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Rivoluzione cruenta

La mossa: i sei dirigenti cacciati: Berlusconi spietato, smantella Forza Italia

Silvio Berlusconi

Non c'era molto da scavare per capire da dove venisse tutto quell'astio dei potentati di Forza Italia contro la proposta di Stefano Parisi come prossimi leader del partito e del centrodestra. In queste ore l'ex candidato a sindaco di Milano ha cominciato a incontrare i responsabili regionali azzurri nella sempre più ridimensionata sede di san Lorenzo in Lucina a Roma. Che il partito di Silvio Berlusconi non goda di ottima salute lo dicono i numeri ormai da tempo, ma quanto grave e quanto reversibile possa essere la malattia, dovrà scoprirlo il manager che si è imbarcato in uno dei compiti politici più ardui degli ultimi anni in Italia.

Passerà ancora qualche giorno prima che Parisi passi a metter le mani sul resto della struttura forzista. Tempo necessario perché il nervosisimo che serpeggia ora tra i big diventi un vero e proprio tumulto, scatenato dall'ultima idea che il leader in pectore avrebbe avuto per svecchiare tutto il baraccone. Il restyling, scrive in un retroscena la Stampa, prevedrebbe che non siano più candidabili i parlamentari che hanno accumulato almeno quattro legislature. Un'asticella indubbiamente più alta che nel 2013, quando si tentò di imporre il tetto delle tre, senza successo, viste le decide di deroghe concesse caso per caso.

Con un limite così alto, quanti vuoi che debbano preoccuparsi di restare fuori dai giochi alle prossime elezioni? Più o meno tutti i più importanti dirigenti che Forza Italia può vantare in questo momento. A cominciare dall'ex ministro degli Esteri e della Difesa, Antonio Martino, la tessera n.2 di Forza Italia. che ha contribuito a fondare, parlamentare dal 1994. Da allora è entrata in aula anche Stefania Prestigiacomo, già ministro dell'Ambiente e Pari opportunità. Senza dimenticare Paolo Romani, Lucio Malan, e gli ex An e Msi Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, il primo in parlamento dal 1992, l'altro con uno scranno saldamente in mano da 33 anni. Ci sarebbero poi Franco Cardiello, Alberto Giorgetti, l'ex Dc e Ppi Gianfranco Rotondi ed Elio Vito, diventato deputato con la lista Pannella nel 1992.

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Commenti all'articolo

  • rinnopesca

    03 Agosto 2016 - 11:11

    questo qui beve l'acqua dal biberon di Feltri e delle sue balordinaggini che scrive Libero. sono senza dubbio renziani che godono che il paese vada male

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  • rinnopesca

    03 Agosto 2016 - 11:11

    Ecco come si vede che Feltri attira le simpatie del PD e dei renziani. Raccontando delle grosse balle. Berlusconi non rottama nessuno queste sono pure fantasie di menti malate di protagosismo giornalaio

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  • miraldo

    02 Agosto 2016 - 19:07

    Forza Italia esiste solo nei sondaggi.......... da prefisso naturalmente. Gli elettori saranno costretti per forza di cose a passare tutti alla Lega di Salvini, unico partito nel panorama Italiano con un buon programma................... e l'unico che difende il nostro popolo............

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    • Anna 17

      Anna 17

      07 Agosto 2016 - 16:04

      Concordo pienamente con lei. Ormai Berlusconi, rincitrullito o ricattato, non fa che appoggiare renzi. Con l'investitura di Parisi, non idoneo e perdete nato, non fa che avallare le tesi di Confalonieri e diventare peggio di alfano e verdini. Vigliacchi traditori eletti a destra e passati agli avversari, per ora impunemente.

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  • iltrota

    02 Agosto 2016 - 19:07

    Favoloso, eclatante: resteranno solo Silvietto, Parisi e Dudù!!! Di Brunetta nessuno più si ricorderà.......!!

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