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Elettori vaganti

Il sondaggista e i voti presi da Grillo: a chi li ha rubati e come ha fatto

Il sondaggista  e i voti presi di Grillo: a chi li ha rubati e come ha fatto

A bocce ferme, a  urne chiuse, i sondaggisti provano ad analizzare il flusso dei voti. Cosa è cambiato tra il primo turno e il secondo turno? Molti elettori hanno disertato le urne, è vero. Ma chi è andato al voto senza avere il proprio candidato di riferimento, come si è comprtato? In base a quali logiche ha scelto?  Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing spiega in un’intervista a Il Giorno che c’è stato un asse tra pentastellati e centrodestra. Un passaggio di voti che sulla carta sembra impossibile ma che in realtà c’è stato eccome.  “Se in Parlamento un' alleanza del genere sarebbe una missione impossibile, a livello di elettorato c' è un collante anti-Renzi che unisce 5 Stelle e centrodestra”.  Due esempi: Roma e Torino. “Al ballottaggio c' è stato un travaso di voti eclatante. Nella Capitale gli elettori leghisti e azzurri si sono spostati in massa verso Virginia Raggi e lo stesso si può dire a Torino con Chiara Appendino”.  Noto lancia l’allarme sul referendum di ottobre: “Renzi potrebbe avere qualche problema. Diciamo che un conto è avere un' opposizione, un altro averne una divisa in due parti. Unendo centrodestra e Movimento 5 Stelle il fronte anti-premier potrebbe arrivare al 50, 60 o anche al 66 per cento”. 

La differenza tra Pd e Cinque Stelle - Secondo il sondaggista il vantaggio dei cinque stelle rispetto agli avversari è quelli di riuscire ad attirare i voti degli altri partiti. Perciò è verosimile pensare che, se accade come a Roma o Torino, l' opposizione al Pd possa arrivare al 60%”. Secondo Noto il motivo di questa capacita dei grillini è “nel marchio, infatti, spiega, anche senza il suo leader, riesce ad attrarre voti”.  Il problema del Pd invece è quello di essere troppo legato al suo leader e al suo andamento “ E la fiducia in Renzi è calata dal 48 al 33 per cento»”, dice Noto che chi vota M5S non lo sceglie per chissà quale progetto politico, ma per ciò che rappresentata cioè la possibilità di cambiare il sistema. L’elettore grillino non ha un identikit preciso, prima attirava  soprattutto i giovani, adesso è diventato un partito popolare.

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Commenti all'articolo

  • goodvin60

    23 Giugno 2016 - 07:07

    Modestamente accampo la primogenitura. Scrissi le stesse cose che dice Noto già 15 giorni fa. Prima del voto. Ribadisco ancora una volta che se si vuole battere la Casta catto-comunista Grillo deve accettare di far quadrato con Berlusconi, Salvini e Meloni. Lo dico e lo scrivo da anni. Senza questa alleanza Renzi ( o altri del Centrosinistra) vincerà alle politiche del 2018. Saluti a tutti.

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  • wilegio

    wilegio

    21 Giugno 2016 - 16:04

    Giusta analisi, ma se i grillini continuano a ricambiare a pesci in faccia come hanno fatto a Varese e a Bologna, la prossima volta se lo scordano che diamo a loro la nostra preferenza. A questo punto, se l'alternativa sarà ancora fra loro e il pd, per la prima volta in vita mia diserterò le urne.

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    • feltroni ve le suona ancora

      21 Giugno 2016 - 16:04

      Ok passerai l'ennesimo pomeriggio allo zoo...

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