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L'amnesia della grillina

"Un avviso di garanzia per la Raggi". Parte la slavina: le carte letali

"Un avviso di garanzia per la Raggi". Parte la slavina: le carte letali

La palla di neve partita al mattino con la notizia data dal Fatto quotidiano sugli incarichi ricevuti da Virginia Raggi dalla Asl di Civitavecchia dichiarati solo qualche anno dopo rischia di diventare una slavina che minaccia la corsa della grillina al Campidoglio a pochi giorni dal ballottaggio di domenica prossima. L'avvocato Raggi ha ricevuto due incarichi per recupero crediti dall'azienda sanitaria nel 2012 e nel 2014, ma ne ha dichiarato l'esistenza solo nell'autocertificazione del 2015, il documento che tutti i consiglieri comunali sono tenuti a compilare nel quale vanno inseriti sia i compensi ricevuti che appunto gli incarichi dalla Pubblica amminsitrazione. L'accusa partita dal quotidiano di Marco Travaglio si aggrava soprattutto per il secondo lavoro, ricevuto dalla Raggi nonostante non si fosse iscritta all'albo professionale istituito nel 2012, ma concessole comunque in virtù del primo con la stessa mansione.

Attraverso il suo avvocato, Paolo Morricone, la grillina si è difesa con una nota: "Per quanto riguarda l'incarico di circa euro 8 mila euro (del 2012, ndr), l'avvocato Raggi ha emesso fattura nel 2014 per euro 1.878 a titolo di acconto, fattura pagata solo nel 2015, ragione per cui - per il noto principio della dichiarazione per cassa per i liberi professionisti - la somma entra nella dichiarazione dei redditi del 2016". Secondo la Raggi si tratta solo di attacchi politici, di "fango, perché non hanno argomenti. Noi siamo forti - ha aggiunto - e andiamo avanti".

Ma a rincarare la dose ci ha pensato l'ex assessore alla legalità del Comune di Roma, il magistrato Alfonso Sabella. In un'intervista all'Huffingtonpost.it innanzitutto smonta la difesa del legale della grillina. La tesi della fattura emessa solo nel 2015 secondo il magistrato non regge: "Devi dichiarare l'incarico, non il compenso".

Quello della grillina potrebbe anche essere stata una svista, ma a questo punto Sabella dice: "Tutto potrebbe essere. Ma colpa o dolo lo accerterà il giudice. A questo punto - ha detto l'ex assessore - l'avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o dolo siamo davanti all'ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico".

Sabella non è d'accordo però con il parlamentare Pd Ernesto Carbone che aveva sospettato l'ineleggibilità della Raggi per la vicenda: "Per me è eleggibile. Non trattandosi di reato contro la pubblica amministrazione e non essendo realisticamente ipotizzabile una pena superiore a due o tre anni di reclusione. Un'eventuale condanna - ha aggiunto - non comporta ineleggibilità o incandidabilità".

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    19 Giugno 2016 - 18:06

    La bugiarda sbugiardata. Ha sempre taciuto su tutto. Non si sa con chi governerebbe. Forse con fascisti ( ha sollecitato) e Casa Pound. Mancano solo gli ergastolani poi siamo al completo

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  • imahfu

    19 Giugno 2016 - 18:06

    'Oh come sono bella' E vengo dallo studio di Previti, l'unico assessore un omofobo rugbista BENE...

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  • albaval

    19 Giugno 2016 - 08:08

    Altrimenti chi avrebbe votato Giachetti, nessuno. La solita magistratura che si professa apolitica.

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    • imahfu

      19 Giugno 2016 - 18:06

      Dite pur male dellaMagistratura ma è l'uco potere he ''tiene'' in Italia. La politica produce Salvini e Gillo. Figurimoci...

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  • fausta73

    18 Giugno 2016 - 14:02

    Se è una grillina è dimenticanza, se è di altri partiti è delinquenza

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