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L'analisi

I tre ostacoli di Salvini: e quell'idea "renziana"

I tre ostacoli di Salvini: e quell'idea "renziana"

 Matteo Salvini sa che tra circa 48 ore potrebbero rinfacciargli di non aver conquistato neanche un nuovo sindaco in più, visto che nelle grandi città l' unico lumbard in pista per i ballottaggi è Lucia Borgonzoni a Bologna. Eppure il capo del Carroccio non intende frenare la sua corsa alla leadership del centrodestra, ruolo che gli permetterebbe di contendere Palazzo Chigi a Matteo Renzi.
L' ambizione salviniana deve scavalcare almeno tre ostacoli.


Il primo sono i consensi: la Lega non è ancora abbastanza robusta per rivendicare il timone del fronte anti-Pd. Il secondo scoglio, legato al primo, sono le resistenze degli altri potenziali alleati a partire da Forza Italia. Anche se nella stessa Lega si segnala qualche malumore per i risultati di due settimane fa: l' esperimento di liste nel Mezzogiorno non ha dato buoni risultati e alcuni colonnelli sono pronti a chiedere lumi sulla linea politica. Il terzo ostacolo è la presenza del M5S: Beppe Grillo si sta progressivamente defilando, ma la sua creatura ha ottenuto risultati scintillanti a Torino e Roma. Certo, in altri grandi centri (Milano, Napoli, Bologna) i pentastellati hanno deluso, ma svuotano granai di voti che fanno gola anche alla Lega.


Forse non a caso, Salvini cerca di rispondere a queste difficoltà con una convention in quel di Parma, il 25 giugno. Ha addirittura anticipato la data, il leader leghista, annunciando di voler mettere in piedi una «giornata di ascolto» che i giornali hanno definito una Leopolda in salsa lumbard. Parma andrà al voto tra un anno ed è il primo comune di un certo rilievo conquistato dai 5 Stelle, nonostante i gravi problemi in cui è costretto a barcamenarsi Federico Pizzarotti. È da qui che Salvini vuol ripartire. Per farlo, aveva spiegato di voler invitare all' iniziativa anche i potenziali alleati a partire da Silvio Berlusconi. Il problema cardiaco del Cavaliere ha però allontanato questa eventualità. Il leghista osserva «con rispettoso silenzio», come spiega ai fedelissimi, l' evolversi della situazione clinica dell' ex premier. Ma appena i medici lo permetteranno, andrà volentieri a fargli visita.
I due dovranno per forza parlare delle prossime strategie, anche per verificare se esistono ancora le condizioni per ragionare del futuro dopo le incomprensioni romane. Di certo, entrambi sperano di poter festeggiare la vittoria di Stefano Parisi a Milano. Pupillo del leader azzurro (che sotto la Madonnina pesa quasi il doppio della Lega), Parisi ha sempre avuto un ottimo feeling anche con Salvini. Il quale deve guardarsi dagli effetti collaterali dell' eventuale successo.


Qualche leghista, a partire da Roberto Maroni, non manca di sottolineare che il buon risultato milanese confermerebbe la bontà del «modello Lombardia», dove il centrodestra governa con gli alfaniani. Per l' assalto a Palazzo Marino, il fronte s' è addirittura ampliato con Corrado Passera. Già il fatto che Parisi stia lottando all' ultima scheda con Beppe Sala - strafavorito alla vigilia - sarebbe la prova che la moderazione è la chiave per tornare competitivi. Altro che svolta «lepenista», come Salvini e la Meloni hanno tentato in quel di Roma, finendo terzi dietro ai 5 Stelle e al Pd (ma con Fi che ha ripiegato su Marchini).
Ragionamenti che irritano Salvini, convinto di dover sfidare i grillini anche su temi a loro congeniali (lotta agli sprechi, tutela dell' ambiente) e di poter recuperare terreno a Milano e dintorni rilanciando l' attività della Regione. Salvini vuole chiedere a Maroni uno scatto in avanti, per marcare con maggior vigore la distanza della Lombardia a guida leghista dal governo targato Partito democratico. I contorni di questo «scatto in avanti» verranno definiti solo nei prossimi giorni, dopo aver capito se e quanto i ballottaggi restituiranno un Pd ammaccato.

Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • vfangelo

    07 Luglio 2016 - 17:05

    Non è colpa di Salvini se gli italiani amano essere maltrattati, il popolo italiano se non si sveglia farà un cattivo finale, non ho ancora capito perché questo centro destra è diviso, c'è puzza di bruciato, c'è qualcuno che deve fare la sua scelta, tra gli affari, azienda ed il partito. Sono per Unione che ci sia anche Salvini, la destra così com'è non va bene, si pensa più al denaro che altro.

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  • veneziano49

    20 Giugno 2016 - 01:01

    Salvini aveva visto giusto , quando disse io voterei M5S , da tempo sto dicendo che questo c-destra non va da nessuna parte , come si è visto a Milano . Certo era unito ma sembrava il pentapartito della prima repubblica . E' superato politicamente . Oggi il popolo italiano ne ha piene le balle della politica classica , certo è populismo ma è questo. Salvini ha un piede dentro con il M5S .

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  • tingen

    19 Giugno 2016 - 17:05

    Salvini è un fan di Putin, ed in Italia i filo-russi non hanno mai governato, a questo ci aggiungi Le Pen e Trump, forse prendi qualche voto, ma di sicuro non si vince. Il centrodestra può essere ricostruito solo da Stefano Parisi e con le primarie.

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  • wilegio

    wilegio

    19 Giugno 2016 - 17:05

    Avete uno strano modo di leggere i numeri! Guardate com'erano le proporzioni fra Lega e f.i. "prima" di queste elezioni, e vedrete che il rapporto era ben più di 1/2. Forza Italia ha perso dovunque e la Lega ha guadagnato dovunque, questo sia in termini assoluti che percentuali. Tutto il resto sono chiacchiere.

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