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La riforma della PA

Schiaffo agli statali, il piano Madia. Così saranno in prova per 3 anni

Schiaffo agli stata, il piano Madia. Così saranno in prova per 3 anni

Si stanno affacciando nuove modifiche alla riforma della Pubblica amministrazione firmata dal ministro Marianna Madia e le ultime novità potrebbero non piacere ai dipendenti pubblici. Come ricorda il Messaggero, il prossimo 29 agosto scadrà la delega sul testo, il governo ha tutte le intenzioni di non aspettare altro tempo e stando alle bozze che circolano in questi giorni, restano ancora pochi dettagli da definire perché si arrivi a un documento definitivo.

Il nodo cruciale riguarda i dirigenti pubblici, a cominciare dal modo in cui verranno nominati. Il testo prevede che ci siano due vie per diventare dirigenti: il classico concorso oppure un corso-concorso. Nel primo caso sono coinvolti i funzionari con almeno cinque anni di servizio, con un dottorato di ricerca o un master di secondo livello, oltre a quelli che hanno già ricoperto l'incarico negli ultimi cinque anni. Al secondo caso, invece, potranno rientrare quelli che non sono ancora funzionari pubblici, ma non sarà più sufficiente la laurea. La bozza prevede che il titolo di studi minimo dovrà essere almeno un dottorato di ricerca o un master di secondo livello.

La strada non sarà comunque più semplice per chi diventerà dirigente attraverso un concorso. Per loro è previsto un periodo in prova di tre anni, durante il quale saranno valutati e solo se riceveranno un determinato livello di giudizi positivi potranno rimanere in carica. Una sorte che dovrà toccare anche coloro che superano il corso-concorso. Tutti saranno sempre licenziabili e in caso rimangano senza incarico, riceveranno solo la parte tabellare della retribuzione. Ogni anno fuori dagli organigrammi costerà la decurtazione del 10% dello stipendio. E se in sei anni il dirigente non avrà ottenuto giudizi positivi che gli permettano di mantenere un incarico, potrà essere licenziato. Comunque ogni incarico da dirigente non potrà essere mantenuto per più di quattro anni, prorogabili solo una volta - sempre in caso di valutazione positiva - per altri due anni.

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Commenti all'articolo

  • arwen

    25 Luglio 2016 - 10:10

    Forse non ci siamo spiegati..Ma i "dirigenti" statali, nel 90% dei casi non sono "dipendenti" pubblici ma gente che per amicizie, per affliazione a una cordata, per appartenenza politica o semplice diritto di discendenza, ottiene un contratto dirigenziale. Questo è il bubbone purulento. Gewnte che, preso lo stipendio, scappa alla ricerca di prebende fottendosene dell'ufficio che gli viene affidato

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  • rossini1904

    25 Luglio 2016 - 08:08

    Ma questa ragazzotta è proprio tutta cretina. Ma come, trova un dirigente finalmente capace e che cosa fa? Se lo tiene per quattro anni, prorogabili per non più di altri due. E dopo, anche se si tratta di un elemento di prim'ordine, capacissimo ed efficientissimo. lo rispedisce a casa. A Napoli dicono "la fessa in mano alle creature".

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  • patriziabellini

    23 Luglio 2016 - 22:10

    A me pare che la signora Madia sia sempre in trance

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  • rocambole

    23 Luglio 2016 - 22:10

    In che considerazioni può essere tenuto un Paese che ha come premier una nullità della massima irrilevanza come questo Renzi che è segretario del PD un partito che è il legittimo erede del demenziale Partito Comunista ed ha come opposizione un movimento guidato da un buffone di corte, un comicastro da quattro soldi detto Grillo.

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