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Il direttore e la palla di vetro

Feltri e i grillini a Palazzo Chigi: la profezia su Raggi e Appendino

Chiara Appendino, Vittorio Feltri, Virginia Raggi

Vincere le elezioni è difficile, ma governare lo è ancora di più. Conviene lo sappiano le due brillanti grilline che hanno conquistato la poltrona di sindaco: la Raggi a Roma e la Appendino a Torino. Le quali ora dovranno sostenere la prova del fuoco: saranno capaci o no di amministrare città tanto importanti? Auguriamo loro di essere all’altezza del compito ingrato che le attende. Chi le ha votate l’ha fatto, in molti casi, per disperazione, non fidandosi più dei cosiddetti partiti tradizionali.

La capitale è in pessime condizioni, afflitta da vari problemi: dallo smaltimento dei rifiuti alle famigerate buche stradali, al debito accumulato (15 miliardi di euro) da coloro che si sono succeduti in Campidoglio nell’ultimo trentennio, cioè esponenti della sinistra (oggi Pd, ieri Pci), se si esclude il mandato ricevuto da Alemanno (centrodestra) cui è subito subentrato Marino, sommerso da critiche non tutte giuste. La Raggi si troverà alle prese con i rimasugli di Mafia capitale, incrostazioni parassitarie, ladri e profittatori, criminali di varie specie.

Roma è disordinata e rimetterla in piedi non sarà un gioco da ragazzi. La signora sindaco avrà un mucchio di grattacapi; inoltre la dotazione di soldi da spendere per migliorare la situazione è esigua, insufficiente per affrontare le emergenze della metropoli, la più bella del mondo, d’accordo, ma anche la peggio tenuta: sembra una cloaca a cielo aperto. Come si comporterà la signora? Ecco il punto. Non vogliamo dubitare della sua abilità, ma si dà il caso che non sia esperta e che sarà obbligata a superare ostacoli più grandi di lei. Se nonostante ciò si dimostrerà in grado di amministrare il municipio decentemente, i romani le saranno riconoscenti e le garantiranno le rielezione fra cinque anni; senza considerare che il suo eventuale successo fornirà al Movimento Cinque Stelle il carburante indispensabile per essere poi il primo partito italiano.

Insomma, il futuro dei pentastellati è legato alle prestazioni politiche e amministrative che la Raggi potrà assicurare a Roma. Sarà un’impresa accontentare i cittadini. Se però la signora non deluderà, i grillini marceranno trionfalmente verso l’occupazione di Palazzo Chigi, allorché si tratterà di votare per il rinnovo del Parlamento nel 2018, salvo imprevisti che comportino l’anticipo della consultazione. Se, viceversa, il sindaco fallisse come coloro che l’hanno preceduta, il Movimento fondato da Beppe Grillo rischierebbe un forte ridimensionamento, tale da emarginarlo irrimediabilmente.

È il momento della verità: i grillini sono diversi e migliori dei loro avversari oppure la cattiva politica minaccia di contagiare anche loro? La risposta giungerà al massimo fra un paio d’anni. Lo stesso discorso, ovviamente, vale per la Appendino, donna quadrata, seria, apparentemente affidabile, chiamata a subentrare a Fassino che ha gestito egregiamente Torino e lascia, quindi, una eredità che sarebbe un peccato sciupare. Anche qui si pone il medesimo quesito: come agirà la neoeletta?

Sul suo conto si racconta un episodio divertente. Un giorno in consiglio comunale, la signora prende la parola e argomenta su una questione. Fassino la ascolta e commenta: se lei è tanto brava, venga qui e si sieda al mio posto. Non l’avesse mai detto: glielo ha preso davvero, quel posto. Ma ora per tenerselo serve un impegno notevole. Altrimenti chi l’ha votata si pentirà, e non avrà più una grande considerazione per M5S. Improbabile che gli rinnovi il consenso.

Per i grillini il bello o il brutto viene adesso. Gli italiani li guardano e aspettano qualche segnale per decidere se questi «marziani» meritano o no la loro fiducia. Essi sono l’ultima spiaggia per parecchi elettori schifati dalla politica, tentati dall’astensionismo o dal desiderio di sparigliare, curiosi di verificare se esista ancora l’opportunità di consegnarsi a rappresentanti che promettono mari e monti. La nostra personale opinione è che non si debba mai escludere l’esistenza del bene.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • beppazzo

    19 Luglio 2016 - 16:04

    piu' che due grilline due galline

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  • Cosim0

    23 Giugno 2016 - 16:04

    Sono certo che alle due signore sindaco metteranno contro di tutto e di più. E sarà pure un bene per gran parte degli italiani, che una volta per sempre seppelliranno, anzi inceneriranno tutta la vecchia politica, anche quella che per farsi il look alla moda ed al femminile usa il femminile giovane nei boschi e fuori dei boschi

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  • leolucalabozzet

    22 Giugno 2016 - 15:03

    Intanto la "rivoluzione" è iniziata e proseguirà con il referendum. L'ha ammesso anche Renzi che dice la gente vuole il cambiamento , ma si è dimenticato (?)di affermare "incominciando da me". Popolo sovrano "ad maiòra"

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    • cane sciolto

      23 Giugno 2016 - 15:03

      Condivido e aggiungerei che speriamo che ci sia sto cambiamento a incominciare a rottamare Renzi che sta facendo più danni che danni.

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  • arwen

    22 Giugno 2016 - 14:02

    Gli italiani cercano una scappatoia "democratica" al degrado del paese, ormai da 20 anni. Hanno sperimentato Berlusconi, che ha miseramente fallito. Hanno dato fiducia a Matteo, che si è rivelato il peggiore dei Gattopardi democrstiani. Ora, rimane l'ultima spiaggi, il M5s. Un ritorno al apssato (cdx vs csx) è impensabile, e un eventuale fallimento, reale o forzato, dei 5s sarebbe una calamità...

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