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Scacchiere siciliano

Bersani va a lezione da Crocetta
dove Grillo governa col Pd

Ora il segretario ha bisogno di un maestro. Lo aveva ostacolato per la candidatura in Sicilia, ma ora l'ex sindaco di Gela torna utile per capire come si tratta con i grillini

Bersani va a lezione da Crocetta
dove Grillo governa col Pd

In Sicilia c'è un laboratorio. Politico. E' aperto da novembre. Non chiuderà prima di cinque anni. Rosario Crocetta, governatore siciliano, ha dovuto fare di necessità virtù. Con lui i numeri sono stati impietosi. Con un astensionismo che ha superato il 50 per cento, l'ex sindaco di Gela si è ritrovato a dover governare con una maggioranza risicatissima e con poco vento in poppa. Lì, a palazzo d'Orleans, a Palermo, il centrosinistra ha una stampella debole che si chiama Udc. Ma ne ha un'altra più robusta che si chiama Movimento Cinque Stelle. I grillini siciliani formalmente non fanno parte della maggioranza, ma nella sostanza sì. Votano provvedimento su provvedimento, e Crocetta ha anche dovuto cambiare, in parte, la sua agenda politica. Lui, uomo pragmatico, da subito si è seduto al tavolo dei grillini e gli ha pure offerto la poltrona della vicepresidenza dell'Assemblea, assunta da Antonio Venturino, attivista a Cinque Stelle

Rapporto solido - In queste ore post-voto, in cui Bersani va alla cieca nella ricerca di una improbabile maggioranza, le parole di Crocetta sui grillini tornano nuove. Quasi come una ricetta per il segretario. "Abbiamo avuto un rapporto splendido fin dall’inizio. Mi pareva assurdo che il M5S, il partito più votato in Sicilia, fosse escluso dai rapporti e dalle cariche istituzionali. Ci fu un tentativo della vecchia politica, in questo senso, per escluderli dalle mie commissioni, ma io mi opposi con tutte le mie forze", ha affermato Crocetta. 

Bersani a lezione dallo scomodo Crocetta - Il governatore ha adattato i suoi piani di governo a quelli dei grillini con una serie di provvedimenti che sono nelle corde di Beppe Grillo: "Abbiamo cominciato col taglio ai privilegi, in un bilancio pieno di spese inutili. C’è stata intesa anche su provvedimeti di natura ambientale e di moralizzazione. Quasi tutti, direi, in definitiva", ha aggiunto Crocetta. E su Grillo non ha dubbi: "Un dialogo con Beppe è veramente possibile". Bersani si sentiva già leader prima della non-vittoria. E' un segretario miope che non ha capito in anticipo dove tirava il vento del voto. Farebbe bene a prendere lezioni da quel Crocetta che tanto ha cercato di ostacolare nella scalata alla regione siciliana.

Fo e Grillo guardano la Sicilia - Ma i risultati di questo accordo politico non sono così positivi. I conti della Sicilia sono ancora in rosso e la casta reginale guadagna ancora troppo. Comunque anche Dario Fo chiede a Bersani di guardare a sud e alla Sicilia: "Per governare insieme prima si devono affrontare alcuni punti, uno fra questi il conflitto d’interessi, e allora succederebbe quello che accade già in Sicilia, dove il Pd e il M5s su alcuni temi stanno lavorando insieme con grande vantaggio". Anche Grillo la pensa così e afferma: "Il modello Sicilia è meraviglioso". Lo sarà anche quello italiano? 

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Commenti all'articolo

  • donyk

    04 Marzo 2013 - 13:01

    Il giornalista zelante RIVELA che i conti in Sicilia sono ancora in rosso. Uaho ! Sono sicuro che nelle regioni governate dalla destra dira' pero' che e' missione impossibile di far quadrare i conti in alcuni mesi dopo DECENNI di malgoverno. Ma la coerenza e' proprio svanita in questo paese?

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  • osicran2

    04 Marzo 2013 - 13:01

    Il PD ha vinto, anche se di poco, alla Camera ed ha acquisito una maggioranza storica grazie al "premio".Ora è compito e dovere di Bersani mettere su un governo monocolore che porti avanti un programma, non di parte, ma condiviso. Se vuole, può governare tranquillamente, sempre che faccia le scelte giuste, perchè in caso contrario i cosìdetti "grillini" bocceranno i provvedimenti dannosi o non utili per il rilancio economico e sociale del Paese. Del resto questi ultimi l'hanno ripetuto a chiare lettere: "Noi ci limiteremo a votare si o no!" E senza accordi sotto banco!

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