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L'analisi sul futuro del centrodestra

L'addio di Berlusconi alla politica: il giorno in cui lascerà il partito

L'addio di Berlusconi alla politica: il giorno in cui lascerà il partito

Il giorno dopo la sconfitta di Parisi si fa il punto della situazione. Fioccano critiche feroci sul manager prestato alla politica, lo si accusa di aver sbagliato la campagna elettorale, di aver cambiato strada nell’ultima settimana rispetto ai temi affrontati fino al 5 giugno, gli si rimprovera anche l’eccessivo spazio dato all’ex sindaco Albertni tanto da fargli chiudere la campagna elettorale preferendolo a Salvini e alla Gelmini. Molti dirigenti di Forza Italia, secondo un retroscena pubblicato da Il Messaggero, hanno già sbarrato la strada alla sua leadership del centrodestra. Lui che sembrava l’astro nascente del centrodestra, in realtà, sarebbe già stato messo in soffitta sia da Forza Italia che dalla Lega. Non da Berlusconi, però.

Il ruolo del Cav - Archiviate le amministrative, adesso si pensa alle politiche. Il prossimo appuntamento, importantissimo, è fissato per il 25 giugno. C’è la Leopolda Verde a Parma. Qui si riuniranno i pezzi da novanta del Nord, da Toti a Romani e sarà sostanzialmente una giornata di studi. Non interverranno esperti ma professioni e rappresentanti del mondo e lavoro. L’obiettivo non è tanto quello di rimettere assieme i pezzi, ma di costruire un nuovo soggetto “magari con un nome nuovo da dare alla coalizione che si presenterà alle elezioni”. La grande domanda è: chi guiderà questo nuovo soggetto? Silvio  Berlusconi da tempo, anche al di là delle sue condizioni di salute che sono peggiorate dopo l’ultima campagna elettorale, ha accettato ormai l’ìdea di un “passo di lato”. Si pensa a delle primarie da collegare alla competizione sui capilista.  Berlusconi in questo scenario potrebbe avere il ruolo di padre nobile o anche di imperatore ma non di primo ministro. L’idea è quindi quella di lavorare a un progetto vincente sul modello di Lombardia e Veneto dove Forza Italia e Lega governano insieme.  Che il nuovo soggetto politico debba camminare sulle sue gambe, lo si è capito anche dalle dichiarazioni che Fedele Confalonieri ha ripetuto rispetto al futuro di Berlusconi. Nulla sarà più come prima, ha ripetuto, il Cavaliere non potrà più giocare quel ruolo di primo piano che ha avuto finora.  Il passo indietro di cui parla l'amico Confalonieri è certamente anche un passo indietro. 

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Commenti all'articolo

  • oenne

    21 Giugno 2016 - 16:04

    fausta73_ hai ragione .. COSI POTREMO METTERE POI IN RISALTO IL COMICO PEPPE.............. IL TUO PREFERITO _ anda a .........

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  • oenne

    21 Giugno 2016 - 16:04

    albaval _ tu sei un nulla di nulla _ sparisci tu assieme a bolina"larga" pour toujour

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  • Bolinastretta

    21 Giugno 2016 - 14:02

    cosa cambia???? da padre padrone a dittatorino in erba senza un voto??? il nulla !!! dal Nazzareno in poi stessa pasta, stesse idee, stesse facce della stessa medaglia!!! dall' ex socialismo al ex dc - stessa poltiglia di melma rimescolata e sempre più puzzolente!!

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  • fausta73

    21 Giugno 2016 - 10:10

    I partiti padronali non dovrebbero esistere, meglio solo liste civiche indipendenti, senza nessun padrone e se gli eletti fanno danni devono pagare di tasca propria

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