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Lo scacchiere azzurro

Marina "in campo", scelta definitiva: chi piazza alla guida di Forza Italia

Marina Berlusconi

Mentre Silvio Berlusconi era in ospedale, Forza Italia ha subito mutazioni radicali. E ora che il Cav è stato dimesso, a queste mutazioni bisogna dare continuità. Con papà costretto a restare un poco defilato, è stata la figlia Marina insieme alla vecchia guardia ad avere in mano lo scettro del comando. Un comando che vuole designare alle posizioni apicali del partito - da cui è stato allontanato il cerchio magico - delle donne. Un'idea di Marina e condivisa da Gianni Letta e Fedele Confalonieri, gli altri due grandi manovratori.

In attesa di direzioni, riunioni e note ufficiali, si raccolgono le indiscrezioni. E secondo queste ultime, rilanciate da Il Tempo, Marina avrebbe indicato due donne su tutte, che sono rimaste fuori dalle polemiche più dure e che hanno dimostrato alle ultime amministrative di avere un ottimo consenso elettorale. La prima è Maria Stella Gelmini, punto di riferimento e leader di Forza Italia a Milano (dove alle Comunali ha fatto il pieno di voti). L'altra è Mara Carfagna, faro al Sud, dove ha ottenuto un analogo successo a Napoli.

Un "asse delle donne" per far ripartire il partito, unendo Nord e Sud lungo il sottile filo che unisce Maria Stella a Mara. Sullo sfondo, manovre di avvicinamento al premier: non è un caso che le due non si siano mai distinte per attacchi frontali o violenti a Matteo Renzi. Il problema di Marina, Confalonieri e Letta, semmai, è convincere il resto del partito che il riavvicinamento a Palazzo Chigi sia la migliore delle strade da seguire. Il fronte che si oppone a una sorta di rinvigorimento del patto del Nazareno è capeggiato da Renato Brunetta, al quale si accodano anche il sempre più influente Giovanni Toti e Daniela Santanchè, un poco più defilata.

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