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Lo scenario

Renzi, è il giorno della sua disfatta. I tre incubi: il peggio deve venire

Matteo Renzi

Usare mezzi termini sarebbe una follia: per Matteo Renzi e per il Pd è stato un disastro. Ma soprattutto per Renzi. Demolito a Roma da Virginia Raggi, che ha asfaltato Roberto Giachetti, e demolito anche a Torino. Cade il feudo piemontese, governato ininterrottamente dal 1993: anche sotto la Mole trionfano le cinque stelle con Chiara Appendino, che vince con discreto distacco su Piero Fassino, tra i fondatori dello stesso Pd che ora si lecca le ferite. Se non ci fosse stato Beppe Sala a Milano, per Renzi si sarebbero spalancate le porte dell'inferno (porte che, comunque, sembrano già piuttosto aperte). Mister Expo, in qualche modo, salva capra e cavoli: vince al fotofinish con Stefano Parisi. Una vittoria le cui cifre, però, segnano tutt'altro che un trionfo: all'inizio di questa campagna elettorale nessuno avrebbe scommesso su un duello così serrato. Altro indice del fatto che, con discreta evidenza, l'Italia vorrebbe già far calare il sipario su Renzi e il renzismo. E se anche Sala - candidato imposto da Renzi - fosse stato sconfitto, forse, quel sipario sarebbe calato già nelle prossime ore.

Il Pd, in una nota ufficiale, ammette senza mezzi termini la sconfitta, per la prima volta: "I ballottaggi segnano per i candidati del
Pd una sconfitta netta senza attenuanti a Torino e Roma contro le candidate del M5S e una vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle Destre". Nella nota ufficiale, poi si sottolinea: "Il quadro nazionale, invece, è molto articolato. Perdiamo alcuni Comuni dove abbiamo governato a lungo e vinciamo in altri Comuni dove da vent’anni la destra era maggioranza". Comunque, al Nazareno sono costretti ad ammettere: "Ma resta l’amaro in bocca per alcune sconfitte molto dure, da Novara a Trieste. È dunque evidente il dato frastagliato del voto territoriale, dato che contiene peraltro anche alcune indicazioni nazionali su cui la Direzione nazionale del Pd rifletterà il prossimo venerdì 24 giugno, a partire dalle 15". Una prima resa dei conti, dunque, potrebbe arrivare già questo venerdì.

Il punto è che, da oggi, Renzi è un leader debolissimo: sia come premier sia come segretario. Certo, il centrodestra ha poco di cui gioire, e Matteo Salvini lo ha ammesso senza mezzi termini in diretta televisiva. Di sicuro, unito, il centrodestra si dimostra ancora competitivo, e quanto accaduto a Milano lo dimostra: una corsa che sembrava disperata è stata persa per pochissimo. Altrettanto certo, i grillini hanno di che godere: stravincono a Roma e sbancano a Torino. Brillano due stelle, e non da poco. Beppe Grillo, arrivato a Roma per l'occasione, ha mostrato tutto il suo godimento dal balcone dell'hotel in cui risiedeva.

Ma al di là di queste considerazioni, i fari restano puntati sul premier. Dopo la batosta, infatti, dovrà fare i conti con la minoranza Pd, da tempo - o da sempre, fate voi - sul piede di guerra, soprattutto per le scelte del Renzi segretario (e Massimo D'Alema, dopo questi ballottaggi, ammettiamolo, si sarà fatto delle grosse risate). Dunque per il presidente del Consiglio si aprirà anche un secondo fronte, quello governativo: Renzi non è più il leader "maximo", invincibile e indiscutibile che era uscito dalle Europee del 40%, le quali ora sembrano lontane anni luce. E in questo contesto, Angelino Alfano e Denis Verdini solo per fare due nomi, avranno qualcosa da ridire: la loro voce, statene certi, si farà sentire con maggiore intensità.

Il peggio, però, per Renzi arriverà a ottobre. Ed eccoci al terzo, devastante, fronte. Se questo voto amministrativo è stato anche, e forse soprattutto, un voto sul premier, al referendum costituzionale la sconfitta, ora come ora, pare la prospettiva più probabile: l'evidenza delle cifre è sotto agli occhi di tutti. Renzi disse che in caso di ko al referendum avrebbe mollato la politica, con immediate dimissioni. Uno scenario che ora, a caldo, pare sempre più plausibile.

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  • ohmohm

    ohmohm

    20 Giugno 2016 - 15:03

    Fanfarone, leccaculo della merkel, politologo della baionna, mister 80 euro ( a dipendenti e FORSE ai pensionati, mister 500 euro agli studenti ( non per la discoteca ma per comprare libri che poi useranno come carta igienica visti che il job act è una merdata!) , uomo di bassa cultura con la lingua che si muove si muove per sparare solo cazzate : di chi stiamo parlando.? Domanda da 50 centesimi

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  • nordest

    20 Giugno 2016 - 13:01

    Se a Milano hanno vinto i comunisti è perché 25 per cento sono mussulmani :e voi milanesi pagherete il conto.

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  • nordest

    20 Giugno 2016 - 13:01

    Stiamo tutti aspettando con ansia ottobre ;e far capire al pagliaccio di turno: rosso che non è così che ci si comporta gli italiani non sono stupidi come il cialtrone pensava.

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  • spezia

    20 Giugno 2016 - 11:11

    Carlo Della Rossa Comincia a sentirsi bruciare il culo,ormai è alla frutta,la frittata l'ha gia' fatta.Ad OTTOBRE UN BEL "NO" e ce ne libereremo.Forza ITALIANI UNITI SI VINCE IL MALAFFARE.

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