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Arrestato il sindaco-sceriffo del Veneto, rieletto a Abano Terme solo 4 giorni fa

Luca Claudio

Domenica è stato rieletto sindaco di Abano Terme. Giovedì è stato arrestato. La quarta volta da primo cittadino di Luca Claudio è durata molto poco, nemmeno quattro giorni, e sembra già finita. Le accuse contro di lui sono gravi: corruzione, abuso d’ufficio, induzione indebita e tentata concussione. Secondo le indagini, partite l’anno scorso, dal 2008 ad oggi, Claudio e i suoi complici avrebbero organizzato un sistema di tangenti (pari a 20 milioni di euro) per l’aggiudicazione di lavori per verde pubblico, illuminazione, riqualificazione e concessioni edilizie residenziali, chiedendo tangenti pari al 15 per cento di ogni appalto. Le tangenti venivano pagate in contanti o attraverso false fatturazioni alla società Sls.srl a lui riconducibile.

L’inchiesta - La “Tangentopoli delle terme” ha portato all’arresto di altre tre persone, mentre altri 18 sono indagati a piede libero. In corso 22 perquisizioni. Il giro di tangenti, secondo gli investigatori, iniziato a Montegrotto Terme e poi esportato nel Comune di Abano, era proseguito grazie alla complicità dell’ex sindaco sampietrino Massimo Bordin, dimessosi nel 2015 all’inizio delle indagini. Le Fiamme gialle dovranno ora stabilire quali imprenditori sono stati costretti a pagare per poter lavorare e quali invece hanno liberamente e consapevolmente aderito al sistema per aggiudicarsi i contratti più vantaggiosi.

Chi è Luca Claudio - Per un breve periodo esponente della Destra di Francesco Storace, Claudio aveva governato Montegrotto per due mandati consecutivi dal 2001 al 2011, poi si era candidato, vincendo, nel comune limitrofo di Abano Terme, dove domenica era stato riconfermato per il secondo mandato con il 52,33 per cento delle preferenze alla guida di una coalizione di liste civiche dell’area di centrodestra. Conosciuto come il Sindaco-sceriffo, in entrambi i comuni da lui governati, aveva organizzato ronde cittadine e chiamato i suoi cittadini alle armi, bastoni nello specifico, contro i delinquenti. Famosissimo in loco per le sue iniziative sempre al limite, in più di qualche occasione era riuscito a salire anche alla ribalta delle cronache nazionali.

Le iniziative - Come quando aveva piazzato nel suo ufficio al Comune di Montegrotto un busto di Mussolini, che poi fu fatto rimuovere per via delle polemiche. O come quando si è dato alla cartellonistica, installando nel 2007 tabelloni luminosi con la scritta “Cittadini emigrate! La legge mi lega le mani e non mi permette di difendervi!”. L’iniziativa lo proiettò di nuovo al centro della bufera, ma anche della notorietà, tant’è che poco dopo replicò con un altro cartellone al neo, in cui denunciava la scarcerazione di un cittadino marocchino accusato di aver stuprato una adolescente nel padovano: “Cari cittadini, i clandestini in Italia possono stuprare i vostri figli! La giustizia non c'è più!!!”. (Punti esclamativi originali). Dopo i cartelloni, la sua inventiva urbanistica si diresse sulle strisce pedonali, in prossimità delle quali fece installare delle statue di bronzo dalle sembianze di bambini. Una forma di sensibilizzazione contro l’alta velocità, si giustificò lui. Quando diverse statue vengono trafugate, il sindaco risponde piazzando una “taglia” sul colpevole. Quando scoppiò lo scandalo dei rifiuti a Napoli, la giunta denunciò il comune partnopeo e la Regione Campania per danno d'immagine al turismo termale chiedendo per di più un risarcimento di 1 milione di euro, ovviamente senza successo.

I “nemici” - Ultimamente, Claudio era tornato ad attaccare uno dei suoi bersagli preferiti: i preti. Il vescovo di Padova e il parroco di Montegrotto, infatti, erano colpevoli, secondo il sindaco, di essere troppo morbidi con gli immigrati. “Non è corretto generalizzare sui termini accoglienza e integrazione perché la nostra battaglia non è contro gli immigrati, ma contro gli irregolari, i clandestini e i delinquenti- fu uno dei commenti di Claudio - Ricordo che le Sacre scritture dicono 'Bussa e ti sarà aperto, chiedi e ti sarà dato', non dicono 'Sfonda le porte, appropriati di ciò che trovi nelle case altrui e magari poi violenta le donne che trovi in casa'”. E difatti, appena rieletto quattro giorni fa, aveva esclamato: “Non sarò il sindaco di tutti. Certo non di chi ha attaccato così duramente la mia persona. Nei prossimi giorni chiederò udienza al vescovo, ma non mi fermerò lì. Ho deciso di dichiarare guerra al cattocomunismo e a questa cultura ipocrita e becera”.

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Commenti all'articolo

  • aaronrod

    24 Giugno 2016 - 09:09

    Sicuramente ha dato fastidio a sti schifosi rossi.

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    • bruno osti

      25 Giugno 2016 - 22:10

      No, ha rubato; anche agli schifosi fascisti

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  • blues188

    24 Giugno 2016 - 08:08

    Tonto lo meo, ti sei iscritto da solo al club delle zecche rosse o ti ci hanno messo per 'meriti' sul campo dei lecchini servitori rossi?

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  • tontolomeo baschetti

    23 Giugno 2016 - 17:05

    Non so se sia varo quello di cui l'accusano (cioè di fare quello che il 90% dei sindaci italiani di destra fanno da sempre), ma di certo, un personaggio del genere non attira su di se le simpatie della magistratura rossa, per fortuna.

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  • wilegio

    wilegio

    23 Giugno 2016 - 16:04

    Non so se sia varo quello di cui l'accusano (cioè di fare quello che il 90% dei sindaci italiani fanno da sempre), ma di certo un personaggio del genere non attira su di sè le simpatie della magiatratura rossa.

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