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Manovre sinistre

D'Alema: "Cosa succede se cade Renzi". Terremoto Pd, idea clamorosa

D'Alema: "Cosa succede se cade Renzi". Terremoto Pd, idea clamorosa

Che Massimo D'Alema faccia di tutto per far perdere Matteo Renzi, può darsi. Che sia già al lavoro per il post-caduta, è sicuro. Intervistato dalla Stampa, il mitico Baffino ribadisce un concetto già espresso le scorse settimane: dopo Renzi nessun diluvio, anzi. E se perdesse il referendum costituzionale e si dimettesse, ci sarebbero fior di alternative. 

"Si vota sulla Costituzione e si dovrebbe farlo con un confronto sereno anziché in un clima di paura, dominato dal preteso rischio di ingovernabilità e addirittura di recessione di cui Confindustria si sta facendo portavoce". Secondo D'Alema, la strategia di Renzi è perdente: "In questa fase l'opinione pubblica, se si sente ricattata da una campagna palesemente menzognera, si irrita. Se vincerà il No e Renzi insisterà nel volersi dimettere, dopo di lui non ci sarà il diluvio, semmai il buonsenso". Che forma prenderà questo "buonsenso"? Ovviamente, non quella del ritorno alle urne ma ma quella tanto cara a D'Alema stesso, già sperimentata un paio di volte ai tempi di Palazzo Chigi: "Se cade questa pasticciata e confusa riforma, il Parlamento non soltanto potrà non essere sciolto - e da questo punto di vista confido nella saggezza del Capo dello Stato - ma io credo che ci saranno anche un governo, se necessario, e una nuova legge elettorale". Ufficialmente, l'ipotesi di un reincarico a Renzi non viene esclusa da D'Alema ("Le dimissioni sono qualcosa che lui ha gettato nella mischia per ragioni politiche, legittime, ma tutte sue. Per la verità nessuno chiede le dimissioni di Renzi, se non Renzi") ma la verità è che se davvero si arrivasse all'addio del premier si aprirebbe un'autostrada per la minoranza dem e tutti quelli che non vogliono né Renzi né rischiare di tornare a casa.

La riforma di Baffino - D'Alema fissa anche le coordinate dell'eventuale riforma costituzionale: "Primo: è ridotto il numero complessivo dei parlamentari. Duecento deputati e cento senatori in meno. Il rapporto fiduciario del governo è solo con la Camera dei deputati. Nel caso in cui il Senato o la Camera apportino delle modifiche ad un testo di legge, tali modifiche vengono esaminate entro un tempo limitato da una apposita commissione, costituita dai parlamentari dei due rami. Se l'intesa non c'è, passa il testo prevalente, che viene sottoposto al voto delle due Camere, con sbarramento ad ulteriori emendamenti. Fine della navetta, del bicameralismo perfetto e delle perdite di tempo". Ci sarebbe anche una nuova legge elettorale, "che non preveda più la nomina dei parlamentari da parte dei capipartito e non abbia una impostazione rischiosamente iper-maggioritaria".

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    07 Luglio 2016 - 17:05

    Renzi ...basta....con le buffonate....vai casa per il bene dell'Italia !

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  • crismitic

    06 Luglio 2016 - 12:12

    Semplificazione secondo D'Alema : Camera + Senato + Commissione. La Camera approva una legge. Il Senato non gradisce e la modifica. Si va in Commissione dove non si mettono d'accordo. Si torna alla Camera per il voto e poi al Senato per il voto senza emendamenti. Siamo al delirio.

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  • irucangy

    06 Luglio 2016 - 12:12

    Che si possa dare un reincarico a Renzi o fare un altro governo di non votati e' pura fantascienza. Se questi non vogliono vedere le barricate per le strada portino il paese alle urne...

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  • gescon

    06 Luglio 2016 - 11:11

    Non succederà assolutamente nulla. Anzi le cose potranno andare solo meglio

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