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Massoneria, la Bindi chiede tutti i nomi. Cosa vuole trovare in quell'elenco

Massoneria, la Bindi chiede tutti i nomi. Cosa vuole trovare in quell'elenco

Ventitremila e cinquantadue per l'esattezza. Sparsi per tutta Italia. Perché la Massoneria, anzi il Grande Oriente d'Italia, non è una bocciofila locale ma un'associazione ramificata sul territorio e culturalmente forte, divisa in 850 logge. Tanto forte da indurre la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, a rispolverare un evergreen: vogliamo le liste  con i nomi degli affiliati. "Così potranno vedere se ci sono quelli che immaginano poterci essere".  E se non dovessero esserci "diranno che esistono le logge coperte e le liste segrete", afferma Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.

La mente, per rapida associazione di idee, passa in rassegna i titoli dedicati ai big del Pd, della maggioranza e del governo. Solita vecchia storia, insomma, ma sempre utile quando c'è da mettere in moto il ventilatore della macchina del fango. Il problema è che nella guerra per bande che dilania il Pd, ed è un conflitto combattuto senza le armi convenzionali ma con strumenti moderni dato che la Bindi rappresenta il miglior alleato del Movimento 5 Stelle e la punta avanzata della minoranza dem, tutti i mezzi sono leciti. Compreso quello di colpire nel mucchio, senza calcolare i possibili effetti collaterali.  E di questi tempi ce ne sono tanti di variabili impazzite.

Un esempio su tutti. "Nella rivista del Califfato e la storia è emersa dopo la barbara uccisione del prete in Francia", dice Bisi a Libero, "c'è scritto che bisogna colpire chiese, supermercati e logge massoniche. Bisogna stare attenti quando si parla perché non vorremmo ritrovarci a piangere, come spesso accade in Italia". E sì le parole sono importanti. Molto. Bisi non ha la scorta e davanti alla sede romana del Grande Oriente d'Italia non c'è nessuna sorveglianza. E' il Belpaese, bellezza, e la breccia di Porta Pia è ancora una ferita aperta. Ma non solo quella. "Diciamo che l'effetto Gelli (Licio, il gran Maestro Venerabile della P2, la cosiddetta massoneria deviata) c'è ancora", ammette Bisi, "nell'immaginario collettivo  si continua a fare questa associazione di idee. Sbagliando tutto, però".

E in questo macroscopico errore sempre cade ancora, forse perseguendo uno strano disegno, anche la Bindi. "Possiamo discutere sino a domani se possano essere resi pubblici o meno gli elenchi del Pd", sostiene l'esponente dem durante l'audizione di Bisi in commissione, "o della Loggia del Grande Oriente, ma una cosa è certa: alla nostra commissione non li può negare". Insomma, la Bindi vuole i nomi dei 23.052 fratelli massoni. Per una ragione molto semplice. Per la commissione vale il teorema massoneria uguale criminalità organizzata. Il caso scatenante è quello di Castelvetrano, luogo di origine di Matteo Messina Denaro.

Le inchieste farebbero pensare ad una connessione fra i due mondi dato che in quell'area c'è la più grande concentrazione di logge massoniche in rapporto alla popolazione. "Il libero pensiero di cui siamo portatori è un antidoto alla mafia", dice Bisi, "abbiamo attuato da tempo delle procedure di fortissimo controllo per chi vuole entrare in una loggia e per chi c'è già".    E siccome le sole regole non bastano Bisi, nella chiacchierata con Libero, ribadisce di "esser pronto a dare la vita per la cattura del superlatitante". E quando parla il Gran Maestro parla per tutti. Cosa che non fa lo Stato. Che Parla tante, troppe lingue. Come nel caso della vicenda di Palazzo Giustiniani, dependance di lusso del Senato. Ebbene una porzione dello storico stabile, a due passi del Pantheon, sono di pertinenza del Grande Oriente. "Ma quei 120 metri quadri non ci sono stati ancora restituiti", ricorda Bisi, "stavolta, però, andremo sino in fondo nella battaglia legale per vedere riconosciuti i nostri diritti visto che da Italiani  fedeli alla Repubblica ne rispettiamo i doveri". Merce rara di questi tempi…

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • lallo1045

    06 Agosto 2016 - 10:10

    E perché SOLO alla commissione? Anch'io, cittadino italiano, ho piacere di sapere se il mio vicino, o il magistrato che sta trattando una mia causa, o un politico sotto elezioni, o comunque perché mio diritto, se una certa persona è iscritto ad associazione che hanno dimostrato di poter deviare il normale andamento della società. Non si esclude da questi anche gli iscritti a Comunione e Liberazion

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  • soraman

    06 Agosto 2016 - 09:09

    Ma chi vuoi che commenti la Bindi....

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  • romamaccio

    06 Agosto 2016 - 07:07

    Vuole vedere se si sono dimenticati di CANCELLARE il suo nome e cognome!

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