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Dietro le quinte

Rossi-sorpresa, va ad Arcore dal Cav. La soffiata: come ha reagito Marina

Mariarosaria Rossi, Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi

Niente congressi, niente tesseramento. Tutto è rinviato a dopo il referendum di ottobre. Silvio Berlusconi ha deciso di “congelare” la situazione del suo partito perchè convinto che sia più «importante il Paese» rispetto alle «piccole beghe di partito». Qualunque decisione, dice, potrebbe far partire una «gara» alla conquista del coordinamento che, fatta adesso, potrebbe distogliere dall’ «obbiettivo principale e decisivo», che è quello di «vincere il referendum, che sia spacchettato o meno».

La giornata di ieri è stata dedicata al riposo, visto che giovedì erano stati nella sua residenza-ufficio i capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, poi aveva avuto un incontro con lo staff (nuovo) e la visita inattesa dell’ex tesoriera Maria Rosaria Rossi, che avrebbe fatto storcere il naso a Marina.

Il Cavaliere ne ha comunque approfittato per rispondere ad alcune telefonate, farne altre per ringraziare coloro che lo avevano cercato per manifestargli vicinanza nei giorni del ricovero al San Raffaele. Erano le otto del mattino quando, per esempio, quando da Arcore sono partite chiamate al coordinatore regionale siciliano di Fi, Gianfranco Miccichè e all’europarlamentare campano Fulvio Martusciello. Con tutti gli interlocutori sentiti questi giorni per gli auguri, per dare un segnale di ripresa delle attività politiche, il Cavaliere si è mostrato più preoccupato che altro: «Il referendum non passerà, anche se il premier sta provando a spacchettarlo per fingere di non averlo perso. E se si va a votare vince il Movimento 5 stelle, è una follia». Poche parole sulla soluzione trovata a Palazzo Chigi, quella ipotesi di “spacchettamento” che, proposta dai Radicali, adottata dal leader Pd, potrebbe riaprire il risultato. «Sarebbe gravissimo», ha tagliato corto. L’ex premier è convinto che il Capo dello Stato Sergio Mattarella - che pure non ha fatto votare - darà una «prova di autonomia» e chiede al suo partito di impegnarsi al massimo. «Dopo il referendum eleggeremo un coordinatore, magari con una assemblea del partito, ma ho il progetto per un nuovo partito...», ha buttato lì con un interlocutore.

Da giorni circolano voci di una “corrente” in via di organizzazione, una iniziativa di Paolo Romani, Giovanni Toti e altri dirigenti del Nord che, però, starebbero giocando di sponda con alcuni coordinatori regionali del Sud Italia. Qualcuno di loro avrebbe annunciato la sua partecipazione ad un incontro pubblico cui stanno lavorando insieme - e in gran segreto - Fratelli d’Italia e Lega Nord, che si terrà il 23 luglio prossimo in una città toscana. «Noi non abbiamo autorizzato nessuno», confermano ad Arcore.
L’ex premier, anzi, ha deciso di non muoversi nemmeno sul fronte della coalizione, perchè non ha ancora digerito «lo strappo» con Giorgia Meloni e Matteo Salvini prima delle ultime Amministrative e, soprattutto, vuole prima vedere come sarà modificato l’Italicum. Contrariamente a quanto si pensi, il Cavaliere sarebbe favorevole a mantenere il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Di più, se sul referendum la posizione degli azzurri e quella di Fdi e Lega è identica, sul “dopo” restano le differenze: «Dovremo fare un breve governo di scopo per scrivere una nuova legge elettorale e approvare delle buone riforme», ripete Berlusconi ai suoi interlocutori. Nell’attesa che la situazione si chiarisca, restano congelati anche i rapporti con gli “altri” segretari del centrodestra ed ex collaboratori, cui pure vuole umanamente bene: niente telefonate nemmeno con Angelino Alfano e Denis Verdini.

di Paolo Emilio Russo

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