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L'assalto all'uomo del Cav

Rivoluzione Forza Italia, il piano-Toti. La mossa contro il (nuovo) uomo del Cav

Rivoluzione Forza Italia, il piano-Toti. La mossa contro il (nuovo) uomo del Cav

Primarie in vista in Forza Italia? La direzione presa dal partito di Silvio Berlusconi sembra inevitabile, vista la guerra sotterranea che le tante, troppe correnti, stanno continuando a farsi da tempo. La scelta di Stefano Parisi non è stata accolta dai dirigenti azzurri con l'entusiasmo dei tempi migliori. L'ex candidato sindaco di Milano è stato l'ultima scelta del Cav per la sua successione politica, nonostante prima di lui ci fosse più di un aspirante a quel ruolo. Su tutti Giovanni Toti, da tempo consigliere politico di Berlusconi e considerato tra i più papabili per la leadership del partito. Questo almeno prima del lancio del manager romano trapiantato a Milano che adesso dovrà affrontare i tumulti interni ai forzisti. 

Come riporta il Messaggero, dirigenti come Toti e Paolo Romani sono a lavoro per scrivere le regole condivise per la realizzazione delle primarie. Al voto sarebbero chiamati i soli elettori di Forza Italia, esclusi quindi quelli di Lega e Fratelli d'Italia, con buona pace delle candidature di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il voto interno al partito berlusconiano aiuterebbe anche a superare le divisioni tra correnti nelle varie regioni, ottenendo non solo un leader indicato chiaramente, ma anche un'esecutivo espresso in proporzione ai voti dei candidati perdenti. L'operazione punterebbe non solo a riportare i dirigenti azzurri in mezzo a quell'enorme massa di elettori delusi, ma anche a far entrare un po' di denaro in cassa. Le prime stime sui costi dell'operazione, prevedono infatti che per ogni votante l'obolo da versare non potrà essere inferiore ai 10 euro.  

Berlusconi, da sempre avverso alle primarie, prende tempo e rimanda a settembre, dopo l'esito della convention di Stefano Parisi e del progetto "L'Altra Italia" che dovrebbe unire liberali e popolari. Comunque vadano le cose, il Cav rimarrebbe il presidente onorario di FI, in posizione più defilata ma di controllo. E il leader che potrebbe essere quindi? Parisi, certo. Ma sono pronti a rimettersi alla volontà degli elettori anche Toti e la Carfagna, più eventuali outsider.

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Commenti all'articolo

  • arwen

    19 Agosto 2016 - 09:09

    E' divertente seguire le convulsioni di questi partiti (PD e FI) ormai ridotti a gusci vuoti che, ipocritamente, fanno ancora finta di "lottare" per il popolo e il buon governo, mentre, un po' più prosaicamente, proseguono nella loro mesta quanto inutile esistenza con il solo obiettivo di assicurarsi poltrone, benefit e pensioni d'oro a spese della comunità....Il triste tramonto di una democrazia!

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  • tingen

    19 Agosto 2016 - 09:09

    Da anni il centrodestra è diviso, perdente e allo sbando, per selezionare la classe politica del futuro sono necessarie le primarie per tutto il centrodestra

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  • francesco assumma

    18 Agosto 2016 - 22:10

    E' un grosso errore la scelta di Parisi ma, ormai, siamo alle solite ca... del Cav.. Parisi si sa è un figlio della " prima repubblica " non di poco conto. Non riesco a spiegarmi come ancora la parte politica che viene chiamata " destra " non si smentisce e continua a buttarsi la zappa sui piedi e fino a quando le scelte o le preposte vengono decise da Berlusconi sono destinate al fallimento.

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