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I pareri degli esperti

La sentenza dei sondaggisti sul Cav. I numeri sulla scelta: quanto vale

La sentenza dei sondaggisti sul Cav. I numeri sulla scelta: quanto vale

La candidatura di Stefano Parisi come leader del centrodestra è ancora troppo fresca per essere sottoposta al test dei sondaggi. Ma sul manager già candidato sindaco a Milano sono già partiti da meno di 48 ore i giudizi degli addetti ai lavori, a cominciare dai sondaggisti che sul Tempo hanno sostanzialmente promosso la scelta benedetta anche da Silvio Berlusconi. Parisi piace agli esperti delle rilevazioni, non solo perché ha dimostrato col "modello Milano" di rimettere insieme i pezzi impazziti della coalizione, ma anche e forse soprattutto perché porta con sé un potenziale di voti moderati che proprio il centrodestra ha perso nelle ultime tornate elettorali, soprattutto a favore dell'astensionismo.

Uno degli ostacoli che secondo gli esperti potrebbe creare i maggiori problemi per Parisi è proprio l'accoglienza a dir poco scettica che diversi dirigenti del centrodestra gli hanno riservato. A sollevare qualche dubbio sulla scelta del Cav c'è anche il massmediologo Klaus Davi: "Come coordinatore avrei visto di più Toti - ha detto al Tempo - Comunque Parisi è in gradi di 'coagulare' nel partito un bel po' di voti moderati, anche il 10-15%". Più ottimista il sondaggista Nicola Piepoli: "Sembra scelto apposta e potrebbe essere il solito colpo di fortuna di Berlusconi". E ripercorrendo l'esperienza della campagna elettorale a Milano, Piepoli ha ricordato: "Ha perso per un'incollatura e lì la destra prima di lui non esistava, era spappolata. Partendo da un netto svantaggio ha fatto vedere i sorci verdi a Sala che aveva colpito l'immaginario con la gestione dell'Expo".

Frena gli entusiasmi Luigi Crespi che rimarca quanto Parisi: "ha fatto una campagna elettorale locale, non ha un tasso di notorietà e una percezione alta nel resto del Paese. Il valore sarà legato al progetto che è un progetto antico, ovvero quello di riunire il centrodestra". Ha fiducia Antonio Noto di Ipr che crede nel segnale di cambiamento voluto da Berlusconi: "Il messaggio è positivo sia in termini di profilo sia di obiettivi, propone un leader moderato, non di destra estrema, quindi ha dato chiaramente un segnale su come è posizionata la nuova Forza Italia, anche se naturalmente andrà testato sul campo". L'incognita rimangono gli alleati a Forza Italia, come sottolinea Roberto Weber di Ixé: "Salvini è accreditato di percentuali sempre superiori a FI e vuole giocarsi le sue carte per vedere quanto vale".

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    24 Luglio 2016 - 19:07

    Parisi, il gran perdente di Milano !!! la persona giusta per rilanciare Farsa Italia e l' inesistente cdx!!! Povero Silvio, mi sa che il ritocco alle valvole lo fa battere in testa!!! bananas parisei...

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  • marino43

    23 Luglio 2016 - 22:10

    Quanto vale? Quanto un detenuto qualsiasi..... E sarebbe anche troppo per il popolo italiano !

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