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Attacco totale

Massacrato da Veltroni. Per Walter un ritorno al veleno: quelle sue rivelazioni su Renzi

Walter Veltroni

Walter Veltroni, ex sindaco di Roma e primo segretario del Partito Democratico, torna ad affacciarsi sulla scena politica in una lunga intervista rilasciata a Repubblica. Brexit, populismi, riforme costituzionali, legge elettorale sono solo alcuni dei temi toccati dal politico. Veltroni, come molti altri primi sostenitori di Matteo Renzi, oggi ne prende le distanze e ne critica le scelte fatte, sotto l’impressione che il renzismo stia portando il centrosinistra in un vicolo cieco e che occorra invertire la rotta.

Innanzi tutto, il grave errore sul referendum costituzionale. “Il presidente del consiglio deve evitare che un referendum sul rafforzamento della democrazia diventi un’elezione politica camuffata. Anche perché altrimenti quelli che sono contro il governo finiscono con l’essere, numericamente, più di quelli a favore”. L’ex segretario Dem è convinto sia stato un errore fare del referendum costituzionale di ottobre un plebiscito su se stesso e sul governo, con tanto di aut aut, come invece mostrano le inequivocabili parole di Renzi: “Se le riforme non passano vuol dire che ho fallito, che questo Paese non può cambiare, quindi finirà la mia esperienza politica nelle istituzioni”.

Altra bacchettata all'attuale segretario del Pd arriva sull’Italicum. “Bisogna tener conto che oggi il Paese non è più bipolare ma tripolare – ha spiegato l’ex sindaco di Roma -. Le soluzioni possono essere diverse. Purché non venga meno il punto dal quale si è partiti: dalle elezioni deve uscire un governo, lo devono scegliere i cittadini e deve durare per cinque anni. Lo scettro deve tornare agli elettori, e non alle alchimie dei partiti. È la democrazia che deve rigenerarsi. Il ricorso alla democrazia diretta come fuga dalla responsabilità della politica è sbagliato”. Veltroni non sembra avere dubbi: la legge elettorale va cambiata.

Inevitabilmente, l’ex segretario del Pd commenta anche gli ultimi risultati delle elezioni e di come il Movimento 5 Stelle abbia eroso parte degli elettori di sinistra. Per Veltroni l’unica soluzione per riportarli a votare Pd è che il Nazareno “sappia cambiare” e ritrovi la sua vocazione sociale: “Se non ci fosse il Pd i rischi per il Paese sarebbero maggiori. Non sciupate il Pd, non dividetelo. Lo dico a tutti: a chi ha le massime responsabilità e a chi si oppone. Bisogna avere maggiore capacità di inclusione e farsi carico del disagio sociale”. Una sinistra più moderna che si opponga alla continuazione di una società ingiusta, diseguale, precaria è l’antidoto alla crescita dei nazionalismi e populismi in Europa e negli Stati Uniti.

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Commenti all'articolo

  • Bolinastretta

    27 Giugno 2016 - 16:04

    ma questo pisquano prestato al cinema ... non ha detto vado in Africa a fare il volontario???? boh.... sempre qui a scassarci le palle!! e ovviamente noi a pagarlo!!!

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  • Garrotato

    27 Giugno 2016 - 16:04

    “Se non ci fosse il Pd i rischi per il Paese sarebbero maggiori..." Ma guarda. Io invece sono del parere che se non ci fosse il Pd staremmo tutti molto meglio, anche quelli che lo votano. Ma io non ho mica la cultura (cinematografica) del Uòlter. Però so fare le pernacchie, e un paio gliele dedico volentieri. Ahahah.

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  • giacomolovecch1

    27 Giugno 2016 - 13:01

    Renzi si massacra da solo......è solo un dilettante della politica vera !

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  • orebil59

    27 Giugno 2016 - 10:10

    Veltroni, che noi ascoltiamo ancora, Insieme al suo predecessore Rutelli ha contribuito a lasciare a Roma miliardi di debiti. Il povero Alemanno per quanto ci abbia provato ë stato un dilettante al loro confronto. Debiti che pagano tutti gli italiani non solo quelli che abitano a Roma e non solo quelli che li hanno votati.

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