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L'attacco alla poltrona

Renzi in vacanza, rischia il posto. L'ufficio è invaso (sono tantissimi)

Renzi in vacanza, rischia il posto. L'ufficio è invaso (sono tantissimi)

Il gatto in questo momento non c' è: Matteo Renzi è in vacanza e il suo ufficio a palazzo Chigi è vuoto. Sarà per questo che nel cuore della sede del governo italiano sono arrivati i topi, che come recita il detto, ballano. Così i roditori che da tempo sono simbolo della Capitale - fotografati dai turisti anche nel centro di Roma vicino ai cassonetti della spazzatura che sono la loro naturale dispensa - sono riusciti nell' impresa agognata e mancata dalle opposizioni interne od esterne al Pd: prendere possesso del palazzo. A Renzi non è restata che la più classica delle contromisure: una derattizzazione straordinaria, missione affidata all' Ufficio tecnico per la gestione del patrimonio della presidenza del Consiglio dei ministri.

Così la responsabile del procedimento, Anna Maria Pontone, ha chiamato l' azienda di fiducia con cui esiste una convenzione quadro della Consip, la Romeo Gestioni, chiedendo loro di sostituirsi al gatto Renzi. E con un supersconto l' azienda di fiducia per soli 886,01 euro si è presa in carico la derattizzazione del «primo piano e piano terra di Palazzo Chigi».

Dunque i topi che hanno battezzato anche l' avvio da sindaco di Virginia Raggi, erano arrivati in uno dei luoghi più protetti della capitale. Infestando perfino il cortile di onore del governo, dove di routine una volta alla settimana prima delle ferie arrivavano le auto blu dei ministri per riunioni urgenti e consigli dei ministri (il solo caparbiamente a giungere lì in bicicletta è il titolare delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e chissà se le sue due ruote sottili hanno resistito ai morsi dei ratti...). I topastri avevano violato quindi il selciato su cui passano in rassegna la guardia di onore tutti i capi di Stato e di governo stranieri che vengono in visita ufficiale in Italia. È la quinta battaglia contro i topi che Renzi ingaggia da quando è diventato capo del governo. Le quattro precedenti sono costate assai di più, con risultati non ottimali.

La prima volta era stata il 28 novembre 2014, quando il governo ha dovuto stanziare ben 10 mila euro per cacciare i topi dalla biblioteca Chigiana nella sede secondaria di via della Mercede 96. Poi 5 mila euro per disinfestare le soffitte dello stesso palazzo.
E ancora mille euro per la «derattizzazione dei cunicoli nei locali interrati e nei locali tecnici siti al piano terra e nel cortile» sempre della sede secondaria della presidenza del Consiglio dei ministri.

Ma i topi sono riusciti a sfuggire a gran parte di quei safari. Tanto è che il 9 marzo 2015 la presidenza del Consiglio dei ministri è passata alle maniere forti, mettendo in campo armi di distruzioni di massa. Altri 3.806,40 euro pagati alla Romeo Gestioni con l' obbligo però di utilizzare due apparecchi Ekomille, cui i topi non riescono di solito a sfuggire. Sono speciali bidoni trappola che attraggono i roditori con dei bocconcini-spia che appena addentano fanno richiudere uno sportello che li spinge in una vasca con soluzione alcolica di tipo chimico. Quelli pensano di avere trovato il Bengodi, mangiano e si ubriacano.

E muoiono felici, perché entro pochi minuti entrano in coma etilico e dicono addio al mondo. Ma nessuno li aveva mai chiamati per la sede centrale del governo, che sembrava off limits. Chissà se è stata la Raggi a inviarli a Renzi facendoli fuggire dai cassonetti tradizionali, ma qualche danno a palazzo sembrano già averlo fatto prima del nuovo safari.

Pare che siano saliti anche ai piani superiori, arrivati fino all' anticamera del premier attratti anche dalle fresche forniture alimentari ordinate per qualche snack da fornire agli ospiti (ultima fornitura il 21 luglio scorso da parte della Maiorana Maggiorino per 3.155,50 euro più Iva).

E non è escluso che con i loro denti abbiano intaccato anche l' intelaiatura di alcune seggiole per l' attesa degli ospiti del premier.
Certo 8 di quelle sedie prima dell' ordine di derattizzazione sono state inviate per un restauro urgente da 960 euro dal tapezziere di fiducia di palazzo, Italo Petrobono.

Franco Bechis
@FrancoBechis

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