Cerca

Che peste li colga

Un Feltri "mortale" sul ballottaggio: a chi augura un bruttissimo male

Vittorio Feltri

Agli italiani l' unica cosa che interessa di europeo è il campionato di calcio in corso. Solo negli ultimi giorni hanno imparato il significato di Brexit, aiutati dall' assassinio avvenuto in Inghilterra, vittima una deputata laborista ostile a chi pretende di dare l' addio all' Ue. Neanche il voto amministrativo di domani (i ballottaggi) ci appassionerebbe se non fosse in ballo la sopravvivenza politica del premier. Molti pensano che se il Pd dovesse perdere su tutti i fronti, Renzi sarebbe costretto ad andarsene o, almeno, a ridimensionare le proprie ambizioni.

Non è una normale elezione: è un derby con tanto di tifosi che si scannano. I vincitori, già lunedì, si attrezzeranno per affrontare in ottobre la finalissima ossia il referendum sulle riforme istituzionali. Bocciate le quali, il siluramento di Matteo sarebbe automatico. La democrazia, d' altronde, prevede l' alternanza che, pertanto, va accettata senza indugi. Cadesse il governo, in teoria bisognerebbe tornare alle urne, stavolta per rinnovare il Parlamento, istituzione idonea a costituire una maggioranza e un esecutivo. Impresa non facile con l' attuale legge elettorale.

Probabilmente Mattarella preferirebbe alla consultazione la nomina di un altro presidente del consiglio (magari non eletto dal popolo) il quale tenterebbe di dare il via a un gabinetto di solidarietà nazionale, ossia la famigerata ammucchiata di partiti. Non è una bella prospettiva, ma non ne scorgiamo altre all' orizzonte.

Ecco dimostrato perché la partita di domani ha una importanza che va oltre i sindaci e le giunte, ininfluenti sul piano pratico. Si vota a livello locale, ma si pensa a Palazzo Chigi. Cosicché la battaglia assume connotazioni nazionali, e questo lo ha capito chiunque, ci auguriamo.

Ciò nonostante, coloro che si recheranno ai seggi non raggiungeranno percentuali vertiginose. Per tradizione l' affluenza al secondo turno è inferiore rispetto al primo. Se la tendenza sarà confermata, ne vedremo di ogni colore: aspettative tradite, partiti disperati, gioie inattese. In sostanza, alla vigilia prevale l' incertezza. Neanche i sondaggi servono a valutare quali siano le formazioni favorite. In questo senso lo spoglio potrà essere appassionante. Sarebbe opportuno che i cittadini si mobilitassero in massa per indicare, in misura attendibile, da che parte stanno. Assumersi la responsabilità di scegliere significa avere la consapevolezza della gravità del momento. Non si tratta solo di selezionare le amministrazioni incaricate di sostituire le lampadine fulminate dell' illuminazione pubblica, ma anche di incidere sul presente e sul futuro del Paese.

Se il concetto entrerà in testa agli aventi diritto al suffragio, avremo una mappa più precisa della volontà e degli orientamenti popolari. Sarebbe già qualcosa di positivo in una nazione che da parecchio tempo disprezza la politica per colpa della politica stessa, incapace di provvedere al bene comune e tesa soltanto a salvare se stessa oltre ai privilegi che si è garantita. La cosiddetta casta si è specializzata in promesse che non è all' altezza di mantenere. Un esempio lampante?

Abbiamo udito candidati (quasi tutti) dire che si daranno da fare per combattere la disoccupazione. Ci si domanda che strumenti abbia un sindaco per creare posti di lavoro, quando è noto che solamente gli imprenditori hanno questa facoltà, il cui gradimento è legato al fatto che essi vengano sostenuti e non osteggiati dai vari poteri pubblici. Al di là di queste considerazioni, la questione non è da sottovalutare: non ci resta che tracciare una croce sulla scheda.

Se ci asteniamo siamo sciocchi o peggio. Chi non vota peste lo colga.

Vittorio Feltri

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • peppedrago

    21 Giugno 2016 - 23:11

    Guardo sempre con un certo stupore quanti, ancora, si recano alle urne. Tutta questa gente, esprimendo il voto, evidentemente, crede che ci siano differenze tra i vari Grillo, Renzi, Berlusconi ecc. Mah, lo trovo incredibile! Cosa deve accadere perchè si rendano conto che sono identici? Grandi proclami prima delle elezioni, dopo, il nulla. Che continuino pure a rubare, ma senza il mio avallo!

    Report

    Rispondi

  • Padini

    20 Giugno 2016 - 09:09

    Posso capire che il risultato di queste elezioni amministrative vengono considerate un test per la politica nazionale, ma sicuramente non è così, e qui sbagliano tutti quelli che vogliono far convergere le opinioni in tal senso. A livello nazionale è lo Stato Italia che deve funzionare e penso che il referendum sia un buon test iniziale e perciò occorre votare sì alle riforme di Renzi, per cambiar

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    19 Giugno 2016 - 18:06

    Pur avendo un significato politico sono pur sempre elezioni amministrative. Renzi resta Ma chiediamoci chi al suo posto? Nessuno. Paghiamo oggi 30 anni senza riforme che costui fa. Come per l'atmosfera paghiamo i fumi di molti anni che in prate restano e cambiano il clima.

    Report

    Rispondi

  • straniero

    19 Giugno 2016 - 14:02

    Quindi secondo Feltri che la peste colga anche il suo padrone berlusconi. Mi spiega come fa a votare a Roma?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog