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Le dure giornate di Silvio

Obiettivo: muoversi per più di 1 ora. La sfida di Berlusconi (e quel suo grosso guaio col sonno)

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi torna a casa. E ora, che cosa farà dalla mattina alla sera? Come è noto, la politica rimarrà ai margini: in cima all'agenda c'è il programma di riabilitazione scandito da lunghe camminate nel parco della villa di Arcore e anche sul tapis roulant. Il diktat del medico di fiducia, Alberto Zangrillo, è stato chiarissimo: servono esercizi fisici quotidiani nella palestra di casa e i parametri cardiaci devono essere monitorati costantemente. L'obiettivo è quello di portare Berlusconi a muoversi per più di un'ora senza problemi. A tal proposito, risultano indispensabili le ore di sonno o quantomeno quelle di riposo: il Cavaliere infatti ha grosse difficoltà a dormire da parecchie notti, ma non può permettersi di convivere con queste difficoltà. Il relax, soprattutto nei primissimi giorni, deve essere pressoché totale: per lunghe finestre di tempo, il leader di Forza Italia non potrà ricevere telefonate né visite, se non quelle dei familiari più stretti. Un duro colpo per i colonnelli azzurri, per i quali, fino a ieri, le porte della casa di Arcore erano sempre spalancate.

Ma non è soltanto una condizione imposta al Cavaliere, quella per la quale deve declinare le visite. Si tratta anche di una volontà personale: Silvio, infatti, non vuole incontrare (quasi) nessuno, e in tal senso è emblematico il fatto che Francesca Pascale si sia trasferita nella sua villa personale. L'agenda di Berlusconi viene gestita dal fidatissimo Valentino Valentini, già consigliere per le relazioni estere, e negli ultimi giorni tornato presenza molto più che fissa nella vita del Cavaliere. Oltre a Valentini, ad Arcore, ci sono anche gli infermieri che hanno seguito il Cavaliere al San Raffaele, con Zangrillo che ogni mattina e ogni sera arriva alla villa per controllare le analisi e monitorare il cuore.

Infine, una postilla sul futuro impegno politico di Berlusconi. Già nelle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti all'uscita dall'ospedale aveva lasciato intendere di non avere Forza Italia in cima ai suoi pensieri: "Ci sono, se servo", ha detto in soldoni. Il fatto che rifiuti le visite dei colonnelli, inoltre, delinea in modo ancor più preciso quale sia l'attitudine di Silvio. Il rientro in politica, se ci sarà, dovrà essere molto graduale. Gli unici "ammessi" - più per affetto che per politica - sono Niccolò Ghedini, Fedele Confalonieri e Gianni Letta, tornati inseparabili nel momento più difficile e nel momento in cui, forse (e per la prima volta), Forza Italia dovrà prestarsi a una importante e profonda transizione (così come da volontà del leader e fondatore).

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Commenti all'articolo

  • papesatan

    07 Luglio 2016 - 17:05

    mi sia consentito: senza la scorta un uomo con quella faccia sarebbe fermato per accertamenti ad ogni pie sospinto!

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