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Teste che saltano

Se domenica perde, la farà fuori: la scelta drastica di Renzi / Foto

Debora Serracchiani

La notizia è che, in mezzo alle torme di dirigenti di varia caratura che più o meno silenziosamente si augurano che i ballottaggi vadano come peggio non si può, nel Pd esiste almeno una figura apicale che sta facendo tutte le macumbe a disposizione onde propiziare il successo dei candidati del Nazareno. La figura in questione è la vicesegretaria Debora Serracchiani, e a motivarla nello scongiuro è la più irrinunciabile delle necessità: quella di preservare la propria pelle.

In caso di debacle alle amministrative e di relativa necessità per Matteo Renzi di fare rotolare una testa per placare le ire di popolo e partito, infatti, la candidata naturale al patibolo sarebbe proprio la Serracchiani. Contro la quale gioca un intreccio diabolico di circostanze.

Intanto perché rischia di presentarsi al day after delle elezioni gravata dal fardello dello 0-2 in casa. Oltre che numero due del partito, infatti, la nostra è anche presidente del Friuli-Venezia Giulia. Due delle cui principali città vanno al voto domenica coi candidati del Pd tutt’altro che sicuri di spuntarla. A Trieste il candidato del centrodestra Roberto Dipiazza ha stracciato al primo turno lo sfidante dem (nonché primo cittadino uscente) Roberto Cosolini e si appresta a fare altrettanto al ballottaggio; a Pordenone la candidata pd Daniela Giust ha chiuso la prima tornata con un distacco di quasi dieci punti dall’avversario di centrodestra Alessandro Ciriani. In entrambi i casi saranno decisivi i voti dell’elettorato dei Cinque stelle, che non a caso la Serracchiani ha da giorni iniziato a blandire sempre più apertamente.

Il punto è che l’accusa di trascurare il territorio per eccesso di concentrazioni romane, che già da qualche tempo all’avvocatessa romana trapiantata ad Udine va creando più di un problema, di fronte ad una debacle casalinga come quella che si va profilando diventerebbe impossibile da respingere. E porterebbe la Serracchiani ad esporre il fianco lì dove teme di più: sulla sua maggiore spendibilità politica rispetto agli altri possibili candidati al sacrificio.

Lo scenario in caso di ballottaggi andati male è infatti il seguente. Minoranza ed avversari interni di complemento vanno all’assalto di Renzi; non potendolo colpire con la richiesta di dimissioni dal governo (Palazzo Chigi resta obiettivo non contendibile), ripiegano sul partito; il mantra del «serve un segretario a tempo pieno» sale di volume e intensità; Renzi si vede costretto a dare qualcuno in pasto alla folla.

Il guaio è che la lista papabili è cortissima. Tre nomi appena: quelli del segretario e dei due vice. Escludendo pulsioni suicide di Renzi, restano gli altri due: Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. Il vantaggio competitivo del primo - renziano della prima ora e sempre difeso a spada tratta anche nei momenti più bui tipo il caso Lodi - appare difficilmente colmabile: dovendo sacrificare uno a scelta tra un fedelissimo antemarcia e una ex di più di una corrente il cui unico merito è quello di avere azzeccato la tempistica del salto sul carrozzone, la scelta per Renzi sarebbe poco meno che obbligata. E allora fare le macumbe diventa una questione di sopravvivenza.

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • renzoslabar

    renzoslabar

    20 Giugno 2016 - 21:09

    Matrimoni fra omosessuali, uteri in affitto ecc. ecc. alla lunga i friulani ne hanno avuto abbastanza; i giuliani ancora non lo so.

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  • rotic

    19 Giugno 2016 - 20:08

    ma vattene che hai rotto i coglioni, sembra Nerone sto' coglione, nega anche davanti all'evidenza

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  • ROGIX

    18 Giugno 2016 - 12:12

    Quello che a fatto questo governo non e quello che la maggioranza della gente voleva......quindi si va a casa punto e basta.

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  • zefleone

    18 Giugno 2016 - 08:08

    Il PD se vincerà in qualche città lo fare imbrogliando. Ormai lo ha evidenziato evidenziato in tutti i modi che l'illegalmente è legalità per loro. Un partito di qualsiasi genere che si comporta in quel modo è un partito che non ha alcuna credibilità morale e sociale, come d'altronde chi lo vota che sappiamo benissimo chi la è platea elettorale del PD, anch'essi rispecchiano l'immoralità del PD.

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