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Altissima tensione

Al Colle Mattarella incenerisce Renzi. Retroscena: la frase che lo inchioda

Matteo Renzi e Sergio Mattarella

«Caro presidente, i numeri al Senato ci sono. Ho parlato a lungo con Alfano. Non ci sarà nessuna crisi». Almeno fino al referendum costituzionale. Per il resto, ha però messo in chiaro Matteo Renzi, se, malauguratamente, dovesse venire giù tutto, «sappi che il segretario del Pd (cioè lui, n.d.r.) chiederà di andare al voto. Poi, naturalmente, la decisione è tua». Questo, in sintesi, è il discorso che Matteo Renzi ha fatto al presidente della Repubblica, che ha incontrato ieri mattina al Quirinale. La ragione ufficiale era il vertice della Nato, che si terrà oggi e domani a Varsavia. Ma è stata anche l’occasione per fare un punto della situazione in Parlamento, dopo le voci su imminenti crisi di governo. Il premier ha rassicurato Sergio Mattarella sul fatto che ci sono i numeri per proseguire. L’altra novità è che non è si detto contrario all’ipotesi di uno «spacchettamento» del referendum costituzionale, cioè la proposta avanzata dai radicali e da vari costituzionalisti di suddividere il quesito costituzionale di ottobre in modo da votarlo per parti separate. Se dovesse passare questa proposta, Renzi non farà le barricate, smentendo, così, chi sostiene che si sarebbe opposto perché in questo modo si “spersonalizzava” il referendum.

Il punto su cui è emersa una differenza di vedute, piuttosto, è lo scenario successivo una possibile crisi. Per Mattarella non è il momento di andare al voto. Non solo per ragioni interne, la crisi economica ancora non superata, ma anche, soprattutto, internazionali. Con il sistema bancario in difficoltà, i venti della Brexit, i conti dell’Italia appesi alla flessibilità concessa dalla Commissione Ue, una crisi, è il pensiero del Capo dello Stato, farebbe precipitare la credibilità del Paese. Il capo del governo, però, non vuole nemmeno metter in conto un altro governo. In ogni caso, è convinto che non si arriverà a questo.

Ieri la situazione al Senato sembrava migliorata. Certo, se la maggioranza implodesse, per Renzi la strada è una sola: il voto. Subito, a settembre. «Quelli che devono aver paura sono altri»: le liste le farà in ogni caso Renzi, visto che, se anche si dimettesse da premier, manterrebbe la carica di segretario. Concetto che ha ribadito a tutti in queste ore. E il referendum costituzionale? A quel punto, calcolano a Palazzo Chigi, si potrebbe tenere a dicembre. Anche perché, al momento, non è ancora stato indetto. Lo slittamento della grande battaglia non è, del resto, estraneo allo scenario paventato dal premier. «Se il referendum lo perdiamo, tanto vale votare subito», si riflette nella cerchia del premier. Se, infatti, dovessero vincere i “no”, la conseguenza più probabile sarebbero le elezioni anticipate. Ma affrontare le urne dopo una sconfitta sulla riforma vorrebbe dire correre in salita. Perciò conviene votare prima del referendum. Non solo. Visto la riforma non sarebbe in vigore, si utilizzerebbe l’Italicum per la Camera e il Consultellum per il Senato. In questo modo, se alla Camera vincessero i grillini, non avrebbero la maggioranza al Senato.

Quanto al Quirinale, «è ovvio che il Capo dello Stato dica: decido io», commenta una fonte renziana. «Ma per sciogliere le Camere bisogna vedere se c’è una maggioranza». Il M5S, si fa notare, ha sempre detto che non farà un governo con nessuno. Tanto meno con chi vuole cambiare l’Italicum. Renzi non darà l’appoggio a un altro governo. Quanto alla legge di stabilità, se si vota a settembre la farà il nuovo governo. Altrimenti, il presidente Mattarella può incaricare il governo dimissionario di licenziarla.

di Elisa Calessi

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Commenti all'articolo

  • moisec

    08 Luglio 2016 - 22:10

    il termine incenerisce ci mancava (dopo zittisce, umilia ecc....) però come articolo è interessante: ci riferisce delle frasi dette al quirinale tra i due. pur non essendo presente. magia o fantasia?

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  • Happy1937

    08 Luglio 2016 - 18:06

    Una nullità come Franceschini potrebbe rafforzare la credibilità del Paese?

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  • capitanuncino

    08 Luglio 2016 - 16:04

    Tra un tarallo ed un sorso di vino,di quello buono,Penna Bianca non ha proprio fatto nulla.Le solite balle ed il solito fumo sparso ad arte.Se Frottolo cade,tutta la banda del cerchio magico predatorio si mette d'accordo e votano all'unanimità il 4° governo abusivo.La poltrona vale più di questo disgraziato paese.

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  • giacomolovecch1

    08 Luglio 2016 - 15:03

    ..che foto...due imbranati al comando.....povera Italia !

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