e magari per valutare qualche querela. Di là dai toni dei pentastellati e dalle repliche, la vicenda dei «casaletti» di Subiaco, località montana in provincia di Roma, corre il rischio di tagliare definitivamente le gambe al candidato del Partito democratico nella corsa alla guida della Capitale. A sette giorni dal ballottaggio, il duello con Virginia Raggi è sempre più ruvido e ora Giachetti potrebbe finire sotto le macerie delle sue abitazioni. Con la casa, del resto, si sono rovinati in tanti, fra i politici.

Basta ricordare la casa comprata «a sua insaputa» con il contributo esterno da Claudio Scajola, alle polemiche dell' appartamento con affitto pagato da Marco Carrai per Matteo Renzi e, ovviamente, l' immobile a Montecarlo col quale Gianfranco Fini ha chiuso, di fatto, la sua storia da parlamentare.

Di cosa stiamo parlando? La scorsa settimana nel confronto tv con gli altri candidati a sindaco di Roma, il vicepresidente della Camera aveva dichiarato di possedere due «casaletti» a Subiaco. Ma il tentativo di agire con la massima trasparenza gli sta tornando indietro come un pericoloso boomerang. Con alcune inchieste giornalistiche che hanno portato alla luce elementi discordanti con le affermazioni di Giachetti.

Il quale - ecco un rapido resoconto della vicenda - nel 2002 aveva acquistato un terreno a Subiaco, più precisamente in località Torretta dei Galli. L' affare dell' ex radicale riguardava un appezzamento in cosiddetta «area boschiva» nel cuore dei monti Simbruini, dove insistono più vincoli, tra i quali, secondo il Piano territoriale paesistico della Regione Lazio, quello di «Paesaggio naturale». A quel tempo, secondo il Catasto, sul terreno c' era solo un piccolo casale rurale di 6,5 vani, registrato come casa popolare. Nel luglio del 2006 il casale viene ristrutturato e i vani diventano 9, per 165 metri quadrati di superficie coperta. La categoria catastale non cambia. Nel frattempo spunta un nuovo casale di cinque vani accatastato come abitazione civile. Il secondo casale, dopo una serie di lavori, passa da cinque a 7,5 vani mentre ora al posto del casaletto c' è una nuova struttura della grandezza di 179 metri quadri e un' altra struttura di altri 317 metri quadri: un totale di 16,5 vani e 661 metri quadrati. A cui qualche tempo fa si è aggiunta una piscina, costruita con la demolizione e la ricostruzione di un fabbricato per lavori del valore di 500mila euro. Dall' amministrazione comunale hanno spiegato che «l' aumento di cubatura è stato fatto grazie al piano casa della Regione Lazio». A naso, sembrerebbero esserci, però, delle discordanze tra le superfici: l' ampliamento, insomma, sarebbe extralarge. Al Comune hanno detto che «non è possibile che sia così grande» mentre hanno spiegato che la piscina è «una pertinenza» e dunque tutto in regola.

Stando a quanto sostengono gli abitanti di Subiaco e pure dai rilievi fotografici pubblicati in pagina, l' operazione dell' immobiliarista Giachetti è destinata a diventare qualcosa di diverso da una villetta familiare. Tra le ipotesi, una Rsa (ovvero una residenza sanitaria assistenziale) magari per gli anziani; oppure, più verosimilmente, un agriturismo.
Del resto, sarebbero stati costruite cinque camere con altrettanti bagni e, considerando la piscina, la struttura pare più destinata a ospitare villeggianti che anziani bisognosi.

La polemica coi grillini, si diceva. «Ma sì, poca roba, che saranno mai due casaletti a Subiaco. Se poi somigliano a una villa con piscina e due fabbricati per un' estensione di oltre 650 metri quadrati, ahò, pazienza. Però qui gatta ci cova, signori miei». È durissima la deputata Paola Teverna: «A noi risulta che con tutto questo accrocco di furbate Giachetti oggi paga solo 1/3 dell' Imu che dovrebbe pagare, ovvero circa 1.300 euro l' anno invece di 4.500.

Avete capito l' uomo che ha una storia? L' uomo delle liste all' antimafia? L' uomo in motorino (ma che sembra un' astronave)? Fa tanto la predica, si erge a cattedra morale del bene comune e poi la fa sotto il naso ai cittadini».

Giulio Zannini

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    13 Giugno 2016 - 13:01

    ...questo personaggio...mi sembra più un disperato....che ....un candidato sindaco !

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    • ramadan

      13 Giugno 2016 - 13:01

      perchè? mi spieghi o spari cazzate ?

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  • begeca

    13 Giugno 2016 - 12:12

    il PD è il partito che ha abolito l'IMU e TASI alle Ville faraoniche e castelli vedasi Villa Certosa di Berlusconi per citarne una

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  • RatioSemper

    13 Giugno 2016 - 12:12

    Il problema di non-credibilità nasce dal fatto che il candidato Giachetti ha dato di sé un'immagine (dubbia, quantomeno) di umiltà, di appartenenza al "popolo", di francescanesimo che si fa"motoretta" e "casaletti". Come il suo partito Pd, che si finge "sinistra", andando a braccetto con i fuoriusciti di FI.

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  • fausta73

    13 Giugno 2016 - 12:12

    Alla taverna ricordo che il suo Capo per non pagare l'imu sulla seconda villa ci ha messo la residenza alla moglie che abita con lui.

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