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Renzi chi?

E anche Orfini ha mollato Renzi. Addio giochini, la sua frase al veleno

E anche Orfini ha mollato Renzi. Addio giochini, la sua frase al veleno

Un po' di là e un po' di qua, Matteo Orfini sembra il prototipo del socialdemocratico appena uscito da un corso intensivo di democristianità. Al presidente del Pd serve un'intera intervista sul Fatto quotidiano per cercare di far capire la propria posizione nei confronti del governo di Matteo Renzi, della segreteria renziana, dei temi che in teoria dovrebbero essere cavalli di battaglia della Sinistra che si fregia di rappresentare dentro il suo partito, come lavoro e uguaglianza. Partono le prime piroette quando difende la riforma del lavoro, quel Jobs Act che proprio lui aveva attaccato con ferocia. Oggi si appella ai dettagli e alle sfumature: "Ero contrario all'abolizione del'articolo 18. Ho fatto la mia battaglia e ho accettato una mediazione: un sacrificio per aumentare diritti e tutele per chi non ne aveva". Soddisfatto, ma anche no: "Trovo che il quadro generale del mercato del lavoro sia migliorato. Anche se continuo a pensare che si potesse fare senza cancellare l'articolo 18".

Sembrano lontani i tempi in cui, gli ricordano al Fatto, Orfini cadeva nella trappola della Zanzara su Radio24 quando gli chiedevano chi preferisse come leader tra Nichi Vendola e Renzi. Il degno erede di Massimo D'Alema preferiva l'ex presidente della Puglia, perché: "Ci vuole più sinistra". Salvo poi - strano ma vero - cambiare ancora idea e sostenere il suo segretario nella campagna per il Sì al referendum. E poi l'ultima giravolta che sarà affidata a un team di crittografi per l'interpretazione. Parlando di Renzi, Orfini ha sentenziato: "Non l'ho mai votato, in nessun congresso. E non è detto che lo voti nel prossimo".

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Commenti all'articolo

  • pippo666

    pippo666

    08 Agosto 2016 - 14:02

    Il viscido Orfini........ ....

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  • placidoolivieri

    08 Agosto 2016 - 11:11

    orfini. Un altro voltagabbana che prima si toglie dai piedi meglio è.

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  • arwen

    08 Agosto 2016 - 11:11

    Le favole sui meriti (presunti) del job act fanno il paro con il milione di posti di lavoro di berlusconiana memoria. L'unica differenza è che uno, per quella improvvida quanto ridicola promessa, è stato massacrato, l'altro, invece, sembra che nn si possa criticare, anche quando racconta plateali ca..te! Ad esempio: dov'è il piano epocale x Ventimiglia? Qualcuno se la ricorda ancora la promessa?

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